Baia (NA). Ambiente di servizio ad impianto termale

Baia (NA). Foto da est del camminamento alla fine dello svuotamento
Tipologia bene scavato
Luogo ad uso pubblico - Impianto termale
Regione / Stato estero
Campania
Provincia
Napoli
Comune
Bacoli
Localizzazione specifica
Baia
Nome antico del sito
Baiae
Coordinate geografiche
40°49’15.38” N.; 14°04’17.95”E.
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2010-2011
Responsabile di cantiere
Vincenzo Di Giovanni
Responsabile scientifico
Paola Miniero
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

L’ intervento di archeologia preventiva, condotto nel territorio di Baia, ha riguardato l'indagine preliminare allo scavo del sottopassaggio della Stazione SEPSA della Ferrovia Cumana.
I  lavori di scavo archeologico si sono svolti in tutta l’area interessata dal sottopasso che collega la nuova stazione con il marciapiede sul lato opposto della via Fusaro (Fig. 1).

Baia (NA). Posizionamento dell’intervento da foto satellitare (base open source Google Earth)

Fig. 1. Posizionamento dell’intervento da foto satellitare (base open source Google Earth)

Le strutture archeologiche rinvenute sono costituite da un tratto di corridoio a rampa (con due bracci formanti un angolo retto) largo circa 1.20 m., conservato in altezza da un min. di 50 cm. del braccio est-ovest a circa due metri nella parte del braccio nord-sud; quest’ultimo è tagliato dal muro moderno della vecchia strada. Anche il braccio est/ovest, che dal punto di vista altimetrico è posto ad una quota superiore, risulta tagliato, probabilmente dai lavori di realizzazione della strada nel Novecento.
Le strutture sono realizzate in fossa, anche nella parte interna del corridoio, con l’uso di paratie lignee. Si tratta di opera cementizia gettata “a sacco”, costruita con malta di calce e pozzolana, alquanto dura e coesa, in cui sono annegati grossi scapoli di tufo solo sbozzati (Fig. 2).

Baia (NA). Foto da est del camminamento alla fine dello svuotamento

Fig. 2 Foto da est del camminamento alla fine dello svuotamento

Il camminamento era fornito di un piano di calpestio, formato da un battuto molto leggero di calce e pozzolana senza alcuna predisposizione o allettamento e non sono visibili tracce di usura o particolari che suggeriscano una specifica destinazione d’uso dell’ambiente. La struttura è quindi interpretabile come impianto ipogeo, realizzato in fossa e poi riscavato nella sua parte interna, provvista anche di un rustico pavimento. Al momento della realizzazione, il piano di campagna antico era certamente posto ad una quota superiore.
Il principale motivo di interesse del rinvenimento è costituito dalla presenza, sopra il piano di calpestio, di uno strato sigillato di detriti misti a resti organici, tra cui moltissimi reperti malacologici (ostriche) e ossa animali, strato che ha restituito anche una grande quantità di frammenti di ceramica romana.
Questo contesto, completamente schedato, si data tra la fine del II ed il primo quarto del III secolo d.C. Quindi a tale epoca il camminamento era già completamente defunzionalizzato. Il contesto, che comprende oltre quindicimila frammenti tra ceramiche fini, contenitori commerciali e ceramica fine, offre un diagramma molto diagnostico delle merci circolanti in questa parte della Campania romana tra la fine del II e gli inizi del III secolo.
Finora, le conoscenze sulla topografia di questo tratto di costa baiana in età romana erano costituite da rinvenimenti  di strutture termali sotto la stessa strada, a circa 50 m. a monte, identificati nel 1995 da Paola Miniero con il Balneum Culmae citato da Pietro da Eboli. Altri rinvenimenti, nel dicembre 2009 a seguito di scavo archeologico preliminare all’apertura di un varco carraio, consistono in resti di ambienti residenziali nelle immediate vicinanze, sulla stessa strada, in proprietà privata (Esposito Flora), e in cisterne poste ad una quota sensibilmente più bassa delle emergenze in oggetto. I ritrovamenti documentati attestano in modo inequivocabile un’intensiva occupazione di età romana (già a partire dal I secolo a.C.) sui terrazzamenti collinari, in corrispondenza delle curve di livello, di cui il nostro camminamento costituiva un “sottopassaggio” di raccordo.
A valle della strada è stato parzialmente scavato l’ingombro del sottopasso per prolungare ulteriormente il collegamento tra il sottopasso e la viabilità costiera principale (Via Montegrillo). In questo intervento di scavo, che non è stato portato a termine, sono state evidenziate alcune strutture di incerta destinazione in opera reticolata con testate in opus vittatum, databili ad età giulio claudia (Fig. 3). Le strutture risultano essere state abbandonate in età tardo antica.

Baia (NA). Foto da est delle strutture parzialmente scavate e rinvenute nello scavo del secondo sottopasso.

Fig. 3 Foto da est delle strutture parzialmente scavate e rinvenute nello scavo del secondo sottopasso.

L’indagine di scavo è stata sospesa a causa della mancata erogazione dei fondi da parte degli Enti pubblici competenti.