Acquabona (KR). Abitato di età greca

Acquabona (KR)_panoramica
Tipologia bene scavato
Insediamento - Area urbana
Regione / Stato estero
Calabria
Provincia
Crotone
Comune
Crotone
Localizzazione specifica
Acquabona
Nome antico del sito
Kroton
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Domenico Marino
Responsabile scientifico
Domenico Marino
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Le operazioni di verifica preventiva dell'interesse archeologico nell'ambito dei "Lavori di realizzazione del nuovo Istituto Scolastico G. Gravina", in località Acquabona di Crotone, sono state condotte dal mese di giugno a settembre 2011. In nessuna precedente campagna di ricerca archeologica all'interno del quartiere centrale di Kroton, era stato possibile indagare in estensione una superficie altrettanto ampia, tale che vi corrono ben due stenopoi larghi ca. 5 m, accomunati da una divergenza rispetto all'orientamento astronomico misurata in + 30° E.

Acquabona (KR): panoramica

Nel merito, essi permettono fin d'ora di distinguere con certezza almeno tre delle unità abitative a carattere esclusivamente residenziale che costeggiavano i suddetti stenopoi - gli Edifici A, B e C -, e di assegnare loro correttamente quasi tutti i vani e gli spazi definiti da setti murari messi in luce. All'Edificio A spettano solo tre vani (alpha, beta e gamma), i primi ad essere stati scoperti in ordine di tempo, attigui al versante orientale dello stenopòs est. Pari a ca. 15 x 7 mq, la loro destinazione funzionale è incerta. All'Edificio B si attribuiscono, al momento, tutti gli ambienti noti a monte del versante occidentale della strada citata, per una lunghezza di poco inferiore ai 30 m, a ridosso del limite orientale dello stenopòs ovest. Spettano all'edificio B i pochi spazi dei quali è possibile ipotizzare l'uso. Così il cortile dotato di pozzo (vano gamma), con il suo sistema di smaltimento dei reflui in direzione della strada e la parte del settore di stretta pertinenza femminile destinata, a giudicare dall'abbondanza del vasellame da mensa e da cucina raccolto nei vani delta e epsilon, alla preparazione dei cibi. Tutti i vani descritti sopra erano probabilmente aperti sul porticato (pastàs), funzionale al disimpegno tra il citato cortile, dove si svolgeva molta parte della vita familiare, e le stanze di rappresentanza. A N di gamma, gli ambienti theta, eta e seguenti, si suppone appartengano proprio al settore ‘maschile' della casa. Nel primo sono state trovate tracce  non equivocabili delle manifestazioni cultuali (eusèbeia) svolte in ambito domestico. Spicca, fra tutte, la grande arula fittile parallelepipeda, con teorie di cavalieri che, non coerente con la datazione del contesto, rappresenta a tutti gli effetti un pezzo di antiquariato. L'Edificio C fiancheggia il versante occidentale dello stenopòs ovest per ca. 20 m, nel tratto fin qui noto. In origine comunicava direttamente con la strada grazie ad un accesso poi murato. L'articolazione planimetrica interna ci è nota, in effetti, molto parzialmente, ma quanto basta per cogliere in più punti i segni inequivocabili di numerosi interventi e modifiche spettanti a fasi edilizie diverse da quella d'impianto. Almeno relativamente all'ultima stagione di frequentazione della casa, il corridoio lungo e stretto che per qualche tempo ha separato/raccordato al presunto andron vani di forma e dimensioni ripetitive, e soprattutto il porticato sito più a N, utili l'uno a condurre i visitatori estranei dalla strada verso le stanze di rappresentanza tenendoli lontani dal cortile e dall'oecus, l'altro a fungere da disimpegno tra l'andròn, appunto, e il cortile, suggeriscono una disposizione canonica degli spazi: quelli femminili a Settentrione, con le aperture a sud, per godere del massimo soleggia mento, e quelli maschili a S nella fascia più esterna dell'edificio. Infine, circa la datazione di quanto parzialmente messo in luce nei Saggi, finché non si procederà agli approfondimenti, solo l'Edificio C, ed in specie i vani più occidentali, restituisce in gran numero reperti che scendono senz'altro fino al III secolo a.C. Negli Edifici A e B, invece, i manufatti rinvenuti non oltrepassano, di norma, il IV secolo a.C. ma quelli di fine IV/inizio III, comunque presenti, suggeriscono anche per dette abitazioni una data di abbandono più bassa.