Vinchiaturo (CB) - Mirabello (CB). Località Monteverde. Area di interesse archeologico di epoca romana e medievale

Vinchiaturo/Mirabello, S. Maria di Monteverde: veduta aerea della chiesa benedettina
Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Molise
Provincia
Campobasso
Comune
Vinchiaturo - Mirabello
Localizzazione specifica
Monteverde
Coordinate geografiche
Lat: 41°30'3.50"N; Long: 14°38'25.61"E; alt. m 920 slm
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Si tratta di una serie di ricognizioni che hanno fatto seguito a interventi di valorizzazione realizzati nel 2005 a cura del Comune di Mirabello Sannitico
Anno campagna di scavo
2005
Responsabile scientifico
Valeria Ceglia (Soprintendenza Beni Archeologici del Molise)
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A
477 d.C. - 1492

Descrizione campagne

La chiesa di Santa Maria di Monteverde (fig. 1), o per molti conosciuta come S. Maria di Guglieto sorge su un alto pianoro che guarda a nord la media valle del Tammaro e funge da confine con il territorio del comune di Vinchiaturo e quello di Mirabello Sannitico.

A ridosso della moderna chiesetta si trova l’antica Badia, le cui strutture sono identificate da tipologie costruttive benedettine di possibile di epoca romanica: infatti la data della sua fondazione rimane tutt’oggi incerta . Le testimonianze archeologiche documentano la frequentazione dell’area e un sistema abitativo che va dal periodo repubblicano a quello medievale e moderno.

Vinchiaturo/Mirabello, S. Maria di Monteverde: Resti di pavimentazione in signino nei pressi della chiesa benedettina di S. Maria di MonteverdeDurante i lavori di ripulitura effettuati già nel 2005 sono stati individuati nell’area a Est della chiesa i resti di una pavimentazione in signino con tessere di mosaico che vanno a formare una decorazione geometrica, puntinata regolare che comprende una fila lineare di piccole tessere di mosaico di color bianco, di circa 1 cm, alternati da una decorazione a crocetta composta da una tessera nera centrale e tre nere, della stessa grandezza (fig. 2).

Fig. 2 - Resti di pavimentazione in signino nei pressi della chiesa benedettina di S. Maria di Monteverde

Indubbia è la pertinenza della pavimentazione, databile all’età età repubblicana - tardo repubblicana, relativa all’ambiente di cui faceva parte.

Le ricognizioni nei pressi della chiesa, effettuate nel corso del tempo, hanno restituito frammenti  di ceramica a vernice nera, tra cui alcuni esemplari della forma Morel 2760, databile al II sec. a.C.; frammenti di sigillata italica e di sigillata africana A, tra i quali un esemplare della forma Hayes 8 A (90 – metà del II sec. d.C.), un esemplare della forma Hayes 27 (seconda metà del II – inizi III sec. d.C), della forma Hayes 9 B (seconda metà del II sec. d.C.) e un esemplare della forma Hayes 14 A (età antoniana).

Si sono rinvenuti inoltre numerosi frammenti di ceramica comune e da fuoco di epoca romana e medievale, riferibili a contenitori di forme e dimensioni diverse. In particolare tra essi sono riconoscibili due orli pertinenti a grandi olle, una delle quali trova analogie in ambito campano, nei contesti di Pontecagnano e Pompei databili al I sec. a.C. - I sec d.C., e un coperchio con orlo arrotondato a sezione triangolare di datazione incerta.

Dalla stessa area provengono due blocchi in calcare con fregio dorico pertinenti a due monumenti funerari.

Vinchiaturo/Mirabello, S. Maria di Monteverde: Fregio dorico riutilizzato in epoca medievaleIl primo blocco (57 x 78 x 40 cm) era riutilizzato come copertura di una tomba di epoca medievale ed è caratterizzato da un fregio dorico che alterna triglifi e metope rappresentanti un toro, un motivo a fiori “a girandola” e un personaggio con il capo coperto (fig. 3).


Fig. 3 - Fregio dorico riutilizzato in epoca medievale

Vinchiaturo/Mirabello, S. Maria di Monteverde: Fregio dorico rinvenuto nei pressi della chiesa L’altro blocco (42 x 73 x 24 cm) è decorato con un fregio dorico che alterna triglifi e metope rappresentanti un toro e un motivo floreale. Anch’esso sembra pertinente a un monumento funerario, dove probabilmente era impiegato con funzione di base o sostegno (fig. 4).

Fig. 4 - Fregio dorico rinvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria di Monteverde

Entrambi sono databili all’età repubblicana.

Un’iscrizione funeraria è stata riutilizzata come paramento di accesso delle scale che portano alla cripta del cenobio benedettino. Incisa su un blocco quadrangolare in pietra calcarea (1,37 x 0,83 x 0,36 cm; alt lett. 5 – 6 cm), presenta sul lato superiore sinistro due fori che servivano per inserire il blocco a incastro entro una struttura di notevole grandezza, verosimilmente un mausoleo (fig. 5).

 Vinchiaturo/Mirabello, S. Maria di Monteverde: veduta aerea della chiesa benedettinaL’iscrizione cita:

M(arco) Popillio M(arci) f(ilio) Vol(tinia) Marcello

IIII Viro q(uinquennalis) sibi et

M(arco) Popillio C.  f(ilio) Nicro patri

Vibiae Q(uintae) l(ibertae) Quintae matri

Liciniae C(aiae) l(ibertae) Faustae uxori

heredes ex testamento



Fig. 5 - Iscrizione funeraria della gens Popillia riutilizzata nella struttura di ingresso alla cripta del cenobio benedettino

               Angela Di Niro - Isabella Muccilli