Momo (NO). Cimitero longobardo

Momo (NO), panoramica generale a fine scavo
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Cimitero
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Novara
Comune
Momo
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Silvia Gatti
Responsabile scientifico
Giuseppina Spagnolo
Datazione bene scavato: DA
477 d.C. - 1492
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

A nord dell’attuale abitato di Momo è stato messo in luce e indagato il settore orientale di una necropoli  longobarda, verosimilmente più estesa verso ovest e organizzata in righe con andamento nord-sud (fig. 1).

Momo (NO), panoramica generale a fine scavo

Fig. 1 Momo (NO), panoramica generale a fine scavo

Le tombe non presentavano mai coperture, forse asportate nel corso delle arature, che hanno compromesso anche i piani di calpestio in fase con l’utilizzo cimiteriale dell’area. L’assenza di sovrapposizioni, tuttavia, consente di ipotizzare che le sepolture fossero ben visibili in superficie per tutto il periodo di utilizzo del cimitero. Le fosse sono nella maggior parte dei casi terragne, di forma rettangolare, riconducibili a due tipologie principali (fossa “larga”, ben squadrata, con pareti verticali, fossa “stretta” con lati brevi arrotondati), cui tuttavia non è allo stato attuale possibile attribuire una valenza cronologica.  Da queste tipologie si discostano una tomba a cassa in muratura e una sepoltura con fondo rivestito da laterizi. Data la particolare composizione del terreno, che non ha  peraltro consentito la conservazione di alcun resto scheletrico degli inumati, non è stata rinvenuta alcuna traccia riferibile ad eventuali casse o barelle lignee. L’analisi pur molto parziale dei corredi permette di proporre, in via preliminare, un avvio delle deposizioni tra la fine del VI ed il primo trentennio del VII secolo con continuità di uso dell’area cimiteriale per almeno tutto il VII secolo, con possibili attardamenti. Dove i corredi permettono la distinzione di genere, il rapporto fra i due sessi risulta pressoché paritario; non mancano inoltre inumazioni infantili. Si tratta dunque di alcuni nuclei familiari, verosimilmente di ceto medio con alcuni esponenti preminenti e socialmente più elevati (c’è almeno un cavaliere) e con individui subalterni.

Francesca Garanzini