Truccazzano (MI). Tombe romane a Corneliano Bertario

Truccazzano, frazione Corneliano Bertario.  T. 1 (prima metà sec. II)
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Tomba
Regione / Stato estero
Lombardia
Provincia
Milano
Comune
Truccazzano
Localizzazione specifica
Corneliano Bertario
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi MiBAC
Entità finanziamento
Euro 3500,00
Anno campagna di scavo
2012
Responsabile di cantiere
Adriana Briotti
Responsabile scientifico
Laura Simone
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

A cavallo tra fine 2011 e inizi 2012 è stato effettuato uno scavo d’emergenza, in seguito ad una segnalazione che indicava la presenza di affioramenti di filari di mattoni sul fondo di un fosso irriguo attualmente in secca, a circa m 1 di profondità, che potevano identificare due tombe di età romana. (fig. 1)

Truccazzano, frazione Corneliano Bertario.  Ubicazione dei ritrovamenti

Fig. 1. Truccazzano, frazione Corneliano Bertario. Ubicazione dei ritrovamenti
Ed effettivamente lo scavo archeologico ha permesso di mettere in luce le strutture laterizie, in sesquipedali e embrici ad alette, di due tombe. Purtroppo entrambe erano state violate in antico e nell’interrato si sono trovati soltanto pochi frammenti delle diverse suppellettili che dovevano costituire i corredi funebri, ormai depredati.
La prima struttura messa in luce era una tomba a cassa laterizia (fig. 2), costruita con grande accuratezza, lunga circa m 2, pertinente ad un’inumazione femminile - di cui restava solo parte della scatola cranica - che doveva avere un cospicuo corredo (fig. 3).

Truccazzano, frazione Corneliano Bertario.  T. 1 (prima metà sec. II)

Fig. 2.Truccazzano, frazione Corneliano Bertario. T. 1 (prima metà sec. II).

Truccazzano, frazione Corneliano Bertario.  T. 1, corredo residuo
Fig. 3. Truccazzano, frazione Corneliano Bertario. T. 1, corredo residuo.
Esso doveva essere costituito in prevalenza da contenitori in vetro: un piatto (Isings 43), due brocchette (Isings 55a), un piccolo unguentario (Isings 82b2) e almeno altri sei o sette recipienti, di cui si sono trovati soltanto frammenti dei fondi. Anche oggetti di bronzo facevano parte del corredo: ma di questi è rimasto soltanto un frammento di coperchio di pisside ed una fascetta che stringeva forse le pareti della pisside stessa. Vi erano poi frammenti di una coppetta in terra sigillata c.d. padana (Drag. 35) e di un’altra in ceramica comune. I frammenti ritrovati permettono in ogni modo di datare la sepoltura nella prima metà del II secolo.
Nonostante la tomba fosse in parte addossata alla parete del fosso irriguo, è stato lo stesso possibile identificare il punto di accesso degli antichi profanatori che, scavando una buca lateralmente e rompendo in parte le pareti della struttura tombale, vi sono penetrati per depredare il corredo funebre.
A circa m 20 di distanza è stata trovata una seconda tomba in cassetta di sesquipedali, più piccola, pertinente ad una sepoltura a cremazione (fig. 4).

Truccazzano, frazione Corneliano Bertario.  T. 2 (seconda metà sec. I).

Fig. 4 .Truccazzano, frazione Corneliano Bertario. T. 2 (seconda metà sec. I).

Anche in questo caso si è rilevata la fossa di spoglio. Del corredo funebre non restavano che frammenti vitrei di due piccoli unguentari e di una coppetta (Isings 12),  un frammento di coppetta a pareti sottili e pochi frustoli ossei combusti. Questa sepoltura si colloca in un periodo circoscrivibile alla seconda metà del I secolo.
L’identico orientamento delle due strutture tombali fa presumere che esse facessero parte di una più estesa necropoli, ben organizzata e rimasta in uso per almeno un secolo, con tombe segnalate e perfettamente individuabili.
Questo ritrovamento, se per certi versi può apparire deludente, ci offre invece l’opportunità di dimostrare che a Corneliano Bertario, a cavallo tra I e II secolo, doveva vivere una comunità dotata di una certa agiatezza.
Sappiamo però che un secolo dopo questo quadro di prosperità fu annientato dalle invasioni barbariche e dalle scorrerie che eserciti in fuga fecero nelle campagne dell’odierno Milanese, seminando terrore e devastazione, e che costrinsero, nel 274, qualche superstite ad occultare il ripostiglio di oltre mille antoniniani, ritrovato sempre a Corneliano nel 2008.
È pura ipotesi, ma forse non del tutto improbabile, che le profanazioni delle tombe si debbano far risalire a quel periodo di grande instabilità sociale.
Le strutture tombali sono state lasciate in sito - protette con appositi teli e ricoperte da un congruo strato di terreno - e il fosso è stato ricondotto alle condizioni di funzionalità che aveva prima del nostro intervento.

Laura Simone