Reggio Emilia (RE). Area produttiva

Reggio Emilia_Fig. 3
Tipologia bene scavato
Luogo di attività produttiva - Fornace
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Reggio Emilia
Comune
Reggio Emilia
Localizzazione specifica
Via Guido Riccio Fogliani, angolo Viale Isonzo
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Elena Pinotti
Responsabile scientifico
Marco Podini
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Immediatamente a ridosso della circonvallazione, nella zona settentrionale di Reggio Emilia, poco a N della via Emilia e dell'antica Regium Lepidi, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio interrato, sono emersi a ca. 3,5 m di profondità i resti di un'area produttiva, una zona di sepoltura (entrambi di epoca romana) e un fossato di epoca certamente più tarda (fig. 1).

Fig. 1

Le indagini archeologiche, dirette da Marco Podini della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, e condotte sul campo da Elena Pinotti, della ditta GEA Srl, sono state finanziate dall'impresa Benassi, proprietaria dell'area su cui sorgerà un edificio ad uso privato.

Gli scavi, intrapresi nella primavera del 2010, sono stati avviati a seguito di un sopralluogo effettuato dal Funzionario della Soprintendenza responsabile per la tutela archeologica di Reggio Emilia. La zona si rivelava, infatti, particolarmente sensibile sotto il profilo archeologico (e perciò a “rischio”), in quanto, già a partire dalla fine degli anni '90 del secolo scorso, alcune indagini avevano documentato la presenza, poco più a ovest, di antichi e, in certi casi, imponenti resti strutturali. È il caso, ad esempio, del complesso conventuale di San Prospero extra moenia o di alcuni resti di strutture lignee rinvenute in associazione a sepolture inquadrabili grosso modo in epoca altomedioevale.

Al momento del sopralluogo, i lavori di scavo erano stati eseguiti già per metà dell'intera estensione del parcheggio (metà S) e per una profondità pari a circa tre metri: lungo le sezioni esposte era chiaramente leggibile la presenza di paleosuoli ricchi di materiali e con evidenti tracce di antropizzazione.

L'area dello scavo, che, data la presenza di un'abitazione moderna a sud, ha assunto la forma di “Π”, era divisa, in modo netto, in due zone a causa dell'attraversamento di un corso d'acqua artificiale con andamento est-ovest, indubbiamente più tardo rispetto ai suoli antichi, in quanto questi erano tagliati dai bordi del canale (figg. 1-2).

Fig. 2

Sia dall'una che dall'altra parte di questa linea divisoria sono stati individuati resti archeologici importanti. Ma la parte certamente più consistente e significativa dei rinvenimenti proviene dal settore meridionale. Qui l'indagine archeologica ha portato al rinvenimento di: buche per la raccolta dell'acqua; una fornace (fig. 3); fosse di scarico di materiali (che in parte reimpiegavano le buche di raccolta idrica); tracce di strutture, sia murarie che lignee (tracce di buche di palo); e almeno tre tombe con relativo corredo.

Fig. 3

Il dato certamente più interessante, desumibile da una primissima analisi dei dati ceramici, è rappresentato dall'ampiezza dell'intervallo cronologico che intercorre fra i materiali più antichi e quelli più recenti. Le fosse di scarico, localizzate nel settore sud-occidentale (fig. 4), hanno restituito materiale riferibile ancora alla fase repubblicana (II-I a.C.).

Fig. 4

I corredi delle tombe s'inquadrano nell'ambito dell'età protoimperiale, mentre dal riempimento della fornace (contestuale o di poco successivo alla sua defunzionalizzazione) proviene un'olla integra con due fori passanti per la sospensione e beccuccio versatoio, riferibile all'epoca tardoantica (fig. 5).

Fig. 5

A un primo esame, sembra trattarsi di un'area fortemente connotata in senso produttivo (fosse di raccolta per l'acqua, fornace ecc.) e certamente in parte, data la posizione ai margini della città, anche in senso funerario. I materiali testimoniano un'occupazione dell'area per tutto l'arco di vita della città, sebbene non sempre in modo continuo (soprattutto fra l'epoca protoimperiale e quella tardoantica). Tale persistenza d'uso va senza dubbio ricollegata alla posizione dell'area in rapporto alla città, non distante all'asse strategico di comunicazione Regium-Brixellum, che collegava la città con il porto fluviale sul Po a Brescello. Nella stessa zona, forse proprio in virtù della sua importanza quale nodo comunicativo extra-urbano (e perciò connotatosi come suburbio produttivo e necropolare) sono andati a insistere, in vari momenti, edifici e strutture senza dubbio significative nella storia della città, fra cui il sopramenzionato convento di S. Prospero, la Cittadella ma forse anche, secondo un'ipotesi recente (sebbene tutta da verificare), l'anfiteatro di Regium Lepidi.