Momo (NO). Insediamento romano

Momo. Struttura per scorrimento acqua
Tipologia bene scavato
Insediamento
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Novara
Comune
Momo
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Silvia Gatti
Responsabile scientifico
Giuseppina Spagnolo
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel mese di febbraio, durante l’assistenza archeologica alle opere di scotico per la creazione della pista per lo scavo del metanodotto Caltignana–Borgomanero, nel comune di Momo, sono state rinvenute tra i vertici 25 e 26 numerose strutture e molteplici concentrazioni di ciottoli e laterizi, per un‘estensione, lungo il tracciato rettilineo del metanodotto, di più di cento metri, e una larghezza di circa 12 metri, coincidente con l'ampiezza della pista stessa.
L’indagine ha permesso di rilevare l’esistenza di un complesso rustico di notevoli dimensioni (fig. 1) con sviluppo degli ambienti in direzione est e ovest, fuori dall’area di scavo. Dell’insediamento è stato possibile riconoscere almeno tre fasi di vita, caratterizzate da ampliamenti e risistemazioni con uno sviluppo cronologico dalla prima età imperiale fino al III-IV secolo d.C.

Momo. Panoramica generale dall’alto

Fig. 1. Panoramica generale dall’alto

Alla fase più antica (FASE 1) sono da ricondurre lacerti murari appartenenti ad un unico manufatto in ciottoli privi di legante, orientato NS e lungo circa 23 metri, caratterizzato da numerose lacune causate dallo sfruttamento agricolo dell'area e dalla presenza di supporti in cemento di un vecchio elettrodotto dismesso. Essi definiscono ad ovest un grande edificio suddiviso in una serie di ambienti di dimensioni eterogenee, scanditi da setti divisori in muratura di ciottoli. L’impianto chiudeva a sud con due tratti della medesima struttura, legati ad angolo retto ad un'altra muratura, che doveva costituire il limite meridionale del primo impianto.
La seconda fase (FASE 2) è segnata da un ampliamento dell’edificio originario in direzione sud. I nuovi ambienti che si aggiungono, sempre realizzati in ciottoli a secco conservati ai livelli fondali, si dispongono in contiguità con il precedente impianto, conservandone l'orientamento ed estendendone lo sviluppo per almeno 50 metri. Questo secondo edificio, di dimensioni ragguardevoli, è caratterizzato ad est, da un grande ambiente rettangolare, seguito a sud da un secondo, diviso in due piccoli vani, e da un terzo di probabile pianta quadrata con pilastrino centrale in ciottoli privi di legante.
Alla terza fase (FASE 3) appartengono invece altri ambienti che si giustappongono ai precedenti segnando un altro ampliamento verso sud dell'intero complesso. A caratterizzare le strutture di questa fase concorrono i materiali impiegati, non più solo ciottoli ma anche frammenti laterizi.
Tutte le strutture appartenenti alle tre fasi si conservavano solo a livello di fondazione.
Immediatamente ad ovest del complesso, con andamento ad esso parallelo, è stato rinvenuto un canale, US 31, largo a nord circa un metro mentre a sud raggiungeva i 2 metri di larghezza. Era riempito per lo più da depositi di detriti composti da ciottoli e laterizi e confluiva in una struttura complessa, interamente realizzata in laterizi con pendenza N/S (fig. 2).

Momo. Struttura per scorrimento acqua

Fig. 2. Struttura per scorrimento acqua

Il manufatto era composto da tre elementi longitudinali paralleli in laterizi a formare strette canalizzazioni, conservate per una lunghezza di circa 14 metri e parzialmente interrotte da una struttura con probabile funzione di chiusino per una parziale deviazione del flusso d’acqua, confluenti in una vasca posizionata nella parte meridionale.
Non ci sono elementi per stabilire se l’abbandono di questa struttura, che certamente aveva una funzione produttiva legata all’impiego di acque correnti a lento scorrimento, sia stato contemporaneo a quello dell’insediamento rustico.
L’intero insediamento nel momento della sua massima espansione doveva raggiungere considerevoli dimensioni come fanno supporre non solo lo sviluppo lineare riscontrato ma le evidenti estensioni a ovest e est in area non indagata.
Le strutture avevano un orientamento NS, conforme a quello sia della centuriazione sia della strada rinvenuta in Area 2 ad alcune centinaia di metri da questo sito.


Giuseppina Spagnolo Garzoli

Bibliografia / Cartografia

Inedito