Castrocielo (FR). Indagini Archeologiche condotte in Via per la Stazione di Aquino (2)

Tipologia bene scavato
Sito pluristratificato
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Frosinone
Comune
Castrocielo
Localizzazione specifica
Via per la Stazione di Aquino
Nome antico del sito
Ager Aquinas
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Gianmatteo Matullo
Responsabile scientifico
Giovanna Rita Bellini
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A
899 a.C. - 200 a.C.

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Castrocielo (FR). Indagini Archeologiche condotte in Via per la Stazione di Aquino

Descrizione campagne

A tetto dei livelli alluvionali (US 6), spessi oltre 0,70m, si depositò gradualmente un livello di brecce calcaree ed un sottile strato limo-argilloso, che segna una nuova fase di frequentazione dell’area, tra la fine dell’età del Bronzo e gli inizi del Ferro; a tale periodo risale il fornetto ed i reperti rinvenuti all’interno dell’Ampliamento 3 e nella Trincea 27; nuove comunità si stanziarono nei pressi del corso d’acqua, come i loro predecessori, impiegando le abbondanti risorse idriche dell’area per lavorazioni quali la fabbricazione e la cottura dei vasi. L’ottimo stato di conservazione della fossa del fornetto, contenente ancora tracce di carbone, la presenza di un rivestimento in argilla cruda, indicano che i forni dovevano essere realizzati e distrutti alla fine del loro impiego. L’assenza di scorie e gocce di fusione ne esclude l’impiego per la fusione del metallo. La presenza di un piano di cottura e di numerosi frammenti di ceramica addensati nell’area SE del fornetto potrebbe indicare invece un’attività di produzione della ceramica. L’abbandono dell’area in epoca storica è infine testimoniato dall’assenza pressoché totale di materiali, di evidenze archeologiche, mentre l’assenza di tracce di arature indica che in epoca storica, verosimilmente anche in epoca romana, la destinazione d’uso di tale area fosse il pascolo (come ancora oggi). Il corso d’acqua, che nelle fasi protostoriche aveva segnato la vita delle comunità, dovette diramarsi, per cause naturali e opere artificiali, in diversi rivoli e canali, come testimoniato dalle stampe del XVI e del XVIII secolo, fino a quando le acque furono diversamente irreggimentate ed i canali non furono completamente riempiti con il materiale reperibile in abbondanza nella zona: il brecciato. 

Bibliografia / Cartografia

  • D.Cocchi Genick, L'antica età del bronzo nell'Italia centrale: profilo di un'epoca e di un'appropriata strategia metodologica, 1998, Octavo.

Documenti allegati

Tavola 7