Castellammare di Stabia (NA), loc. Ponte S.Benedetto. Il complesso archeologico

Castellammare Stabia. Ponte San Benedetto, veduta dell’area di scavo da Est.
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villa
Regione / Stato estero
Campania
Provincia
Napoli
Comune
Castellammare di Stabia
Localizzazione specifica
Ponte S. Benedetto
Nome antico del sito
Ager Stabianus
Coordinate geografiche
N.4.508.697,35; E.2.476.851,25
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Tipologia scavo
Concessione
Concessionario
Geomed srl.
Tipologia finanziamento
Interventi L.890/84. lavori per il raddoppio linea Circumvesuviana
Anno campagna di scavo
2009-2011
Responsabile di cantiere
S. Scala
Responsabile scientifico
Giovanna Bonifacio
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

L’esplorazione condotta in loc. Ponte San Benedetto, a seguito dei lavori di raddoppio della linea Circumvesuviana, ha rivelato l’esistenza di un complesso, articolato in più ambienti, pertinente ad un impianto artigianale/abitativo posizionato in corrispondenza di una barra sabbioso/ghiaiosa, piccolo alto topografico isolato tra due paleoalvei del sistema di foce dell’antico fiume Sarno.

Castellamare Stabia. Ponte San Benedetto, veduta dell’area di scavo da Est.

Fig. 1 - Località Ponte San Benedetto, veduta dell'area di scavo da Est.

Sono stati esplorati ventiquattro ambienti - la pars urbana mostra un impianto termale costituito da: ‘frigidarium, tepidarium e calidarium’.

Castellamare Stabia. Ponte San Benedetto, veduta del calidarium

Fig. 2 - Località Ponte San Benedetto, veduta del calidarium

Il frigidarium, ha il piano pavimentale in cocciopesto intervallato da un sistema decorativo con crustae marmoree di varie forme disposte in modo geometrico e simmetrico. Le pareti, conservate per un’altezza di circa 1 m, sono affrescate in verde e blu. Sul lato S vi è l’accesso al tepidarium, con pavimento rubricato, puntellato da crocette di tessere bianche e nere disposte regolarmente e delimitate da una fascia di tesserine bianche. Questo tipo di decorazione è tipico del II stile e perdura anche nel III . Al III stile rimanda anche la decorazione pittorica delle pareti. Lo zoccolo è a fondo nero e pare mostrare tracce di una decorazione geometrica. La zona mediana è separata dallo zoccolo da una fascia ripartita in tre pannelli, quelli laterali a fondo nero, quello centrale a fondo rosso. Il pannello centrale è delimitato da una colonna bianca, di cui è visibile la base e parte del fusto, forse decorato da un motivo spiraliforme A sud l’accesso al calidarium, con un solo lembo conservato di piano pavimentale in coccio pesto, rosso rubricato di III stile, decorato da un motivo geometrico a riquadri inscritti, ed ordito con piccole tesserae in calcare bianco, probabilmente con emblema centrale di forma circolare. Sotto il piano in cocciopesto è visibile il livello di tegole bipedales sorretto dalle suspensurae a colonnine fittili. Ad est di tale settore un ampio ambiente, ripartito in più spazi funzionali, introduce alla pars rustica. Si tratta della zona adibita a culina come lasciano intuire la presenza di un forno, di un bancone e di due strutture circolari, forse basi per piccole macine. Contigui alla cucina tre ulteriori ambienti, completano il “settore rustico”. Essi sono interpretabili come depositi/magazzini aperti su uno stretto corridoio. Tutti i tre ambienti hanno un piano pavimentale in cocciopesto molto grossolano Nei magazzini\depositi si è recuperata la gran parte del materiale ceramico dell’intero complesso abitativo, rappresentato soprattutto da vasellame da cucina, da mensa, da dispensa e da portata. Le altri classi di materiali presenti sono anfore, grossi contenitori e in minima percentuale ceramica sigillata, ceramica a pareti sottili, lucerne e vetri. L’ala meridionale dell’edificio è occupata da due vani, da un gruppo di tre gradini e da una rampa pavimentata in coccio pesto. L’ambiente 2 è caratterizzato da un pavimento in cocciopesto inclinato verso SW, punto in cui una canaletta permette lo scolo di liquidi. Nell’angolo NW la presenza di un piano di lavoro di forma semicircolare, intonacato esternamente in opus signinum, lo identifica come ulteriore ambiente di servizio. Un altro ambiente permette, lungo il lato S, l’accesso ad una rampa inclinata in cocciopesto, una sorta di rampa di discesa, parzialmente indagata, verosimilmente in connessione con le sponde del PaleoSarno. Sul lato occidentale del complesso è presente  una vaschetta di carico idrico. L’ala NW sembra ospitare la zona padronale con altri sei ambienti, mentre quella NE potrebbe rappresentare il settore pertinente la pars fructaria, caratterizzata da ulteriori due vani.

G.Bonifacio

Bibliografia / Cartografia

AA.VV., “Il complesso archeologico in loc. Ponte S. Benedetto, Castellammare di Stabia” in Rivista di Studi Pompeiani XXII, 2011 (c.s.)