Rutigliano (BA). Insediamento di S. Lorenzo, Madonna delle Grazie

Rutigliano (BA), Madonna delle Grazie - Ciotola in impasto di tipo Diana dall’area di scavo
Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Puglia
Provincia
Bari
Comune
Rutigliano
Localizzazione specifica
S. Lorenzo - Madonna delle Grazie
Coordinate geografiche
F. 178 III SO - NO IGM 1:25.000
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi ordinari Soprintendenza
Entità finanziamento
17.000,00 (2010); 20.000,00 (2011)
Anno campagna di scavo
2010 - 2011
Responsabile di cantiere
Francesca Radina
Responsabile scientifico
Francesca Radina
Datazione bene scavato: DA
fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

L’insediamento rappresenta uno degli esempi più significativi di abitato neolitico stratificato della Bassa Murgia barese, anche in considerazione della lunga durata - tra Neolitico Antico e Neolitico Finale ( VI- IV millennio a.C.) - e uno dei più rilevanti del Sud-est barese, per estensione oltre che per la presenza di elementi strutturali importanti come un grande fossato con andamento Nord-Ovest / Sud-est e diverse attestazioni di carattere rituale e funerario. Gli aspetti archeologici erano finora noti da indagini di superficie a più riprese e scoperte fortuite, ma l’evidenza maggiore è costituita su più fronti dalle sezioni a vista del giacimento archeologico, per una lunghezza di diversi metri ed un’altezza di m 2 circa, apprezzabili sulle scarpate accentuate determinate dagli sbancamenti per i lavori agricoli antecedenti al vincolo archeologico. A titolo di esempio può essere citato lungo la sezione sud del giacimento l’individuazione fortuita, durante alcuni lavori agricoli, di una grande tomba del Neolitico Finale con triplice sepoltura e corredo vascolare di tipo Diana.

Le recenti indagini hanno riguardato i livelli sommitali del deposito stratificato, riferibili al Neolitico Finale di facies Diana, e hanno evidenziato almeno due fasi principali di frequentazione, di cui la più recente è legata ad un uso prevalentemente rituale dell’area, mentre la seconda, più antica, sembrerebbe più collegata ad uso abitativo.

Saggio alfa

Un saggio di scavo di 5 x 5m (saggio α) è stato aperto in corrispondenza di un tratto di fossato affiorante lungo una delle sezioni a vista del sito, già colmato in tutte le fasi di frequentazione finora messe in luce, e largo all’imboccatura 3 metri circa e alto 1, 50, forse impiantato già nel Neolitico medio. Nel settore SE sono state evidenziate due fosse adiacenti, una pertinente ad una sepoltura in terra (Tomba.1), l’altra ad un pozzetto circolare a carattere rituale contestuale alla sepoltura.Rutigliano (BA), Madonna delle Grazie - Il saggio alfa ai bordi di una sezione E–O del deposito archeologico, in evidenza il fossato neoliticoFig. 1 - Il saggio α ai bordi di una sezione Est – Ovest del deposito archeologico: in evidenza il fossato neolitico.

Sepoltura 1

Conteneva un individuo rannicchiato sul fianco destro, con gambe fortemente contratte con la testa verso W, mancante del cranio (forse a causa di attività antropica moderna), coperto e deposto su una preparazione d’argilla che ha contribuito a tenere in stretta connessione anatomica lo scheletro. Il braccio sinistro era piegato ad angolo retto sul torace, il braccio destro disteso lungo il corpo. La mano sinistra era poggiata su radio-ulna destra e l’impressione era che “tenesse” il braccio destro rivolto verso l’interno; la mano destra poggiava sul femore destro, fortemente contratto, all’altezza dell’epifisi del femore destro . La posizione fortemente contratta permette di ipotizzare che l’individuo fosse stato legato post mortem. La deposizione, datata in cronologia radiocarbonica agli inizi del IV millennio a.C, era priva di corredo ma ai suoi piedi era disposto un pozzetto, di forma circolare, chiuso da alcune grandi pietre e da una macina in calcare, oltre che dal fondo di una grande olla in impasto. Dalla stessa area proviene una fuseruola discoidale. Sia all’interno della fossa che lungo i margini erano presenti pietre di medie dimensioni che coprivano materiale ceramico e resti di erbivori. In prossimità del margine E, al di sotto delle pietre, è stata rinvenuta una grossa porzione, ben conservata, di un contenitore in impasto grigio con ansa a nastro, attribuibile al Neolitico finale.Rutigliano (BA), Madonna delle Grazie - 2.La sepoltura 1 con il pozzetto rituale in corso di scavoFig. 2 - La sepoltura 1 con il pozzetto rituale in corso di scavo.

Il pozzetto, come posizione stratigrafica e tipologia del materiale ceramico, sembra essere contestuale alla sepoltura e da mettere in relazione con il rituale funerario. A conferma di questa ipotesi durante gli scavi 2011 all’interno del pozzetto è stata rinvenuta una piccola accetta subrettangolare in giadeite, dunque un reperto riferibile ad un codice di comunicazione simbolica propria di rituali religiosi del mondo tardo neolitico.

Area di frequentazione US12

Una fase di frequentazione precedente alla sepoltura e al pozzetto è rappresentata dall’US12, un piano di calpestio consolidato intenzionalmente con il fuoco e probabilmente legato ad un’area funzionale, con fossette – focolari destinati alla cottura, utilizzata per lungo tempo forse connessa ad uno spazio abitativo che si sviluppava verso N. Infatti, in prossimità del margine N del saggio è stato messo in luce un solco curvilineo, allungato, anch’esso contestuale all’US12, che potrebbe essere interpretabile come impronta in negativo di una struttura lignea.

Sepoltura 2

Sul margine W del fossato era alloggiata una seconda sepoltura (T.2) contestuale alla T.1. Si tratta di una deposizione in fossa terragna, di forma ovale. Del corpo, deposto sul fianco sinistro, si conservavano solo il cranio e gli arti superiori. La mano destra era rivolta verso il volto, mentre il braccio sinistro era ripiegato sul tronco.

Sepoltura 3

Sull’estremità E del saggio α, all’interno del saggio β era la sepoltura .3, in fossa terragna di forma subrettangolare. Il corpo si trovava in posizione rannicchiata sul fianco destro con cranio rivolto a N. Fatta eccezione per il diverso orientamento la deposizione ha le stesse caratteristiche della T.1, in rispondenza ad analogo rituale, anche se sembra essere relativa ad un momento di poco precedente, in fase con il piano di frequentazione US12 e le relative aree e strutture di combustione. Infatti l’uso del fuoco sembra aver coinvolto anche la sepoltura T.3 alterandone alcune porzioni delle ossa (nello specifico l’epifisi del femore sinistro ed il cranio). Rutigliano (BA), Madonna delle Grazie - La sepoltura 3 Fig. 3 - La sepoltura 3.

Attività condotta sul campo con Michele Sicolo e Sandra Sivilli, Impresa Topputi di TURI (Bari)

 

Francesca Radina

Immagine in capo al testo: Ciotola in impasto di tipo Diana dall’area di scavo.

Bibliografia / Cartografia

Inedito