S. Albano Stura (CN). Necropoli altomedievale

S. Albano Stura. Panoramica della necropoli in corso di scavo (foto G. Lovera)
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Necropoli
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Cuneo
Comune
S. Albano Stura
Localizzazione specifica
Frazione Ceriolo
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Sponsor
Anas S.p.A.
Tipologia finanziamento
Convenzione per attività archeologiche (approvata con Decreto ANAS prot. CDG — 0123223-P del 6/09/2010)
Entità finanziamento
Euro 1.429.363,70 (anno 2009); 427.303, 51 (2010/11)
Anno campagna di scavo
2009-2011
Responsabile di cantiere
Gabriele Gatti, Piera Terenzi
Responsabile scientifico
Egle Micheletto (2009/2010); Maria Cristina Preacco e Sofia Uggé (2010/11
Datazione bene scavato: DA
477 d.C. - 1492
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

La necropoli di S. Albano Stura, frazione Ceriolo, è stata individuata nella primavera 2009, nel corso di lavori per la realizzazione dell’autostrada Asti-Cuneo, su un terrazzo fluviale in prossimità del margine a strapiombo sulla Stura di Demonte.
Nella prima fase di indagine archeologica sono state esplorate 554 tombe (fig. 1), distribuite su una superficie di circa 3000 m2; nella primavera del 2011 lo scavo è continuato rispettivamente a N e a S del settore indagato nel 2009, portando alla luce altre 222 tombe; ad oggi sono dunque state indagate 776 tombe (e resta ancora da scavare una porzione a NW, il che permette di ipotizzare un numero complessivo di circa 800 tombe).

S. Albano Stura. Panoramica della necropoli in corso di scavo (foto G. Lovera)

Fig. 1. S. Albano Stura. Panoramica della necropoli in corso di scavo (foto G. Lovera)

L’elevato numero di inumati rende pertanto il sepolcreto di S. Albano eccezionale nell’ambito dell’intera Italia longobarda e rappresenta in primo luogo una scoperta di straordinaria importanza per il Piemonte sudoccidentale, dove la componente germanica nel popolamento era scarsamente supportata in passato dalle evidenze archeologiche (unica eccezione lo scavo della chiesa di S. Gervasio di Centallo).
Le sepolture appaiono disposte su lunghe ‘righe’ parallele con sviluppo N/S, comprendenti in media 40-50 fosse, con il capo del defunto a W. Le fosse mostrano sul fondo alcuni ciottoli alle estremità, utili a sorreggere tavole lignee; in molti casi è stata riconosciuta la presenza di un cuscino cefalico. Sebbene le pesanti arature di età moderna abbiano asportato il piano d’uso del cimitero, una breve porzione di stratigrafia conservata in situ ha consentito di valutare la profondità media delle fosse (oltre 1 m) e di stabilire che alcune di esse erano sormontate da un tumulo di ciottoli o che questi ultimi erano serviti a contenere un tumulo di terra.
Riguardo la tipologia delle tombe le più comuni sono quelle a fossa semplice (di forma sub-rettangolare in prevalenza, ma anche ellittica o irregolare); più rare le sepolture entro tronco ligneo e quelle con 4 buche di palo angolari (fig. 2), finalizzate a proseguire sopraterra come vere e proprie “case della morte”. È attestata un’unica cappuccina: una tomba infantile realizzata con tegulae di età romana di reimpiego.

S_Albano Stura_ La tomba 352 a fine scavo_rilievo planimetrico e sezione

Fig. 2 - S.Albano Stura. La tomba 352 a fine scavo. Rilievo planimetrico e sezione

A causa della composizione del terreno non si sono conservati i resti ossei; la determinazione dell’età di morte e del sesso degli inumati è quindi affidata a elementi quali le dimensioni della fossa e la composizione dei corredi; l’esame di questi ultimi, ancora molto preliminare in attesa dei risultati dei restauri e delle analisi in laboratorio, indica una continuità d’uso della necropoli dagli anni intorno al 600 d.C. fino agli inizi dell’VIII secolo.
Per quanto riguarda i corredi, il 64% delle sepolture ha restituito monili femminili, armi e relativi complementi o offerte più ridotte, mentre il 36% ne era privo (fig. 3).

S_Albano Stura_Planimetria generale della necropoli con indicazione del sesso degli inumati e dei corredi ridotti (colori) e della presenza di armi e monili principali (simboli)

Fig. 3 - S.Albano Stura -Planimetria generale della necropoli con indicazione del sesso degli inumati e dei corredi ridotti (colori) e della presenza di armi e monili principali (simboli).

Nelle parures femminili le fibule a ‘S’ ostentate in coppia (tomba 375) rimandano al più tradizionale orizzonte culturale longobardo (fig. 4); nella tomba 479 l’esemplare singolo, forse tramandato e insolitamente dotato di pendenti (fig. 5), potrebbe riflettere una contaminazione con mode mediterranee.

S_Albano Stura_Coppia di fibule a ‘S’ dalla t. 375_(foto G. Lovera)

Fig. 4- S.Albano Stura. Coppia di fibule a ‘S’ dalla t. 375 (foto G. Lovera)

S_Albano Stura_ Fibula a ‘S’ con pendenti dalla t. 479_(foto G. Lovera)
Fig. 5 - S.Albano Stura.  Fibula a ‘S’ con pendenti dalla t. 479 (foto G. Lovera)

Queste si manifestano più decisamente con l’adozione di fibule zoomorfe e orecchini di svariate fogge (figg. 6-7); la presenza di monili in oro segnala il ceto benestante di alcuni membri della comunità.

S_Albano Stura_ Orecchino ‘a cestello’ in oro dalla t. 36_(foto G. Lovera)

Fig. 6 - S.Albano Stura. Orecchino ‘a cestello’ in oro dalla t. 36 (foto G. Lovera)

S_Albano Stura_ Orecchino con granuli aurei a triangolo dalla t. 182_(foto G. Lovera)
Fig. 7 - S.Albano Stura. Orecchino con granuli aurei a triangolo dalla t. 182 (foto G. Lovera)


Tra le tombe di armati ben 48 hanno restituito cinture per la sospensione delle armi con guarnizioni in ferro ageminato. Prevalentemente decorate con intrecci animalistici germanici, ne seguiamo l’evoluzione stilistica dalle forme armoniose del secondo quarto del VII sec., ai più minuti e stilizzati sviluppi della seconda metà del secolo, fino agli esiti ormai geometrici che, a cavallo del 700, confluiscono nell’ornato a listelli o ‘a favo’; meno frequente, ma attestata, risulta anche l’ornamentazione spiraliforme. Il sistematico impiego delle analisi a RX, preliminari al restauro, consentirà l’esatta ricostruzione di foderi e altri accessori dotati di minute decorazioni.

Sofia Uggé

Bibliografia / Cartografia

  • E. MICHELETTO, S. UGGÈ, C. GIOSTRA, S. Albano Stura, frazione Ceriolo. Necropoli altomedievale: note sullo scavo in corso, in “Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte”, 26, 2011, pp. 243-247.
  • E. MICHELETTO, S. UGGÈ, C. GIOSTRA, c.d.s., S. Albano Stura (CN), in E. MICHELETTO, S. UGGÈ, F. GARANZINI, C. GIOSTRA, Due nuove grandi necropoli in Piemonte, in Necropoli Longobarde in Italia indirizzi della ricerca e nuovi dati, Convegno internazionale (Trento, 26-28 settembre 2011).