Parma (PR). Area funeraria in Via Budellungo

Martorano (PR), via Budellungo. Veduta parziale della necropoli in corso di scavo
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Necropoli
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Parma
Comune
Parma
Localizzazione specifica
Via Budellungo
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
Fondi privati (Azienda Agricola Pizzaferri di Parma)
Anno campagna di scavo
2010-2011
Responsabile di cantiere
Cristina Anghinetti
Responsabile scientifico
Manuela Catarsi, Patrizia Raggio
Datazione bene scavato: DA
477 d.C. - 1492
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel corso di accertamenti archeologici preliminari alla costruzione di un impianto fotovoltaico sono state individuate e scavate 11 tombe di epoca longobarda, disposte a righe (fig. 1).  

Martorano (PR), via Budellungo. Veduta parziale della necropoli in corso di scavo

Fig. 1 -  Martorano (PR), Via Budellungo: Veduta parziale della necropoli in corso di scavo

Quattro di esse erano in cassa laterizia a copertura piana (T. 1-3,7), una con solo il fondo in laterizi (T. 5), sei (T. 4,6,8-11) probabilmente in cassa lignea. Tutte contenevano inumazioni singole. Otto su undici presentavano elementi di corredo sia a carattere sumptuario che riferibili ad elementi dell’abbigliamento (fig. 2).

Martorano (PR), Via Budellungo: materiali di corredo (disegni di I. Fioramonti elaborazione grafica di L. Cenci).

Fig. 2 -  Martorano (PR), Via Budellungo: materiali di corredo (disegni di I. Fioramonti elaborazione grafica di L. Cenci).

Tra i primi si segnalano  per numero i pettini a doppia fila di denti (almeno 5 rispettivamente nelle T. 1, 5-6, 8, 10, inseriti in tombe di entrambi i sessi e anche in una d’infante). Particolarmente accurata la lavorazione degli esemplari delle Tombe 5 e 6, che rivelano nella costola centrale una decorazione a linee e occhi di dado e a graticcio. Nelle tombe femminili sono stati rinvenuti anche vaghi di collana in pasta vitrea (T. 2-3, 7) e orecchini in bronzo a cestello emisferico a giorno con castone sporgente contenente pasta vitrea bianca ad imitazione degli esemplari più ricchi con perle (T. 8), che  rientrano nel tipo n. 2/gruppo 3 della Possenti e trovano i confronti più immediati con gli orecchini di Altavilla Silentina (SA) e Cimitile (NA).  Di particolare interesse la T. 10 (fig. 3) contenente i resti di un bambino di 3-4 anni, accompagnato oltre che da un pettine a doppia fila di denti, da una spada di piccole dimensioni desinente a codolo trapezoidale in bronzo inserita in un fodero ligneo (lungh. 54 cm), deposta lungo il suo fianco sinistro con la punta rivolta in basso e accompagnata dagli elementi bronzei della cintura per la sua sospensione. La spada  ad analisi radiografiche appositamente predisposte non ha rivelato tracce di damaschinatura.  

Martorano (PR). Tomba d’infante (T.10) con “spatha-giocattolo”

Fig. 3 - Tomba d’infante (T.10) con “spatha-giocattolo”

Le dimensioni della necropoli, l’assenza di sepolture plurime, la presenza di corredi particolari e la conferma sulla base di uno studio antropologico, eseguito dalla dott. Licia Usai dell’ASL di Parma, che ci si trovi di fronte ad un gruppo parentelare, rendono questo nucleo altomedievale estremamente interessante. La presenza accanto ad una spada longobarda, di pettini e di una coppia di orecchini a cestello conferma, infatti, l’avvenuta acquisizione, già tra l’ultimo terzo del VI e il primo trentennio del VII secolo, da parte di genti germaniche, di elementi del costume propri delle popolazioni romanze di sostrato. La consuetudine di deporre, con valenza apotropaica, all’interno delle tombe un elemento di corredo accessorio quale il pettine, e nella tomba di un bimbo una “spada-giocattolo” ad alta valenza simbolica,  ci testimonia  la convinzione di una continuità nella morte, che nel caso di decessi prematuri necessita di un “risarcimento” per quanto non vissuto.

                                                                                                   Manuela Catarsi

Patrizia Raggio

Bibliografia / Cartografia

  • Atti Convegno Trento 2011, in stampa