Pozzuoli (NA). Il Rione Terra: un esempio di scavo archeologico urbano

Pozzuoli (NA), Rione Terra: foto aerea del sito visto da Sud
Tipologia bene scavato
Insediamento - Area urbana
Regione / Stato estero
Campania
Provincia
Napoli
Comune
Pozzuoli
Localizzazione specifica
Rione Terra
Nome antico del sito
Puteoli
Coordinate geografiche
Est 2445846,605 - Nord 4519298,602 (sul centroide del sito)
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
Finanziamento regionale
Anno campagna di scavo
1993-2011
Responsabile di cantiere
R. Immarco, L.M. Proietti
Responsabile scientifico
Costanza Gialanella
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

A partire dal 1993 e sino al 2011 è stata condotta, sulla rocca del Rione Terra di Pozzuoli, una serie di indagini archeologiche imposte dall’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta come preliminari all’intervento, promosso dalla Regione Campania, di restauro e valorizzazione dell’antico centro storico di Pozzuoli (fig. 1), evacuato nel 1970 dopo una grave crisi bradisismica e rimasto da allora in condizioni di estremo degrado.

Fig. 1 (in alto a destra) - foto aerea del sito visto da Sud

Gli scavi hanno messo in luce l’intero settore nord-orientale e parte del pianoro centrale della rocca sulla quale, nel 194 a.C., venne dedotta, per fini strategici ma anche commerciali, la colonia romana di Puteoli (fig. 2), assurta già poco dopo la sua fondazione al ruolo di porto di Roma.

Pozzuoli (NA), Rione Terra: pianta generale

Fig. 2 - pianta generale

L’ossatura della colonia è costituita dall’impianto viario, organizzato per cardini e decumani, ancorché in maniera non canonica a causa dell’accidentata morfologia, e risalente al momento della deduzione della colonia. A livello ipogeo antico sono stati esplorati anche i sottoservizi, scavati nel banco di tufo della collina: l’impianto fognario, sottoposto alle strade e l’impianto idraulico cunicolare per il rifornimento idrico, sottoposto alle insulae.

Delle prime fasi insediative restano solo alcune strutture in opera quadrata e in opera pseudopoligonale, spesso rinvenute solo sotto le fondazioni delle strutture successive o in settori abbandonati già in età romana, afferenti ad ambienti funzionali, di difficile interpretazione.

In età augustea, contemporaneamente alla costruzione del tempio marmoreo, il tempio c.d. di Augusto, costruito con il sacrificio di buona parte dell’alzato del precedente Capitolium in tufo, tutto il settore nord-orientale viene interessato da una fervente attività edilizia, testimoniata dalla costruzione di edifici in opera reticolata: tabernae e ambienti a carattere pubblico, ubicati ai lati delle strade. Le abitazioni dovevano trovarsi al primo piano, come documentato dal rinvenimento di alcuni ambienti a carattere domestico sopra gli ambienti a quota stradale.

Edificata sulla terrazza più alta del promontorio, l’aedes marmorea puteolana è un unicum per la sua tecnica costruttiva, che utilizza blocchi di marmo sovrapposti, perché ne conosciamo l’architetto, quel Cocceio la cui firma campeggia su di uno dei blocchi della parete della cella, oltre che la famiglia evergete, i fratelli Caio e Lucio Calpurnio.

In età neroniano-flavia, le strade vengono fiancheggiate da porticati in opera laterizia su dadi di piperno, rinnovando le facciate degli ambienti che vi prospettano, mentre a partire dal II sec. d.C. riscontriamo un progressivo abbandono di questo settore, parzialmente utilizzato nel III sec. come necropoli infantile. Tra l’età medio e tardo imperiale si impianta in una serie di ambienti di età augustea lungo il decumano massimo un pistrinum; per l’occasione la strada, che aveva già perso in età augustea la sua funzione di asse portante trasferita al più settentrionale decumano di via duomo, viene sbarrata da una porta e annessa al pistrinum.

Tutto il settore nord-orientale della colonia, nel quale sono stati portati alla luce ed inseriti in un percorso di visita anche un ergastulum ed un complesso artigianale con larario dipinto, entrambi ipogei, fu obliterato nel XVII secolo, quando per impulso del viceré spagnolo Don Pedro De Toledo, il Rione Terra, abbandonato per i danni del sisma conseguenti alla nascita del Monte Nuovo nel 1538, venne ricostruito. Tutte le macerie delle fabbriche preesistenti vennero così riversate nei livelli romani non più utilizzati, che hanno finito col costituire le fondamenta di una città cresciuta nel tempo sempre su sé stessa.

Bibliografia / Cartografia

  • F. Castagnoli, Topografia dei Campi Flegrei, AnnuarioAcLinc 33, 1977, pp. 41-79;
  • F. Zevi, Il tempio di Augusto a Pozzuoli: una nota, in Scritti in memoria di R. Causa, Napoli 1988, pp. 29-35;
  • W. Johannowsky, I Monumenti Maggiori, in Puteoli, F. Zevi (a cura di), Napoli 1993, pp. 73-98;
  • C. Gialanella, La Topografia di Puteoli,  in Puteoli, F. Zevi (a cura di), Napoli 1993, pp. 73-98;
  • S. De Caro, C. Gialanella, Il Rione Terra di Pozzuoli, Napoli 2002;
  • F. Zevi, G. Cavalieri Manasse, Il tempio cosiddetto di Augusto a Pozzuoli, in Théorie et pratique de l’architecture romaine, Etudes offertes a Pierre Gors, Publications de l’Université de Provence, 2005, 269-294;
  • S. De Caro, C. Gialanella, Il Rione Terra di Pozzuoli, Napoli 2002;
  • Da Puteoli a Pozzuoli, Scavi e ricerche sulla rocca del Rione Terra, Atti della Giornata di Studio (Roma, Istituto Archeologico Germanico, 27 Aprile 2001), L. Crimaco, C. Gialanella, F. Zevi (a cura di), Napoli 2005.