Tortona (AL). Porto fluviale romano e impianti artigianali post-medievali

Tortona, via Saccaggi - corso Repubblica. Il tratto nord-occidentale delle fondazioni della banchina del porto fluviale con i resti di elementi architettonici (blocchi lapidei e colonna in marmo) caduti nel canale e lasciati sul fondo.
Tipologia bene scavato
Infrastruttura portuale - Banchina
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Alessandria
Comune
Tortona
Localizzazione specifica
Corso Repubblica - Via Saccaggi
Nome antico del sito
Iulia Dertona
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2007, 2008
Responsabile di cantiere
Francesca Giomi
Responsabile scientifico
Marica Venturino, Alberto Crosetto
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

La costruzione di un centro commerciale, in una zona occupata dalla fine del XIX sec. da impianti industriali,  ha permesso di indagare un’area, posta nella piana alluvionale tra lo Scrivia e l’Ossona. Sono stati riconosciuti almeno sette periodi di occupazione, a partire dall’età romana, che me hanno confermato un utilizzo persistente sfruttando i corsi d’acqua per l’uso di impianti artigianali e commerciali.
Il sito sembra essere stato inizialmente usato come area artigianale esterna alla città. A questa attività sembra riferirsi una fornace e un edificio con due ambienti. In un periodo successivo, furono realizzate vaste opere di sistemazione della zona, con la creazione di un canale artificiale di grandi dimensioni, di magazzini e di una lunga muratura di contenimento. Il canale di epoca romana era alimentato dalle acque del torrente Scrivia, ma fu successivamente risistemato e strutturato attraverso la creazione di lunghe banchine in muratura (fig. 1).

Tortona, via Saccaggi - corso Repubblica. Il tratto nord-occidentale delle fondazioni della banchina del porto fluviale con i resti di elementi architettonici (blocchi lapidei e colonna in marmo) caduti nel canale e lasciati sul fondo.

Fig. 1. Tortona, via Saccaggi - corso Repubblica. Il tratto nord-occidentale delle fondazioni della banchina del porto fluviale con i resti di elementi architettonici (blocchi lapidei e colonna in marmo) caduti nel canale e lasciati sul fondo.

Queste caratteristiche permettono di ipotizzare l'esistenza di un’area di approdo, relativa al carico e scarico delle merci.
Una struttura muraria parallela costituisce una sorta di opera di terrazzamento per il contenimento del terreno posto nella fascia rilevata del sito. Nella fascia più elevata dell’area di cantiere, erano presenti due allineamenti di pilastri, relativi a una o più strutture aperte, che lasciano immaginare un uso, destinato a merci in transito.
Nel periodo tardoantico iniziarono a manifestarsi i segni di una trascuratezza dell’invaso che, pur mantenuto in funzione, non fu oggetto di opere regolari di manutenzione. Iniziò in tale periodo una graduale colmatura dell’alveo artificiale da una sovrapposizione di livelli, all’interno dei quali sono stati rinvenuti un gran numero di elementi litici lavorati, di piccole e grandi dimensioni; in alcuni punti erano anche evidenti tracce di crollo delle strutture d’argine. La presenza di alcuni frammenti di anfore africane e spathia, in connessione con alcuni vasi a listello invetriati, permettono di datare la formazione degli strati di abbandono del canale tra IV e V sec. d.C. La prosecuzione dell’attività commerciale è confermata dal ritrovamento di una colonna in marmo rosa in uno strato nel quale è presente anche una moneta di Costantino II, Costanzo II e Costante augusto (337-350). Ad una fase successiva sono da attribuire i primi interventi di spoliazione delle strutture che costituivano l’argine W. Lo stato di degrado del porto determinò la necessità della creazione di un nuovo grande canale artificiale, che attraversava lo spazio centrale. Nei secoli intercorsi tra la tarda antichità e il primo medioevo, sono state individuate due fasi di risistemazione delle sponde laterali, probabilmente necessarie a causa dell’intensificarsi delle esondazioni alluvionali.
Il canale centrale rimase in uso a lungo e ancora nel corso del medioevo, quando venne costruito un ponte in laterizi per scavalcare questo corso d’acqua. Tale periodo è testimoniato dall’ampliamento della struttura del ponte, a cui si collegavano i resti di una viabilità pedonale. I mutamenti del manufatto sono collegati ad un’ulteriore sistemazione delle sponde del canale centrale e alla costruzione di un secondo ponte di maggiori dimensioni. Successivamente, il sito dovette subire una fase abbastanza lunga di abbandono. Ad un lungo periodo di scarsa frequentazione del sito (seconda metà del XVI sec.) seguì una fase di ripresa delle attività di costruzione di installazioni legate ad attività produttive, che si può inquadrare all’inizio del XVII sec. L’ultima fase di interesse archeologico dell’area è caratterizzata dalla costruzione di uno dei bastioni della cinta muraria della città, il Baluardo di S. Marziano. Allo stesso periodo di vita si fanno risalire i resti di un ponte in mattoni e gran parte delle fosse di scarico individuate nella zona centrale dello scavo, che testimoniano un uso della zona come area di discarica.

Alberto Crosetto

Bibliografia / Cartografia

  • M. VENTURINO GAMBARI - A. CROSETTO - D. DECONCA - V. FRAVEGA - C. GHIRINGHELLO - F. GIOMI - M. IPPOLITO - A. MANFREDI - G. PARODI, Tortona, via Saccaggi - corso Repubblica. Resti del porto fluviale di età romana e impianti artigianali post-medievali, in Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, 26 (2011), pp. 163-169.