Stia (AR). Lago degli Idoli

Stia 2
Tipologia bene scavato
Struttura per il culto - Santuario
Regione / Stato estero
Toscana
Provincia
Arezzo
Comune
Stia
Localizzazione specifica
Lago degli Idoli
Nome antico del sito
Lago delle Ciliegieta
Coordinate geografiche
43°51'50'' N; 11°41'30'' E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Finanziamento pubblico (Comunità Montana del Casentino, Regione Toscana, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Provincia di Arezzo, Comune di Stia, Comune di Bibbiena) e privato (Banca Toscana — Sede di Arezzo, GE.PA. s.r.l. di Castel San Niccol
Entità finanziamento
Euro 570.000,00 circa
Anno campagna di scavo
2003-2007
Responsabile di cantiere
Co.I.D.R.A. di Firenze
Responsabile scientifico
Luca Fedeli
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Le campagne di scavo degli anni 2003-2007 hanno permesso di colmare la lacuna creata dalla dispersione, in musei stranieri e in collezioni private, dei reperti trovati al Lago degli Idoli nell'800 che, com'è ben noto, ospitava la maggior stipe etrusca mai rinvenuta.

Il Progetto Lago degli Idoli ha costituito un significativo esempio di collaborazione e integrazione fra varie Istituzioni e  professionalità, che fra il 2003 e il 2007 hanno fornito le proprie competenze per una collaborazione ad ampio raggio, che ha permesso di ottenere il maggior numero di informazioni possibile.

Infatti, accanto alle indagini degli archeologi sono state eseguite analisi sui pollini e sui resti arborei rinvenuti. I risultati della datazione radiocarbonica e dell’indagine dendrocronologica, uniti alle consulenze di geologi e studiosi di pedologia, sono poi stati preziosissimi per la ricostruzione del paleoambiente e dei processi deposizionali dei reperti archeologici.

Le indagini, che complessivamente hanno interessato un’area di 3600 m2 e hanno visto la rimozione oltre 4000 m3 di terra; non si sono limitate all’area dell’antica conca lacustre e delle zone limitrofe, ma si sono estese anche all’area boschiva circostante.

Come sappiamo dalla documentazione ottocentesca disponibile e dalle conferme che ci provengono dalle recenti campagne di scavo, gran parte degli sforzi degli operai, che operarono fra il 1838 e il '39, si concentrarono sulla regimentazione delle acque e sul prosciugamento del lago e soprattutto sul recupero di materiali.

Lo sterro risultò particolarmente fruttuoso e restituì una straordinaria quantità di reperti: 650 statuette votive di bronzo, 1000 pezzi di aes rude e 2000 punte di freccia. Ancora oggi mancano notizie sulla maggior parte dei reperti rinvenuti negli anni 1838-1839, poiché i manufatti vennero venduti dalla Società costituita per organizzare i lavori e non risultano presenti atti di vendita.  

Venendo in particolare a riassumere i risultati delle  indagini archeologiche del passato decennio al Lago degli Idoli, occorre sottolineare che sono emersi, in misura insperata, numerosissimi reperti (talvolta anche di notevole importanza).

Un interesse particolare riveste il ritrovamento di 10 manufatti litici (che insieme ad altri strumenti testimonia la frequentazione del luogo già da epoca assai antica) nonché di  manufatti aurei -due piccole lamine modellate a stampo e conformate a protome taurina-  e di due vaghi di collana in pasta vitrea, materiale fino a ora mai attestato.

Impressionante risulta inoltre il numero di statuette votive di bronzo raffiguranti devoti, che assommano a circa 100 esemplari, fra cui figurano anche manufatti di pregevole fattura e in ottimo stato di conservazione.

Numerose sono comparse le teste votive in bronzo, che ammontano a circa 30 esemplari; vasto è risultato anche il quantitativo di votivi anatomici, in tutto 37, che alludono alla pratica della sanatio. Fra questi manufatti bronzei, peraltro assai diffusi in quasi tutte le stipi votive dell’Etruria settentrionale, si ravvisano occhi, cuori, gambe, piedi, braccia e mani.

Le statuette attestate nel sito sono riferibili a un ampio arco cronologico, che va almeno dal VI al IV sec. a.C., e sono attribuibili a produzioni pertinenti ad ambiti geografici diversi: ciò rappresenta la dimostrazione dell’enorme e duraturo richiamo esercitato da questo luogo sacro in età antica. Ad avallare l’ipotesi di una frequentazione assidua del sito figurano poi i numerosi pezzi di aes rude che ammontano a quasi 4100 esemplari, di peso differenziato e di forma quasi sempre irregolare.

Di interesse risulta poi una delle venti monete bronzee rinvenute, riferibile a età più tarda rispetto agli altri reperti (III sec. d.C.).

Attendono uno studio e una tipologizzazione anche i frammenti di armi di ferro, che assommano a quasi 9000.

Non mancano neppure i reperti fittili, seppure quantitativamente poco rilevanti. Unica forma ricostruibile per intero risulta una ciotola miniaturistica realizzata in bucchero grigio.

Stia 1

Fig. 1 – Il Lago degli Idoli come appare oggi, dopo il ripristino effettuato nel 2007;

Stia 2

Fig. 2 – Un bronzetto maschile di offerente

Stia 3

Fig. 3 – Statuetta votiva femminile

Stia 4

Fig. 4 – Lamina aurea conformata a protome taurina

Bibliografia / Cartografia

  • S. Borchi (a cura di), Gli scavi e le indagini ambientali nel sito archeologico del Lago degli Idoli (Atti della giornata di studio - Poppi, 28 settembre 2006), Stia 2007
  • L. Fedeli, Ritrovamenti cultuali etruschi in Casentino e Valdichiana, in Hintial – Il sacro in terra d'Etruria (Atti del Convegno – Soci, 17 marzo 2009), Firenze 2010, pp. 49-66