Fiumicino (RM). Area sacra arcaica, impianto produttivo e termale di epoca romana

Fiumicino_Veduta aerea impianto termale
Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Fiumicino
Localizzazione specifica
Muracciole
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2009-2010
Responsabile di cantiere
Lucia Sauria, Zaira Maschio
Responsabile scientifico
Daniela Rizzo
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione campagne

Tra dicembre 2009 e febbraio 2010 sono state condotte indagini archeologiche preventive all'interno della lottizzazione "La Sorgente", localizzata lungo la via Aurelia, nell'area denominata "Muracciole" (Fiumicino), che hanno permesso di individuare tre siti di interesse archeologico: un' area sacra di epoca arcaica, un impianto produttivo e termale di epoca romana servito da un asse viario. L'area era già stata oggetto di indagini preventive tra il 2003 e il 2004, durante le quali erano state individuate le strutture pertinenti all'insediamento di età romana e resti di un complesso impianto idraulico.

L'area sacra di epoca arcaica

Nel corso delle indagini è stato messo in luce un contesto archeologico di ampie dimensioni e di complessa interpretazione. Strutture murarie realizzate con blocchi di pietra sbozzati e in parte squadrati, legate con un terreno a prevalente matrice argillosa e un edificio realizzato con la stessa tecnica costruttiva. Il materiale ceramico individuato negli strati di riempimento permette di definire l'arco cronologico di vita dell'edificio, che fu attivo dalla fine del VII/inizi VI a.C. fino al IV/III a.C. Il materiale ceramico comprende sia materiale di epoca arcaica (bucchero, ceramica di impasto, ceramica etrusco-corinzia) sia materiale di epoca ellenistica (ceramica sovraddipinta di produzione locale e ceramica a vernice nera), ugualmente distribuito in tutti gli strati individuati. La posizione e altri indizi presenti nell'area di scavo fanno ipotizzare che tale edificio avesse una funzione sacra, forse un santuario o un sacello collegato al culto delle acque, tenuta presente la toponomastica della zona e la presenza di infrastrutture idrauliche.

Ceramica etrusco-corinzia

L'ampliamento delle indagini ha messo in luce un articolato sistema di canali che seguono la pendenza della collina e dovevano in origine favorire lo smaltimento delle acque. Anche il rinvenimento dei due crani di equino ci riporta ad un ambito sacrale. Nell'ideologia antica il cavallo occupa un posto particolare: da un lato appartiene alla sfera degli inferi e della fertilità, delle acque e delle sorgenti, dall'altro è simbolo di potere e di preciso status sociale. In Etruria (edificio alfa di Gravisca - Pyrgi) i pochi resti rinvenuti in aree santuariali sembrano associati al culto della dea Uni.

Particolare dell'edificio arcaico

L'impianto produttivo e termale

Su di un'altura dalla quale si gode una splendida vista del mare è stato individuato un insediamento di epoca romana identificabile con una villa. La scoperta del sito risale alle prime indagini preventive condotte nell'area nel 2004 e proseguite nel corso del 2009/2010. Grazie agli ultimi interventi é stato possibile riportare alla luce l'insediamento nella sua totalità, evidenziando una situazione piuttosto articolata. La villa occupa una superficie complessiva di 1007 mq., due settori possono agevolmente essere identificati con l'area termale e la pars rustica mentre della pars urbana sembra non esserci traccia. All'interno della pars rustica sono stati individuati parzialmente conservati, sette dolia di due diverse tipologie, evidentemente rispondenti a specifiche necessità conservative: tre di questi recipienti sono di grosse dimensioni e risultano interrati nel piano di calpestio, gli altri quattro, invece, di dimensioni minori, poggiavano direttamente su un  pavimento di fattura piuttosto rozza, costituito da un semplice battuto. E' probabile che questo ambiente venisse utilizzato, oltre che come magazzino, anche per espletare una serie di lavori manuali. A nord e ad ovest dell'ambiente lo scavo ha evidenziato un'altra serie di ambienti, con strutture perimetrali in opera cementizia, identificabili con una fornace destinata alla produzione di materiale da costruzione in loco con tutti i vantaggi che questo poteva comportare.

Spostandosi verso il settore occidentale della villa, occupato dalle terme, si individuano alcuni ambienti per i quali é possibile formulare diverse ipotesi di utilizzo; Il loro orientamento permetteva di sfruttare la massima esposizione al sole, così come raccomandato da Vitruvio. I primi due ambienti conservano l'ipocausto, caratterizzato da una pavimentazione in mattoni di dimensioni irregolari, sopra il quale sono impostate le suspensurae, cosituite da pilae di bessali piuttosto ben conservate e  poste a distanze abbastanza regolari. Un vano di servizio a pianta rettangolare, preesistente rispetto all'impianto termale, con pavimentazione in opus spicatum, sul quale si aprono i due piccoli prefurni utilizzati per il sistema di riscaldamento. A sud si apre un altro ambiente, questa volta non riscaldato, caratterizzato da un vano a pianta rettangolare con pareti rivestite da uno spesso strato di cocciopesto e pavimentazione in mosaico a tessere nere; nell'angolo nord-occidentale è presente un piccolo foro per lo scolo dell'acqua e banchina su tre lati. Si tratta, con ogni probabilità del frigidarium dell'impianto termale. Il lato occidentale degli ambienti termali é occupato da una serie di sei piccoli ambienti, di uguali dimensioni; gli ambienti non hanno restituito piani pavimentali ed hanno tutta l'aria di essere ambienti di servizio, creati in un momento successivo. Un ampio spazio rettangolare esteso dal limite orientale fino al settore termale della villa, scoperto e dotato di una pavimentazione in opus spicatum che, come é noto, veniva utilizzata per le sue doti di impermeabilità. Da questo ambiente, per mezzo di un gradino, si scende ad un altro che corre tutto intorno ad uno spazio centrale identificabile con un atrio di tipo rustico. L'ambiente é caratterizzato da un pavimento in signino con superficie lisciata e abbellita con l'inserzione, a distanze regolari, di tessere quadrate di pietra calcarea. Pavimenti di questo genere sono già diffusi in età repubblicana (III - II sec. a.C.). Al confine settentrionale é stato individuato un vano di modeste dimensioni con pavimentazione in mosaico. l'importanza della pavimentazione ci permette di ipotizzare, vista la sua unicità nell'ambito dell'intero complesso archeologico, che si tratti di un cubiculum, destinato al culto dei Lari.

Veduta aerea impianto termale

Ambiente termale

Percorso termale

Cunicolo

Particolade dell'accesso all'edificio

L'asse viario

Poco distante è stata messa in luce una strada di epoca romana con orientamento N/NW - S/SE. L'asse viario, che in questo settore si conserva per circa 35 m di lunghezza, ha una carreggiata con larghezza massima di 2,20 m che con i cigli laterali arriva a 2,80 m. Il pavimentum è realizzato con scaglie di pietra calcarea di varie dimensioni ben compattate ed è contenuto da cigli costituiti da blocchi di pietra calcarea, appena squadrati (larghezza minima 15 cm, massima 80 cm.). Nel tratto settentrionale della carreggiata, in alcuni punti del manto in pietra calcarea, sono inseriti blocchi di tufo grigio di varia dimensione e frammenti di laterizio, forse traccia di un restauro antico.  

Particolare dell'asse viario

Link esterno

http://etruriameridionale.beniculturali.it/index.php?it/277/muracciole