Vercelli (VC). Edificio pubblico di età romana

Vercelli. Palazzo Centoris. La poderosa fondazione in ciottoli (us 3): a sinistra, si può riconoscere parte del contrafforte laterale (foto F. Pistan).
Tipologia bene scavato
Luogo ad uso pubblico - Teatro (?)
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Vercelli
Comune
Vercelli
Localizzazione specifica
Sotto Palazzo Centoris, Corso Italia
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2011-2012
Responsabile di cantiere
Fabio Pistan
Responsabile scientifico
Elisa Panero
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Palazzo Centoris è un importante edificio bramantesco, degli ultimi anni del XV secolo. L'indagine archeologica condotta nel vano cantinato, nell'ambito del recupero complessivo promosso dal Comune di Vercelli, ha portato alla luce fondazioni di epoca romana disposte secondo tre allineamenti planimetrici differenti, i cui caratteri (soprattutto relativi alla fase di frequentazione centrale dell’area), pur ancora a un livello di indagine preliminare, permettono di gettare una ulteriore luce sulla fisionomia urbana di questo settore di Vercelli romana.
Una prima fase individuata nel settore SO dell'ambiente, è costituita dalla traccia in negativo (us 12) di una struttura rettangolare, completamente asportata, avente un andamento NO/SE e misurante larg. m 4.30 (orientamento ovest-est), prof. m 1.20. Il riempimento residuo restituisce frammenti di cocciopesto e intonaco rosso, unitamente ad anforacei e ceramica acroma presumibilmente dell'epoca della romanizzazione in quanto risente ancora della tradizione indigena.
All'angolo nord-ovest del vano si trova un quadrilatero in muratura, con orientamento ruotato in senso antiorario rispetto al manufatto precedente, avente fondazioni di l.50 cm in ciottoli legati da malta di scarsa qualità frammista a legante terroso (us 29-32). La struttura delimita uno spazio interno di 1 m ca. e, sulla base dei materiali (ancora in corso di studio) provenienti dal riempimento pluristratificato di una buca addossata al lato S, è databile al I sec. a.C.
Alla piena epoca imperiale risale, invece, una poderosa fondazione in ciottoli, interi o spaccati disposti con tessitura mediamente regolare e legati da malta bianca di buona qualità. Questa muratura attraversa da ONO verso ESE, con una leggera curvatura verso est, tutto il settore meridionale dello scantinato, tagliando il riempimento di us 12. La struttura, larga 2 m ca., è stata portata in luce dallo scavo per tutto lo spazio a disposizione della cantina, per una lunghezza di almeno 12 m. Verso NO, in prossimità del secondo pilastro SEt del lato S di Palazzo Centoris, una seconda muratura ortogonale alla prima, eseguita con tecnica muraria similare, si diparte ortogonalmente dal profilo rettilineo N per 1 m, per poi incurvarsi e ricollegarsi obliquamente al medesimo prospetto all'estremità E, proseguendo oltre i limiti dell'interrato e venendo a costituire una sorta di contrafforte alla struttura maggiore. A ridosso del suo paramento settentrionale si trova un profondo scasso che scopre il paramento di fondazione di us 3 per oltre 1 m: il suo riempimento ha restituito materiale recante tracce di bruciato, probabilmente della demolizione della medesima us 3, e ceramica tardoromana (us 47).
Le fasi medioimperiali sono documentate nel settore nord dell’ambiente cantinato, dove, a E di uuss 29-32, le tracce di altre due strutture più modeste (uuss 52 e 53), palesano un nuovo orientamento planimetrico, NS. Nei loro pressi, sono emersi i resti di un pozzo abbandonato in epoca tardoantica, sulla base dei materiali presenti nel suo riempimento, databili in via preliminare al IV-V sec. d.C. (us 59).
La stratigrafia archeologica successiva e i piani pavimentali delle strutture romane sono stati asportati all'atto della costruzione del palazzo, mentre il primo pavimento del vano cantinato – un selciato coevo al primo impianto del palazzo stesso (us 45), associato a un pozzo circolare decentrato – rendono al momento difficile verificare i rapporti tra le strutture documentate nelle fasce nord e sud dell'ambiente.
L'acciottolato risulta infine coperto, in epoca contemporanea, da una superficie in cocciopesto (us 1).
Dalla disamina di queste fasi risulta fin da ora evidente come questo settore a sud di Corso Libertà abbia conosciuto una forma insediativa di tipo residenziale fin dalle prime fasi della per poi passare, nel corso della prima età imperiale, a una drastica trasformazione in senso pubblico, come l’imponente struttura muraria us 3 sembra confermare, anche in ragione della sua probabile interrelazione con le cospicue murature e frammenti di decorazione architettonica già precedentemente rinvenute in via Giovenone, a circa 30 m dai presenti rinvenimenti. Risulta evidente come questo settore di Vercellae sia stato sottoposto a una massiccia trasformazione urbanistica intorno alla seconda metà del I secolo d.C. Tale trasformazione investe tutto il settore meridionale della città: le numerose attestazioni medievali e cinquecentesche consentono di localizzare proprio in questo settore cittadino, profondamente rimodellato nella sua fisionomia dalla Cittadella seicentesca, edifici pubblici di età romana quali, ad esempio, il teatro.

Vercelli. Palazzo Centoris. La poderosa fondazione in ciottoli (us 3): a sinistra, si può riconoscere parte del contrafforte laterale (foto F. Pistan).

Fig. 1 - Vercelli. Palazzo Centoris. La poderosa fondazione in ciottoli (us 3): a sinistra, si può riconoscere parte del contrafforte laterale (foto F. Pistan).

Elisa Panero

Bibliografia / Cartografia

  • E. Panero, Vercelli, Corso Libertà. Interventi nel vano cantinato di Palazzo Centoris. Edificio pubblico di età romana: risultati preliminari, in “Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte”, 27, c.s.