Cagliari (CA). Ex-convento di Santa Chiara

Cagliari_particolare ambiente di servizio.
Tipologia bene scavato
Struttura per il culto - Complesso monastico
Regione / Stato estero
Sardegna
Provincia
Cagliari
Comune
Cagliari
Localizzazione specifica
Stampace
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Stefania Dore
Responsabile scientifico
Donatella Mureddu
Datazione bene scavato: DA
1493 - 1900
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nell’ambito dei lavori di restauro dell’ex convento di Santa Chiara, finanziati dal comune di Cagliari e diretti dalla Soprintendenza ai BAPSAE, è stato effettuato un intervento di scavo archeologico sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano.

Cagliari_chiostro ex-convento, veduta generale

fig. 1: chiostro ex-convento, veduta generale

L’indagine è partita dal rinvenimento di un lacerto di pavimentazione in cotto, emerso durante le attività di smaltimento connesse alla demolizione delle superfetazioni moderne che insistevano sull’edificio storico relative al mercato civico in uso fino agli anni Novanta. Le fonti d’archivio documentano la presenza in situ del convento già nel sec. XIV, ma lo scavo ha messo in luce l’ultimo impianto, rimasto in vita fino ai primi del Novecento e risalente presumibilmente alla metà del Seicento. Grazie a un rilievo dell’area, eseguito nel 1908 e conservato presso l’Archivio di Stato di Cagliari, è stato possibile identificare le strutture emerse con i muri perimetrali della cucina, del refettorio, del deposito del carbone, della roberia, del porticato e di un chiostro simmetrico rispetto ad un altro a tutt’oggi esistente. Le murature si conservano per un’altezza ridotta, talvolta risultano addirittura rasate quasi alla quota dell’attuale piano di calpestio e presentano tracce di intonaco di rivestimento; gli ambienti sono pavimentati con piastrelle e mattoni in cotto, ad eccezione dello spazio identificato col deposito di carbone, all’interno del quale è stata documentata una sistemazione in grossi ciottoli. Nel chiostro, il pavimento in cotto, composto di piastrelle quadrangolari poste in opera in linea trasversale, si estende per tutta la superficie indagata. Nella porzione S/E si evidenzia l’imboccatura di una cisterna, incorniciata da un riquadro determinato dall’assenza di piastrelle. La cisterna è del tipo a bottiglia e l’interno, rivestito di malta idraulica, era colmo di terra, detriti, coppi, mattoni, frammenti ceramici (maiolica di Montelupo, invetriata, produzioni valenzane e graffita monocroma) e azulejos (con il giglio fiorentino o con la rosa dei venti). A ovest della cisterna è stato messo in luce un vano sotterraneo a pianta rettangolare, coperto per la porzione centrale da una volta. L’ambiente è cieco su tutti i lati ed è stato parzialmente indagato fino alla profondità di circa 8m; le pareti sono in parte costituite da muratura in opera isodoma (per circa 5m), realizzata con blocchi di calcare, e in parte scavate nel banco di roccia (restanti 3m), su cui i muri stessi insistono. Il riempimento del vano è simile a quello della cisterna; risulta complesso definirne la funzione in assenza di dati definitivi.

Cagliari_particolare ambiente di servizio.

fig. 2: particolare ambiente di servizio.

Bibliografia / Cartografia

  • AA.VV., Santa Chiara. Restauri e scoperte (a cura di A. Ingegno), Cagliari 1993