Montecchio Emilia (RE). Necropoli preromana

Montecchio Emilia (RE)_cava Spalletti, particolare della tomba maschile con scheletro in posizione prona
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Necropoli
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Reggio Emilia
Comune
Montecchio Emilia
Localizzazione specifica
cava Spalletti
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Cristina Anghinetti
Responsabile scientifico
Daniela Locatelli
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

La piccola necropoli ad inumazione, il cui scavo si è concluso nel corso dell’inverno 2011, conta dieci sepolture pertinenti per lo più ad individui di sesso femminile (5), cui sono da aggiungere due tombe maschili e tre di individui subadulti.

Si tratta - tranne che in due casi - di fosse che recano evidenti tracce della presenza di casse o rivestimenti lignei, nonché di piccoli tumuli in terra che le sovrastavano; nessun elemento che potesse fungere da segnacolo funerario è stato invece rinvenuto. L'orientamento prevalente è quello E-O, con cranio posto a est, e i defunti sono stati seppelliti in posizione supina, fatta eccezione per un unico individuo di sesso maschile, deposto in posizione prona con gli arti superiori flessi sotto l’addome.

Nella disposizione delle sepolture sono individuabili tre distinte aggregazione di sepolture. Il gruppo più settentrionale comprendeva una tomba maschile con orientamento divergente rispetto alle altre (NE-SO, tomba 48) e due infantili molto vicine e accompagnate da ricco corredo con oggetti di ornamento in argento, bronzo e ambra (tombe 43 e 46). All’interno della tomba 43 sono stati tra l’altro rinvenuti ben due scheletri, deposti in evidente contemporaneità e riconducibili a individui subadulti (di 3-4 anni ± 12 mesi, e di 2 anni ± 8 mesi), uno dei quali chiaramente identificabile come femmina grazie alla presenza sullo scheletro di una fusaiola.

Al centro dell’area del sepolcreto è un nucleo formato da quattro tombe disposte a quadrato e apparentemente allineate a due a due in senso N-S: tra le due più orientali si annoverano una sepoltura femminile priva di corredo e quella maschile in posizione prona e in semplice fossa terragna, il cui unico elemento di corredo è rappresentato da una fibula in ferro (tombe 45 e 44); a O si affiancano invece due defunte deposte con le teste rivolte rispettivamente a O e a E, accompagnate da un cospicuo apparato di oggetti di ornamento in bronzo (tombe 47 e 49).

E’ infine individuabile un nucleo più meridionale che - già intaccato da un ampio saggio eseguito forse negli anni Settanta del secolo scorso molto prima delle indagini archeologiche preliminari – ha restituito soltanto due sepolture femminili, una delle quali priva di corredo (tomba 42). La seconda invece (tomba 34), per la quale la deposizione entro cassa lignea risulta attestata anche dalla presenza di piccoli chiodi in ferro rinvenuti ai lati della fossa, conteneva i resti di una giovane donna con età compresa tra i 20 e i 25 anni, accompagnata da una ricca parure di oggetti di ornamento, che annoverava una fibula tipo Certosa e orecchini in argento, collane di cui restano vaghi in argento, ambra e bronzo, nonché pendenti negli stessi materiali e in avorio, oltre ad una più particolare conchiglia ciprea anch’essa utilizzata come pendaglio. Completavano l’abbigliamento della defunta un fermaglio di cintura e uno spillone in ferro.

L’osservazione del tutto preliminare dei corredi ha suggerito trattarsi di un nucleo sepolcrale complessivamente inquadrabile tra la fine del VI sec. a.C. e la prima metà del V sec. a.C.: analisi più approfondite consentiranno senz’altro di enucleare seriazioni cronologiche tra le diverse sepolture e tra i diversi nuclei individuati, consentendo nel contempo una migliore caratterizzazione dei nuclei stessi, alcuni dei quali appaiono tra l’altro contraddistinti da individui di un certo livello economico-sociale e in grado di avere accesso a beni in qualche modo ‘esotici’.

Benché a tutt’oggi non sia possibile ricondurre questo gruppo di tombe ad alcun nucleo insediativo posto nelle vicinanze, la sua collocazione nel tratto mediano della valle del fiume Enza – fin da almeno il VII sec. a.C. probabile importante asse delle comunicazioni transappenniniche – ne fa un’importante testimonianza per la ricostruzione dell’assetto del popolamento dell’Emilia occidentale. Può inoltre fornire spunti, nell’ambito di un periodo per il quale le testimonianze funerarie sono piuttosto scarse, per un più preciso inquadramento e caratterizzazione di questa fascia di territorio, sicuramente ‘etruschizzato’, ma per la sua stessa posizione sottoposto a molteplici contatti con le entità culturali circostanti.

Montecchio Emilia (RE), cava Spalletti, visione generale della necropoli, a sepolture scavate.

Fig. 2: Montecchio Emilia (RE), cava Spalletti, particolare della tomba maschile con scheletro in posizione prona

Daniela Locatelli

Bibliografia / Cartografia

Inedito