Ivrea (TO). Il complesso abitativo e artigianale di età romana di Corso Massimo d’Azeglio

Ivrea, corso Massimo d’Azeglio. Giardino della scuola d’Azeglio. Panoramica dell’area di scavo (foto Giacomo Lovera).
Tipologia bene scavato
Struttura abitativa
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Torino
Comune
Ivrea
Localizzazione specifica
Corso Massimo D’Azeglio
Nome antico del sito
Eporedia
Coordinate geografiche
45.28.04.40 N 7.52.58.02 E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
Finanziato dal committente
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Marco Subbrizio
Responsabile scientifico
Luisella Pejrani, Stefania Ratto
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Il controllo degli scavi per la posa delle condotte del teleriscaldamento nella periferia orientale della città di Ivrea, iniziati nell’estate del 2008, ha condotto,
nell’autunno del 2011, all’individuazione di un articolato sistema di strutture murarie e pavimentali di età romana e alla conseguente esecuzione di una limitata indagine in estensione nel settore orientale del giardino della scuola elementare Massimo d’Azeglio, situata lungo il lato settentrionale del corso omonimo (fig. 1).

Ivrea, corso Massimo d’Azeglio. Giardino della scuola d’Azeglio. Panoramica dell’area di scavo (foto Giacomo Lovera).

Fig. 1. Ivrea, corso Massimo d’Azeglio. Giardino della scuola d’Azeglio. Panoramica dell’area di scavo (foto Giacomo Lovera).

Il sondaggio (m 13x7) ha consentito di mettere parzialmente in luce i resti di un edificio orientato est-ovest, con piani pavimentali situati a 1,40 m di profondità dal suolo del giardino e murature conservate in elevato per un’altezza massima di 60 cm. A una prima fase di occupazione di prima età imperiale, testimoniata da strutture in conglomerato cementizio e mattoni sesquipedali, si sovrappose un complesso più articolato, per il quale - sulla base dei materiali recuperati negli strati di abbandono (sigillata tarda, vasellame a vetrina densa) - si può proporre in via preliminare una generica attribuzione ad epoca medioimperiale. I perimetrali dell’edificio di questa seconda fase sono realizzati in conci litici posti in opera per corsi irregolari con il lato sbozzato in faccia a vista, mentre i divisori interni impiegano anche frammenti laterizi. Le strutture delimitano due vani principali di lunghezze differenti, entrambi con ingressi da ovest. Il vano sud, pavimentato con un sottile cocciopesto rossastro allettato su un vespaio di ciottoli, conserva tracce della decorazione pittorica parietale a riquadri su sfondo rosso (fig. 2), mentre il vano nord è caratterizzato da una pavimentazione in signino rosato con profilo concavo irregolare, rifinito ai margini da una sottile linea nerastra (impasto di pece?), forse con funzione impermeabilizzante.

Ivrea, corso Massimo d’Azeglio. Giardino della scuola d’Azeglio. Decorazione pittorica del vano sud (foto Giacomo Lovera).

Fig. 2. Ivrea, corso Massimo d’Azeglio. Giardino della scuola d’Azeglio. Decorazione pittorica del vano sud (foto Giacomo Lovera).

È plausibile che almeno quest’ultimo ambiente fosse adibito a lavorazioni artigianali. Il margine orientale del pavimento termina infatti in corrispondenza di una fossa profonda e regolare, probabilmente la spoliazione di strutture attualmente non definibili in origine addossate al muro perimetrale.
L’area a ovest dei due ambienti (fig. 3) conserva piani d’uso in terra battuta ed è interessata da diversi rifacimenti, con tamponature delle soglie e sovrapposizioni, sottili setti murari in frammenti laterizi e una struttura curvilinea in pietre e frammenti laterizi legati da argilla, anch’essa probabilmente da ricondurre a funzioni artigianali.

Ivrea, corso Massimo d’Azeglio. Giardino della scuola d’Azeglio. Il settore ovest dell’area di scavo (foto Giacomo Lovera).

Fig. 3. Ivrea, corso Massimo d’Azeglio. Giardino della scuola d’Azeglio. Il settore ovest dell’area di scavo (foto Giacomo Lovera).

Gli scavi nel parcheggio antistante la scuola Massimo d’Azeglio hanno rivelato che il complesso edilizio si estendeva anche a sud degli ambienti principali, e si affacciava su un’area pavimentata con un battuto di frantume laterizio impostato su un vespaio di ciottoli, forse un cortile o un selciato stradale.
Nonostante le difficoltà di ricostruzione planimetrica e di puntuale attribuzione cronologica dei resti, evidenziati spesso per brevi tratti o in sezione, i rinvenimenti attestano la consistente estensione dell’insediamento romano nel suburbio orientale di Eporedia, in particolare nel settore a nord della strada extraurbana in direzione di Vercellae, sinora scarsamente interessato da ritrovamenti.


Stefania Ratto