Rivello (PZ). Insediamento lucano

Rivello_Foto del muro US 4
Tipologia bene scavato
Insediamento - Tracce di insediamento
Regione / Stato estero
Basilicata
Provincia
Potenza
Comune
Rivello
Localizzazione specifica
I Piani
Coordinate geografiche
E=2 583.521 N=4 435.539; F.210 II S.W.
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Concessionario
Snam Rete Gas S.p.A. — Ufficio Importazione Sud - Vibo Valentia
Tipologia finanziamento
Privato
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Monica Viscione
Responsabile scientifico
Sabrina Mutino
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

La scoperta di un deposito archeologico nella località “Piani” di Rivello arricchisce un quadro occupazionale di età lucana (IV-III sec. a.C.), noto sinora per la presenza di un abitato sulla collina di Serra Città[1], alle cui pendici sud-occidentali insiste un santuario rurale in località Colla[2].

L’elevato potenziale archeologico della zona, importante via di transito tra la costa tirrenica e quella ionica, era già stato evidenziato in passato grazie ad attività di ricognizione sistematica che avevano individuato testimonianze, più o meno sporadiche, riferibili dall’Età del Bronzo a quella medioevale[3]. Pertanto, la Soprintendenza ha previsto indagini preliminari alla realizzazione dell’opera, volte a definirne l’impatto archeologico, che si sono concluse con la sorveglianza in fase di scavo. I lavori attualmente sono sospesi[4] (fig. 1).

Fig. 1Inquadramento delle aree interessate dal metanodotto. La freccia indica Rivello di Potenza

A sud dell’attuale abitato di Rivello la zona, come indicato dal toponimo “Piani”, coincide con una pianura attualmente occupata da bassi terrazzi coltivati e da castagneti secolari (fig. 2), attraversata dalla strada comunale di collegamento con Trecchina.

Fig. 2	Rivello. Foto del castagneto presente nell’area di scavo

Negli anni ’80 del secolo scorso, durante i lavori per la realizzazione dell’Acquedotto, qualche centinaio di metri più a sud dei recenti rinvenimenti (fig. 3), fu recuperata una tomba a cassa di tegole databile alla fine del IV sec. a.C.[5].

Fig. 3	Rivello. Fotogrammetria dell’area, in evidenza il sito di Serra la Città

La dispersione di materiale ceramico in superficie (fig. 4) ha suggerito l’opportunità di effettuare un saggio (7 x 4,10 m) di approfondimento con orientamento normale alla pista N-S del metanodotto, includendo la fascia di due metri interessata dallo scavo per la posa del tubo.

Fig. 4Materiali ceramici recuperati durante la ricognizione

La rimozione su tutta l’area dello strato superficiale di origine vegetale e di quello sottostante di terreno limo-argilloso, caratterizzato e rimaneggiato dalla presenza delle radici dei castagni e dei relativi solchi, ha permesso di recuperare abbondante materiale ceramico[6] (fig. 5) ed alcuni lembi di materiale edile in crollo (fig. 6).

Fig. 5Coppetta integra rinvenuta durante lo scavo

Fig. 6Foto del muro US 4

È stato quindi possibile leggere la rasatura di una struttura muraria in pietre calcaree, orientata in senso NW-SE, cui si lega un lacerto di muro perpendicolare.

Lo strato ad est del muro si presentava a matrice argillosa e particolarmente bioturbato dalla presenza dei residui organici depositati dalle piante, restituiva tritume di laterizi e alcune tegole in frammenti; lo strato ad ovest era sabbioso, di consistenza meno plastica, e sterile. Di conseguenza è stato possibile ipotizzare che la porzione occidentale rappresentasse l’esterno della struttura delimitata dal muro.

Lo scavo del crollo ha portato alla luce tegole in frammenti, coppi, tra cui parte di un kalypter hegemon, frammenti ceramici a vernice nera[7] e frammenti di grossi contenitori (figg. 7-8), la cui analisi preliminare consente una datazione tra la fine del IV a.C. ed i primi decenni del secolo successivo.

Fig. 7Foto del muro US 4 e del crollo US 11 in corso di scavo

Fig. 8Rilievo in scala 1:20 del muro US 4 e del crollo US 11

I pochi dati desunti dalle frammentarie indagini condotte, vanno certamente messi in relazione con la tomba recuperata poco più a nord, datata alla fine del IV sec. a.C. La morfologia dell'area e la sua posizione topografica strategica (in area pianeggiante, fiancheggiata da un tratturo) possono lasciar intuire la presenza di una fattoria con annesso nucleo di necropoli (fig. 9), secondo la tipologia insediativa lucana ben nota per il periodo in questione.

Fig. 9	Carta tecnica regionale in scala 1:5000 con l’ubicazione delle evidenze rinvenute

Tra la seconda metà del IV e gli inizi del III sec. a.C.[8], infatti, il vicino abitato di “Serra Città” subisce una forte contrazione, dotandosi di una cinta difensiva funzionale al controllo del territorio e dei suoi accessi, contestualmente si diffonde la modalità insediativa per nuclei sparsi, a cui sembra afferire il rinvenimento in località “Piani”

Sabrina Mutino, Monica Viscione



[1]Le prime fasi dell’insediamento risalgono ad epoca arcaica; cfr. P. Bottini in Archeologia, Arte e Storia alle sorgenti del Lao, pp. 93-139, 163-275; Eadem in Greci e indigeni tra Noce e Lao, pp. 39-155; Eadem in G. F. La Torre (a cura di…), Blanda, Laos, Cerillae, Clampetia, Tempsa, «Forma Italiae XXXVIII» Firenze 1999, pp. 143-149; P. Bottini, La documentazione archeologica del Lagonegrese, in G.F. La Torre (a cura di…), Nella terra degli Enotri.Atti Convegno Tortora 18-19 aprile 1998, Salerno 2000 , pp. 79-86.

[2]Da ultima Galioto 2011, che riconosce tracce di una frequentazione arcaica anche nell’area successivamente destinata al culto; il rinvenimento delle strutture si deve agli scavi condotti da Elena Lattanzi e Giovanna Greco per conto della Soprintendenza Archeologica della Basilicata al principio degli anni Ottanta; cfr. Bottini 1998f, pp.115-155.

[3]Guandalini 2001, pp. 189-224 con bibliografia precedente.

[4]La ricognizione di superficie è stata effettuata per luna larghezza di 16 m, corrispondente all’ingombro della pista, nella cui mezzeria lo scavo di ca 2 m per la posa del tubo, va da una larghezza di 1,80 m in superficie a 0,80 m in profondità.

[5]Bottini 1999a, p. 144, dove la località è indicata come “Praticelli”.

[6]Il materiale è ancora in fase di studio; si segnala la presenza di una coppetta miniaturistica concavoconvessa integra (fig. 5).

[7]La ceramica non è stata ancora analizzata in modo puntuale ma alcuni frammenti di coppe a v.n. con orlo estroflesso e coppette con orlo rientrante collocano il crollo ai primi decenni del III sec.a.C.

[8] A sud di Velia; Gualtieri 2004; Pontrandolfo 1981.

Bibliografia / Cartografia

  • P. Bottini, Archeologia Arte e Storia alle sorgenti del Lao, Matera 1988
  • P. Bottini, Greci e indigeni tra Noce e Lao, Lavello 1998
  • P. Bottini, Schede topografiche 1-41 in G. F. La Torre (cur.), Blanda, Laos, Cerillae, Clampetia, Tempsa, «Forma Italiae XXXVIII» Firenze 1999, pp. 143-154
  • P. Bottini, La documentazione archeologica del Lagonegrese, in G.F. La Torre (cur.), Nella terra degli Enotri.Atti Convegno Tortora 18-19 aprile 1998, Salerno 2000 , pp. 79-86
  • G. Galioto, Rivello, l’area di culto in località Colla. Offerte votive e aspetti cultuali, in I. Battiloro, M. Osanna (curr.), Brateis datas. Pratiche rituali, votivi e strumenti del culto dai santuari della Lucania antica, Atti Convegno Matera 19-20 febbraio 2010, Venosa 2011, pp. 139-155
  • G. Greco, L’evidenza archeologica nel Lagonegrese, Catalogo della Mostra Rivello1981, Matera 1982
  • M. Gualtieri, Roccagloriosa. I lucani sul golfo di Policastro, Siracusa 2004
  • F. Guandalini, Il territorio di Rivello e il problema di Sirino, in L. Quilici, S. Quilici Gigli (curr.), Carta Archeologica della Valle del Sinni, Suppl. XXX.6, Roma 2001, pp. 189-224
  • A. Pontrandolfo, I Lucani, Milano 1981