Como (CO). L’area del complesso termale romano di via Dante-viale Lecco

Viale Lecco_panoramica del complesso
Tipologia bene scavato
Luogo ad uso pubblico - Impianto termale
Regione / Stato estero
Lombardia
Provincia
Como
Comune
Como
Localizzazione specifica
Via Dante-Viale Lecco
Coordinate geografiche
95° 48' 35,01'' N- 9° 05' 13,00'' E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Sponsor
Società Valduce Service s.p.a.; Regione Lombardia- Unità organizzativa Istituti e Luoghi della cultura
Tipologia finanziamento
Fondi privati - Regione Lombardia
Anno campagna di scavo
2002, 2006-2009
Responsabile di cantiere
Nicoletta Cecchini, Lucia Ventura (ditta Ra.Ga srl)
Responsabile scientifico
Stefania Jorio
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel 1971 in un’area esterna al tratto est delle mura di Como, compresa fra viale Lecco e via Dante, lavori edili non controllati portarono in luce un vasto complesso di età romana, identificato come impianto termale, che, riconosciuto di grande interesse, fu sottoposto a tutela (fig. 1).

Fig. 1 l’area portata in luce negli anni ’70 nel vecchio allestimento

Le murature, relative a otto diversi ambienti, occupavano integralmente la zona, di ca. 1500 mq: ne fu supposto un ulteriore sviluppo nell’area di analoghe dimensioni adiacente a nord, che venne salvaguardata limitandone l’edificabilità ad una stazione di servizio già autorizzata.

Nel 2002 la Società Valduce Servizi s.p.a. acquistò questa seconda area, finanziò accertamenti archeologici che permisero di constatare la conservazione delle strutture anche in questo tratto e presentò un progetto relativo ad un’autorimessa multipiano, che prevedeva lo scavo in estensione e la valorizzazione dei resti.

La campagna di scavi  (2006-2008)

L’indagine, svoltasi in modo non continuativo tra il 2006 e il 2008, ha portato inattese novità concernenti l’edificio monumentale di età romana che, per analogia con le parti emerse nel 1971, si credeva unitariamente compromesso in antico; al contrario in particolare nel settore ovest, si sono conservati ambienti con alzati murari fino al metro e mezzo.

Sono stati portati alla luce una decina di nuovi vani, di forme e dimensioni variabili, alcuni dei quali dotati di nicchie angolari, disposti intorno ad un cortile centrale (fig. 2).

Fig. 2 panoramica del complesso

Di particolare suggestione appare un corridoio di servizio, dove si sono conservate in situ l’imposta della copertura con volta a botte, una porta d’accesso, anche’essa con copertura voltata e parte delle feritoie per l’illuminazione.

Nel complesso è stato possibile riconoscere due diverse fasi edilizie, la più antica delle quali assegnabile alla seconda metà del I secolo d.C., mentre la seconda, rappresentata da ampliamenti e rifacimenti di alcuni ambienti, è collocabile nel II secolo d.C. (fig. 3)

3. planimetria delle diverse fasi di frequentazione

La conoscenza parziale dell’articolazione planimetrica -i limiti del complesso, di dimensioni grandiose, non sono stati raggiunti su nessuno dei lati -e la mancanza delle infrastrutture che differenziano gli ambienti riscaldati da quelli freddi, hanno invece impedito di individuare con precisione la funzione dei diversi vani e di ricostruire il percorso termale.

Mancano infatti le pavimentazioni, gli apparati decorativi e le infrastrutture dell’impianto, asportati durante la massiccia attività di spogliazione, sopravvenuta dopo l’abbandono, alla fine del III secolo d.C.

Tuttavia una notevole quantità di intonaci dipinti, per buona parte figurati, pertinenti alla decorazione pittorica del complesso, è stata recuperata nei livelli di distruzione dell’edificio: si tratta di un ritrovamento di estrema importanza, essendo la più consistente attestazione di decorazione parietale dipinta documentata finora a Como (fig. 4).

4. frammento di intonaco dipinto con veduta architettonica (seconda metà I secolo d.C.)

Dopo l’abbandono, in età tardo antica, l’area fu interessata da una necropoli  rappresentata da una decina di sepolture ad inumazione: tra queste le più antiche (V-VI sec.) sono due tombe alla cappuccina pertinenti a individui adulti deposti con corredo.

La valorizzazione (2009-2010)

Oltre allo scavo archeologico, il progetto ha previsto il restauro e la valorizzazione dell’intero complesso: le murature, ripulite e consolidate, sono state inserite in un’unica aula sotterranea, corrispondente al piano interrato dell’autorimessa, accessibile mediante scale ed ascensori, e attraversata da una passerella sospesa che unisce la funzione di collegamento tra viale Lecco e via Dante con quella di “belvedere” sull’area archeologica.

Il godimento delle strutture è stato reso possibile anche dall’esterno, con la creazione, a livello del piano stradale, di un fronte vetrato (fig. 5).

5. il corridoio con copertura voltata e il fronte-strada vetrato

I resti sono visitabili mediante un percorso realizzato in parte tramite passerelle sopraelevate e in parte direttamente al livello di calpestio dell’epoca romana (fig. 6).

6. particolare del percorso di visita su passerelle sopraelevate

Sono stati allestiti due piccoli ambienti espositivi, con vetrine relative ad una scelta di reperti di scavo e pannelli esplicativi.

Stefania Jorio

Bibliografia / Cartografia

  • S. Jorio (a cura di), Le terme di Como romana (seconda metà I-fine III secolo d.C.), Milano 2011

Link esterno

www.archeologica.lombardia.beniculturali.it