Viterbo (VT). Via Sant'Antonio

Viterbo_Portale di Palazzo Di Vico.
Tipologia bene scavato
Luogo ad uso pubblico - Piazza
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Viterbo
Comune
Viterbo
Localizzazione specifica
Via Sant'Antonio, F. 172, part.114, Catasto comune di Viterbo
Nome antico del sito
Platea Nova
Coordinate geografiche
42°24’56.94”N, 12°06’10.74”E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2006, 2012
Responsabile di cantiere
Domenico Fronti, Rosanna Luisi
Responsabile scientifico
Valeria D’Atri
Datazione bene scavato: DA
477 d.C. - 1492
Datazione bene scavato: A
1493 - 1900

Descrizione campagne

L’area di scavo è localizzata all’interno della cinta muraria la cui costruzione fu iniziata nel tardo XI secolo d.C. per concludersi alla fine del XIII d.C. Il suo posizionamento sul lato opposto del fossato che, almeno sino all’XI secolo ha delimitato ed è stato utilizzato come difesa per il lato occidentale del Colle del Duomo, il castrum Viterbii delle fonti scritte, ne fa una zona determinante nell’ambito dello sviluppo del tessuto urbano della città.

Lo scavo si presentava interessato da strati di interro riconducibili al XX secolo, che coprivano altri strati caratterizzati da scaglie, pezzame di peperino, calcinacci e altro materiale di demolizione, sovrapposti a un livello di tegole e coppi databile tra l’inizio del XVII e XVIII sec. d.C. In questi livelli sono state ricavate le fondazioni a sacco di un edifico con murature in peperino il cui muro settentrionale, ben conservato in alzato, delimita l’area di indagine.

Asportati i rinterri, si è raggiunto un piano pavimentale quattrocentesco, prospiciente l’ingresso delle cantine del palazzo Di Vico, realizzato con un portale monumentale (fig. 1), con banchine laterali.

Fig. 1   - Portale di Palazzo Di Vico.

In un angolo è alloggiata una lastra di peperino con protome leonina che imbocca un cannello per l’acqua e, in asse con essa ma ad una quota inferiore e collocata all’interno di una vasca costruita con lastre di peperino poste in verticale, una colonnina circolare con sommità poligonale

L’insieme è chiaramente attribuibile ad una fontanella del tipo a fuso con pilastrino, diffusa a Viterbo a partire dal XII-XIII secolo (fig. 2).

 Fig. 2    - Fontanella a pilastrino con soprastante

Nella zona N dello scavo, è stato messo in evidenza la parte del basamento circolare, costituito da tre gradini realizzati in peperino, di una fontana monumentale (diametro di ca. 6 m). Ad esso è in relazione un livello pavimentale costruito con lastre di peperino irregolari. Sia il basamento che il pavimento sono parzialmente visibili vista la collocazione a ridosso del limite settentrionale dello scavo (fig. 3).

Fig. 3    - Basamento fontana.

Nell’angolo NE, inglobato nel paramento murario del palazzo, è presente un pilastro, realizzato in blocchi regolari di peperino, sul quale poggiano i resti di un imponente arco a tutto sesto. L’imposta di un secondo arco orientato nord-sud e rasato in epoca imprecisabile, lascia ipotizzare che la struttura in oggetto si sviluppasse come portico o loggiato, stilisticamente inquadrabile intorno alla metà del XIII secolo.

Da una prima ricognizione delle fonti scritte si evince che l’area corrisponde a parte dello slargo noto in età medievale come Platea Nova e fino alla fine del XIX secolo come Piazza Nuova. Secondo le Cronache viterbesi, la piazza sarebbe stata realizzata alla fine del XII o ai primi del XIII secolo nel luogo che fino ad allora era stato sede delle prime difese del castrum Viterbii. Fin dal 1206 la piazza sarebbe stata munita di una fontana, oggi  riconoscibile nel basamento circolare rinvenuto. La stessa venne distrutta nel 1243 secondo le Cronache, e gli Statuti comunali del 1251/2 ordinarono di recuperare le pietre e le parti in metallo; contemporaneamente prescrissero il riattamento di un vicino adbeveratorium, alimentato dallo stesso sistema di canalizzazioni.

Sulla Piazza Nuova - vera e propria cerniera tra il centro del potere civile di Viterbo ( Piazza del Gesù, sede in età medievale degli uffici del Comune) e quello del potere religioso (Colle del Duomo, con la Cattedrale e il complesso Palazzo Vescovile-Palazzo Papale) – prospettavano nel corso del XIII secolo alcuni importanti complessi residenziali fortificati, come quello dei Di Vico. Il palazzo sarebbe stato distrutto nel 1243 insieme alla fontana, nel corso di uno dei numerosi conflitti che opponevano le fazioni cittadine, ma sarebbe stato ricostruito pochi anni dopo: forse a questa ricostruzione appartengono le strutture che delimitano a sud l’intervento di scavo e la stessa fontanella, nella quale potrebbe riconoscersi l’adbeveratorium menzionato dagli Statuti.

Scavo realizzato con fondi del Comune di Viterbo.

 

                           Valeria D'Atri, Domenico Fronti, Rosanna Luisi