Castelletto Stura (CN). Deposizione cultuale

Castelletto Stura. Sistemazione del deposito con tegole e laterizi (in corso di scavo)
Tipologia bene scavato
Deposizione di materiale - Deposizione cultuale
Regione / Stato estero
Piemonte
Provincia
Cuneo
Comune
Castelletto Stura
Localizzazione specifica
Revellino
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Sponsor
Anas S.p.A.
Tipologia finanziamento
Convenzione per attività archeologiche (approvata con Decreto ANAS prot. CDG — 0123223-P del 6/09/2010)
Entità finanziamento
Euro 155.138,88
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Laura Benedetti
Responsabile scientifico
Maria Cristina Preacco
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel corso dei lavori per la realizzazione del tratto autostradale compreso tra Sant’Albano e Cuneo (2009/2011) sono stati individuati, lungo il terrazzo fluviale prospiciente la Stura di Demonte che in antico rappresentava il confine tra l’ager di Pollentia e quello di Augusta Bagiennorum, alcuni importanti ritrovamenti connessi alla frequentazione e al popolamento in età romana della zona, finora noti in maniera sporadica.Tra questi è da segnalare per la sua unicità, anche in ambito piemontese e della Cisalpina, quello di Castelletto Stura, località Revellino. Si tratta di un deposito votivo individuato in prossimità dell’attuale letto del fiume Stura, in una risorgiva situata in una sorta di piccolo avallamento naturale, forse un’ansa abbandonata, direttamente scavato nel terreno ghiaioso. Probabilmente già frequentato fin dal periodo protostorico, come indiziano alcuni frammenti di ceramica ad impasto sparsi in un livello di colore nerastro, è caratterizzato in età romana da una sistemazione della risorgiva con frammenti di tegole e laterizi che sembrano indicare la presenza di un piccolo luogo di culto forse dedicato alle acque. In esso sono state gettate intenzionalmente, mescolate a carboni e ad ossa combuste di animali, lucerne (oltre sessanta esemplari integri e numerosi altri frammentari) e monete bronzee (142), in gran parte ossidate a seguito dell’azione dell’acqua. Le lucerne, attualmente in corso di pulitura e restauro, sembrano ad un esame alquanto preliminare appartenere esclusivamente ai tipi a volute e becco angolare, a disco con beccuccio inserito e alle firmalampen a canale aperto, mentre tra le monete, ancora da pulire, si è individuato un esemplare di Marcia Otacilia (244-248 d.C.). Il deposito, quindi, sembra collocarsi tra la fine del I sec. d.C. e il III d.C. Gli interventi di restauro in corso consentiranno di individuare le decorazioni, presenti sui dischi a rilievo, e di verificarne l’eventuale connessione con un culto delle acque.

Castelletto Stura. Sistemazione del deposito con tegole e laterizi (in corso di scavo)

Fig. 1 - Sistemazione del deposito con tegole e laterizi (in corso di scavo)

Castelletto Stura. Il deposito di lucerne (us 61).

Fig. 2 - Il deposito di lucerne (US 61).


Maria Cristina Preacco