Ischia di Castro (VT). Villa romana della Selvicciola: la ripresa delle ricerche

Ischia di Castro  Selvicciola: la grande vasca romana con l’acquedotto
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villa
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Viterbo
Comune
Ischia di Castro (VT)
Localizzazione specifica
Selvicciola
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2008-2011
Responsabile di cantiere
Desirèe Divizia
Responsabile scientifico
Gianfranco Gazzetti
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Lo scavo in località Selvicciola ha avuto inizio nel 1982, in seguito ad una segnalazione della Guardia di Finanza che aveva fermato il proprietario del lotto di terreno mentre con alcuni amici stava scavando una cisterna romana affiorante in parte sul terreno. Il primo intervento d'emergenza eseguito dalla Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale nel maggio dello stesso anno, rivelò l'esistenza di un vasto complesso rurale romano e di una necropoli longobarda (fig. 1).

Ischia di Castro. Villa romana della Selvicciola: ricostruzione del settore padronale meridionale

Fig. 1. Ischia di Castro. Villa romana della Selvicciola: ricostruzione del settore padronale meridionale

Dall'agosto 1982 iniziò la campagna di scavo stratigrafico sistematica eseguita, sotto la direzione di Funzionari della Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale, da volontari del Gruppo Archeologico Romano e dei Gruppi Archeologici d'Italia grazie ad una convenzione. Tale campagna di scavo, interrotta nel 1999 e ripresa nel 2005, ha dimostrato la validità della collaborazione tra Associazioni di volontariato ed Enti preposti anche nella ricerca scientifica, realizzando quel fondamentale rapporto tra interventi sul territorio e coinvolgimento di chi lo abita essenziale alla tutela dei beni culturali; le modalità con cui si è svolta questa attività di ricerca hanno infatti favorito e promosso interventi del Comune di Ischia di Castro e della Regione Lazio sia nel parziale finanziamento di alcune attività connesse allo scavo come i restauri delle murature e delle pavimentazioni venute alla luce, sia nell'organizzazione di mostre sulle attività di ricerca in corso nel territorio comunale e del locale Museo Civico dove nella ristrutturazione del 2005 è stato possibile esporre una significativa quantità del materiale archeologico più rappresentativo rinvenuto. La ripresa dello scavo nel 2005 si è concentrata sull’area del giardino della villa impostatosi su una necropoli eneolitica in corso di scavo da parte della SBAEM sotto la direzione della collega Patrizia Petitti (http://etruriameridionale.beniculturali.it/index.php?it/243/ischia-di-castro-la-selvicciola ) e dal 2009 anche nel settore settentrionale del complesso dove negli anni 1996-1998 erano emerse le tracce di un peristilio con annessi ambienti pavimentati in “opus Punicum” In questa sede si presenta una sintesi dei nuovi dati emersi dagli scavi 2005-2009 (fig. 2).

Ischia di Castro Planimetria della villa della Selvicciola (A – Parte padronale sud; B - Frantoi Oleari e settore produttivo; D -  Atrio)

Fig. 2. Ischia di Castro Planimetria della villa della Selvicciola (A – Parte padronale sud; B - Frantoi Oleari e settore produttivo; D -  Atrio)

L’area del giardino adiacente la “basis villae

In quest’area negli scavi 2005-2008 sono emersi un pozzo scavato solo parzialmente relativo alla sistemazione idrica della fase tardo etrusca e repubblicana (III-II sec. a.C.), e strati sotto pavimentali di II sec. a.C. probabilmente relativi alla fase tardo repubblicana della villa; impossibile allo stato attuale delle ricerche individuare la natura degli ambienti comunque connessi con la parte produttiva d’età repubblicana. Il settore meridionale dell'area con banco di tufite aveva già restituito negli scavi precedenti (1982-1999) tracce murarie e ambienti scavati relativi a questa fase. Si tratta di due serie di ambienti separati da un corridoio di cui al momento non è ancora possibile dare una precisa identificazione, di una vasca di raccolta del frantoio oleario, di dolii probabilmente ad esso relativi, di un dolio e di una vasca con pavimento in tessellato fittile e rivestimento in signinum e di un pozzo collegato ad una cisterna a cunicoli cui fa riferimento con ogni probabilità anche il pozzo rinvenuto nella campagna 2005. Lo scavo del 2009 è ripreso nell’area dell’acquedotto evidenziato negli anni precedenti nel settore del giardino della villa. Attribuito all’età augustea l'acquedotto di alimentazione della villa era stato scavato in parte negli anni 1987/91. Erano apparsi tre tratti in direzioni diverse; quello orientale si collegava al grande acquedotto che serviva l'area della centuriazione in cui era collocata la villa e che attraversava su arcata il torrente Strozzavolpe a oriente del complesso (fig. 3).

Ischia di Castro – Selvicciola: la grande vasca romana con l’acquedotto

Fig. 3. Ischia di Castro – Selvicciola: la grande vasca romana con l’acquedotto

L'acquedotto proveniva come quello di Vulci dai vicini Monti di Canino. Lo scavo del 2009 ha messo in luce parte di una grande vasca rivestita in signinum  forse attribuibile alla “mostra “dell’acquedotto verso il giardino parzialmente danneggiata dai lavori agricoli; lo scavo del riempimento verrà intrapreso nella campagna di scavo 2010.

L’area del peristilio settentrionale

Le tracce più evidenti erano finora quelle restituite dagli scavi degli anni 1996-1997. Sul terrazzo settentrionale del poggio a picco sulla forra del torrente Strozzavolpe erano stati infatti rinvenuti resti di un grande peristilio su cui affacciavano ambienti pavimentati in opus punicum con pareti affrescate; un primo esame delle murature e soprattutto dei pavimenti sembravano collocare l’impianto di tale settore della villa tra la fine del II e gli inizi del I sec. a.C. nel 2009 lo scavo è ripreso dove era stato interrotto e sono stati di nuovo portati in luce alcuni degli ambienti pavimentati per eseguire il rilievo planimetrico dell’intero settore. Il peristilio prosegue verso ovest e verso sud e sono state evidenziate le basi delle colonne e il canale di scolo delle acque del displuvio del tetto a uno spiovente. Al di sotto del pavimento dell’ambiente B (forse un triclinio estivo) è emerso un fognolo che gettava le acque nel sottostante torrente Strozzavolpe, riempito con materiale ceramico di fine II-I sec. a.C. che farebbe pensare alla ristrutturazione augustea di questo settore della villa. I lavori agricoli degli anni ‘60 e ’70 avevano tagliato trasversalmente gli ambienti e asportato parte dei pavimenti come è chiaro dalla documentazione grafica e fotografica Nel riempimento è stato trovato un frammento di embrice con bollo in cartiglio rettangolare L.MINU Nei riempimenti della fase augustea erano stati rinvenuti gia nel settore residenziale della villa due embrici con bolli in cartiglio rettangolare MINUCIUS.C.F, MINUCI e L.MINUC(I) che potrebbero essere relativi ai proprietari della villa. La Gens Minucia, di antica origine, presente in Senato già dal IV secolo a.C., è attestata in Italia centro meridionale; non si conoscono Minucii nell'Etruria Meridionale e in particolare nel Vulcente.

Bibliografia / Cartografia

  • P.  TOIATI, L.  PONTACOLONE, La Villa della Selvicciola, in A. CARANDINI (cur.), La romanizzazione dell’Etruria. Il territorio di Vulci, catalogo della mostra (Orbetello 1985), Milano, pp. 149-151.
  • G. GAZZETTI,  La villa romana in località Selvicciola (Ischia di Castro VT), in “Papers of the Fifth Conference of Italian Archaeology”, Oxford 1992, pp. 297-302
  • G. GAZZETTI, La villa romana in località Selvicciola (Ischia di Castro VT, in “Archeologia”, ns ,0, 2009, pp. 11-20