Monteu da Po (TO). Area archeologica di Industria: il foro

Monteu da Po, area archeologica di Industria. Foto aerea da Ovest (2010): in primo piano il santuario di Iside; la freccia indica l’area dello scavo 2011.
Tipologia bene scavato
Luogo ad uso pubblico - Foro
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Torino
Comune
Monteu da Po
Localizzazione specifica
via Industria
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi MiBAC
Entità finanziamento
Euro 19.000,00
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Laura Maffeis
Responsabile scientifico
Federico Barello
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nell’estate 2011 è stato possibile operare su ampia scala nell’area archeologica demaniale per provvedere ad una capillare opera di restauro delle strutture archeologiche esposte. Si è così intervenuto in settori diversi, esplorati archeologicamente sia negli ’70 e ’80 del secolo scorso (insula I e settore settentrionale prospiciente il presunto foro), sia nelle ultime campagne di scavo realizzate (insula II) (ZANDA - LANZA 2007). Le priorità di azione sono state individuate nel ripristino delle murature già restaurate in passato e bisognose di nuovi interventi, nonché nel consolidamento delle pavimentazioni delle domus dell’insula II, soggette comunque a degrado anche se protette dalla copertura permanente realizzata al termine degli scavi.
La necessità di provvedere al restauro di un margine di pavimentazione esposto dagli scavi condotti intorno al 1972 (ZANDA 2011, p. 122) su un’aula quadrangolare, punto di cerniera tra la terminazione settentrionale del cardo II, l’Iseion e il presunto spazio forense (fig. 1), ha determinato l’interesse a procedere a una preventiva esplorazione dell’ambiente pavimentato, allo scopo di consentire un organico intervento di restauro e protezione della struttura, rimasta da allora come sollevata rispetto al piano di scavo raggiunto nell’ambiente immediatamente a O, più basso di m 0,50-0,60.

Monteu da Po, area archeologica di Industria. Foto aerea da Ovest (2010): in primo piano il santuario di Iside; la freccia indica l’area dello scavo 2011.

Fig. 1. Monteu da Po, area archeologica di Industria. Foto aerea da Ovest (2010): in primo piano il santuario di Iside; la freccia indica l’area dello scavo 2011.


E’ stata dunque aperta un’area di scavo di circa 100 mq, delimitata a S dalla strada E-O che costeggia l’insula I (ZANDA 2011, p. 62), a N dall’attuale limite dell’area demaniale, a O dal settore già scavato negli anni ’70. Si è così potuto chiarire (fig. 2) come l’ambiente pavimentato misuri m 5,90 (E-O) x 7,80: a N e O le strutture perimetrali risultano spogliate al di sotto della quota pavimentale, sino a un filare di sesquipedali appartenente alla fondazione delle murature; queste si incrociano formando due lesene sporgenti all’esterno.

Monteu da Po, area archeologica di Industria. Ambiente pavimentato al termine dello scavo (da NO).

Fig. 2. Industria, ambiente pavimentato al termine dello scavo (da NO).

Il muro meridionale (largo m 0,70) è poi la prosecuzione della struttura in ciottoli che definisce l’aula di ingresso citata sopra, mentre a E una muratura più sottile (m 0,45) conclude da questo lato l’ambiente.
Il pavimento è costituito da un battuto di malta di colore bianco con piccole scaglie di pietra e frammenti di laterizi inclusi. In alcuni punti è stato possibile riscontrare come un sottile strato di cocciopesto fosse stato steso per ultima finitura. Tale battuto, dello spessore di 5-7 cm, è a sua volta posto al di sopra di un piano precedente, realizzato con tecnica analoga, spesso 10 cm e poggiante su una preparazione in ciottoli legati da malta e terra (spessore cm 8-14) (fig. 3).

Monteu da Po, area archeologica di Industria. Particolare della pavimentazione dell’ambiente, con in evidenza la sovrapposizione di due livelli successivi.

Fig. 3. Industria, particolare della pavimentazione dell’ambiente, con in evidenza la sovrapposizione di due livelli successivi.

Sui muri conservati a una quota superiore di quella del piano di calpestio è conservata in parte la finitura delle pareti interne con uno strato di cocciopesto, che doveva a sua volta costituire la preparazione per un intonaco dipinto.
Si definisce in questo modo un ambiente realizzato con particolare cura costruttiva, conservato a una quota superiore alle altre strutture dell’area pubblica cittadina, dove i piani di calpestio originari non sono comunque in nessun punto testimoniati, a causa dell’utilizzo dei terreni a scopi agricoli sino ad epoca recente e della concentrazione delle indagini su questo settore cittadino fin dalla fase più antica di esplorazione del sito (inizi XIX secolo). L’andamento del potente strato di crollo che copriva le strutture messe in luce fa peraltro pensare che l’ambiente pavimentato fosse sopraelevato rispetto alle aree contigue verso N e O e che la maggiore spoliazione condotta sulle strutture di questi lati possa essere imputata all’originaria presenza di elementi lapidei (gradino? stilobate?), con la funzione di colmare un dislivello di una trentina di centimetri tra un’area aperta esterna e questa manica.
Non è stato comunque possibile completare l’indagine stratigrafica a N dell’ambiente: questa avrebbe potuto fornire elementi utili a chiarire l’andamento dei piani nei vari settori di questo, che è stato sinora interpretato come un possibile porticato aperto verso la piazza del foro cittadino.
Federico Barello

Bibliografia / Cartografia

  • F. BARELLO, Monteu da Po, Area archeologica di Industria. Scavo e restauro, in Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, 27, c.s.
  • E. ZANDA,  Industria. Città romana sacra a Iside. Scavi e ricerche archeologiche 1981/2003, Torino 2011.
  • E. ZANDA – E. LANZA,  Industria (Monteu da Po, To). Campagne di scavo 2000-2003. Nuovi dati sulle case private, in Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, 22, 2007, pp. 87-104.