Ceres (TO). Stele megalitica

Ceres - Il menhir (area A)
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Menhir
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Torino
Comune
Ceres
Localizzazione specifica
Frazione Cernesio, loc. Airetta
Coordinate geografiche
N 45° 18’ 39’’ E 7° 24’ 08’’
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Sponsor
Compagnia di San Paolo, Comunità Montana Valli di Lanzo Ceronda e Casternone, CESMAP-Centro Studi e Museo Arte Preistorica di Pinerolo
Entità finanziamento
Euro 46.347,00
Anno campagna di scavo
2010-2011
Responsabile di cantiere
Marianna Alfieri, Stefania Padovan
Responsabile scientifico
Marica Venturino, Francesco Rubat Borel
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Sul versante orientale della valle, prospiciente la confluenza della Stura d’Ala nella Stura di Val Grande, a 850 m s.l.m. (fig. 1), ai piedi di una pietraia, è presente una stele aniconica o menhir (us 1), alta 4,4 m con base triangolare e 14 m più a ovest, alla stessa quota, un masso in giacitura orizzontale orientato Nord-Sud la cui faccia maggiore, esposta a nord, appare tagliata per l’estrazione di un grosso masso (us 100), che ad inizio delle ricerche si è ipotizzato che si trattasse del fronte di cava di estrazione di quest’ultimo (figg. 2-3).

Ceres - Localizzazione del sito (da CTR Piemonte, 1:10.000)

Fig. 1 - Localizzazione del sito (da CTR Piemonte, 1:10.000)

Ceres - Vista del complesso megalitico

Fig. 2 - Vista del complesso megalitico

Ceres - Planimetria del complesso megalitico

Fig. 3 -Planimetria del complesso megalitico


Nell’area A (fig. 4), attorno al menhir, si è effettuato un saggio di lato 2,90x2,00 m circa alla base del menhir, lungo i lati nord e nord-ovest (saggio 2).

Ceres - Il menhir (area A)

Fig. 4 - Il menhir (area A)

Sul lato opposto qualsiasi ricerca è impossibile poiché ricoperto dall’estremo fronte della pietraia, con massi che non si possono rimuovere. Sono inizialmente stati rimossi i primi due strati (uuss 2 e 3), potenti in tutto circa 50 cm, del tipico humus di ambiente. Al tetto di questo dell’us è stata individuata un’anomalia di forma subcircolare, di diametro di circa 0,5 m, interpretabile come traccia di buca di palo. Successivamente, con un limite netto, si ha uno strato interpretabile come riempimento di una fossa di fondazione, composto da limo poco resistente (us 5), contente schegge e pietre di piccole dimensioni in giacitura caotica. Il limite inferiore è irregolare e si distingue con difficoltà lo strato inferiore (us 6) di limo-sabbia. La matrice è composta di pietre sminuzzate di piccolissime dimensioni, mentre sono presenti in giacitura caotica dei ciottoli di dimensioni medio-grandi arrotondati e che appaiono essere stati levigati dalla corrente di un fiume. Lo spessore massimo indagato di questo strato è di 66 cm, senza raggiungerne la base. La presenza di pietre forse provenienti da un corso d’acqua ci fa riconoscere un apprestamento artificiale, forse la preparazione della base su cui alloggiare il menhir. Non sono stati intercettati i limiti della fossa di fondazione, forse perché nel punto indagato il dilavamento non ha permesso una buona conservazione dei depositi. Pur non avendo trovato manufatti, questo apprestamento è sufficiente per riconoscere un’attività antropica di preparazione del terreno per l’alloggiamento della stele.
Le indagini dell’area B (fig. 5), di fronte al masso che appare essere un fronte di cava (us 100) rivolto ad ovest sono stati scavati tre piccoli saggi quadrangolari, di circa 0,50 m di lato e profondi fino a 1 m, senza giungere al limite inferiore dello strato.

Ceres - La cava (area B).

Fig. 5 - La cava (area B).

Non si sono messi in luce depositi di natura antropica, ma solamente depositi naturali (uuss 101 e 102) di humus da ambiente boschivo.
Le indagini hanno confermato il carattere artificiale del menhir, poiché poggia su depositi di natura verosimilmente antropica, interpretabili come preparazione basale per l’erezione della stele. L’assenza di manufatti non permette tuttavia di collocare cronologicamente l’evento, che può essere datato solamente dai confronti con monumenti analoghi. Al contrario, i saggi dell’area B appaiono essere depositi di origine naturale. Tuttavia la pessima conservazione dei depositi è probabilmente causata dal dilavamento a cui le zone di pendio sono soggette e dal carattere franoso del terreno.
Si è quindi proceduto a realizzare il rilievo topografico tridimensionale del menhir e della cava per determinare la compatibilità tra le diverse superfici, tuttavia, benché dimensioni e forma siano simili,  le analisi petrografiche smentiscono questa ipotesi, poiché si tratta di due litotipi differenti. La cava quindi è stata utilizzata per ricavare un’altra stele, non più conservata, con dimensioni e forma simili a quella ancora in piedi.
Al di là dei generici confronti con i famosi e ben più numerosi menhir della Bretagna, la regione più vicina che presenta monumenti simili al nostro è la Svizzera occidentale, dove si trova una quindicina di menhir isolati, diffusi prevalentemente nella Regione dei Tre Laghi (Neuchâtel, Bienne e Morat), alti tra i due e i quattro metri, grossolanamente tagliati e datati tra la fine del V e l’intero IV millennio a.C. Sia a Ceres che in Svizzera le indagini di scavo archeologico non hanno portato a rinvenire materiali archeologici utili all’inserimento dei menhir in contesti culturali e cronologici precisi, come manufatti ceramici o litici. Si può ipotizzare dunque un’anteriorità cronologica al fenomeno delle statue-stele sudalpine, che troverà a Saint-Martin-de-Corléans di Aosta, allo Petit-Chasseur di Sion e a Tina di Vestignè i suoi aspetti nella regione alpina occidentale.

Francesco Rubat Borel

Bibliografia / Cartografia

  • F. RUBAT BOREL 2010, Premières données à propos du mégalithisme dans les Alpes du Piémont, in Economies et sociétés et actualités de la recherche à la fin de la Préhistoire. Actes des 7e Rencontres Méridionales de Préhistoire Récente (Lyon-Bron, 3 et 4 novembre 2006), a cura di A. Beeching - R. Thirault - J. Vital, Lyon, pp. 327-337 (Documents d’Archéologie en Rhône-Alpes et en Auvergne, 34).
  • F. RUBAT BOREL, S. ROSA, F. GIANOTTI, M. ALFIERI, Ceres, loc. Airetta. Cantoira, loc. Rio Combin. Groscavallo, loc. Giass del Colombin. Strutture megalitiche nelle Valli di Lanzo, in Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, 27, 2012, in corso di stampa.

Link esterno

http://www.npvallidilanzo.it/