San Paolo di Civitate (FG). Tomba a camera dipinta

S_Paolo_di_Civitate. Interno tomba prima dell’intervento di pulizia
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Tomba
Regione / Stato estero
Puglia
Provincia
Foggia
Comune
San Paolo di Civitate
Localizzazione specifica
Contrada "Defensola"
Nome antico del sito
Tiati - Teanum Apulum
Coordinate geografiche
41° 46’08. 24” N. - 15° 14’ 57. 26” E.
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Giovanna Pacilio
Responsabile scientifico
Giovanna Pacilio
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Su segnalazione della Guardia di Finanza di San Severo (FG) si è intervenuti nel territorio di San Paolo di Civitate (FG) in prossimità della località “Defensola”, dove era emersa, ad una profondità di circa 3,30 m., a seguito dello sprofondamento di un mezzo agricolo, una tomba a camera di notevole fattura e di inestimabile valore storico-archeologico, orientata in senso Est-Ovest.

S_Paolo_di_Civitate. Interno tomba prima dell’intervento di pulizia

Fig. 1 Interno tomba prima dell’intervento di pulizia

Si è intercettato il dromos, attraverso la porta originaria e gli stipiti dell’ingresso, realizzati con una serie blocchi di tufo squadrati sovrapposti, intonacati e dipinti con fasce rosse verticali, sormontati da un architrave, chiuso alla sommità da una falsa cupola ottenuta dalla progressiva sporgenza verso l’interno dei filari di blocchi si è entrati nella struttura funeraria dove  sono stati rivenuti dei blocchi di tufo su i quali si intravedeva, al di sotto di una larga fascia rossa, una testa maschile di profilo a sinistra, il cui volto ed il collo erano caratterizzati da un colore rosso molto intenso:, gli occhi, le sopracciglia e la capigliatura riccioluta, lievemente ondulata, resi con un colore nero, le orecchie, di colore rosso, erano leggermente appuntite verso la sommità e  parte del busto coperto da una tunica, di colore bianco.
Un altro blocco presentava, al di sopra di una larga fascia rossa, la parte terminale del corpo di una figura umana, probabilmente pertinente alla testa maschile, erano visibili i piedi, resi con un colore rosso intenso, visti di profilo a sinistra con particolari anatomici ben delineati. Sono stati recuperati numerosi frammenti ceramici pertinenti ai vasi  del ricco corredo funebre, ascrivibili a varie classi ceramiche (figure rosse, a fasce, stile misto, da fuoco, sovraddipinte in rosso, vernice nera), numerosi frammenti in alabastro, pertinenti a vasellame pregiato (alabastra, unguentari, pissidi), ai quali si aggiungono i frammenti di una grande olla da derrate acroma; numeroso   materiale metallico (ferro e bronzo), fibule, anelli, strigili, coltelli, punte di lancia, di giavellotto e oggetti caratteristici della cosmesi femmininile“kommotike techne”, tra i quali si distingue una spatola in bronzo. Il ritrovamento di blocch,  di colore giallognolo, sagomati con scanalature, ricavati dalla commistione di sabbia, tufo e pietra e alcuni  pezzi di ferro, di grosse dimensioni, fanno supporre la presenza di letti funebri (klinai), su cui dovevano essere adagiati i defunti. Dimensioni tomba: lunghezza m 4,902; larghezza m. 2,558; altezza massima m 2,996, a pianta rettangolare, resa in blocchi di tufo squadrati sovrapposti, legati con malta e calce; le pareti lunghe perfettamente verticali nella parte inferiore, sormontate da una volta con tetto a doppio spiovente, formato da filari di blocchi terminanti sulla sommità con una trave centrale costruita in blocchi. La camera risultava divisa in due navate da una fila di due colonne terminanti con capitelli di tipo ionico-tuscanico, a loro volta sormontati da un architrave che doveva servire per scaricare e alleggerire il peso della volta e delle pareti a doppio spiovente. Le colonne si presentavano leggermente svasate verso il basso ed erano ricoperte da uno strato di intonaco di colore bianco-giallino reso con gesso alabastrino, mentre i capitelli avevano l’echino decorato da stucchi di cui rimangono alcune tracce evidenti.Le pareti intonacate conservavano tracce di una decorazione dipinta, figurata : combattimenti, duelli, banchetti, carri con vari personaggi,   resi con una vasta gamma di colori. Sulla parete di fondo   in situ grossi chiodi in ferro, ai quali dovevano essere appesi gli oggetti metallici (scudi, strigili, cinturoni, vasellame in bronzo).Anche la pavimentazione era costituita da grossi blocchi di tufo squadrati, poggiati su uno spesso strato compatto sabbioso. Il materiale ceramico rinvenuto e lo stile delle pitture induce a datare la sepoltura nella seconda metà del IV secolo a.C. e ad attribuirla, considerata la  monumentalità della tomba,  la presenza della decorazione pittorica, piuttosto rara e gli oggetti pregiati e la contemporanea presenza di oggetti peculiari delle deposizioni maschili e femminili, ad una coppia aristocratica. Dal punto di vista strutturale e architettonico, la sepoltura trova confronto con le tombe a camera capuane del IV secolo a.C. appartenute ad aristocratici campani, soprattutto per la copertura a doppio spiovente, sebbene si distingue da queste ultime per la sua monumentalità, per la presenza delle colonne con capitelli di tipo ionico-tuscanico, nonché per la trave centrale sulla sommità della volta ascrivibile all’ambiente etrusco (Tarquinia, Cerveteri). Le pitture figurate rimandano all’ambiente campano di Capua. D’altronde i rapporti con l’ambiente campano sono noti da tempo, essendo l’antica Tiati posta in un territorio di frontiera tra l’ambiente daunio e quello campano-sannita.

S_Paolo_di_Civitate. Resa tridimensionale dell’interno tomba

Fig. 2 Resa tridimensionale dell’interno tomba