Casola Valsenio (RA). Pieve

Casola Valsenio (RA)_Pieve. Veduta complessiva della cripta in corso di scavo.
Tipologia bene scavato
Struttura per il culto - edificio di culto
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Ravenna
Comune
Casola Valsenio
Localizzazione specifica
Via Casolana, Pieve di Valsenio
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2009-2011
Responsabile di cantiere
Susanna d’Amato (Tecne srl Riccione (RM)
Responsabile scientifico
Chiara Guarnieri
Datazione bene scavato: DA
477 d.C. - 1492
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

L'Abbazia di Casola Valsenio è stata oggetto negli ultimi due anni di un'intesa attività di scavo archeologico che ha consentito di portare in luce le prime fasi costruttive dell'edificio, fino a quel momento totalmente ignote. Non si tratta di semplici tracce ricostruibili virtualmente ma di una strutture perfettamente conservate, che si caratterizzano per l’aspetto monumentale e che potrebbero essere rese visitabili sia dai fedeli che dal pubblico degli interessati.

Nel corso dello scavo realizzato tra il 2009 e il 2010 era stato possibile scoprire ben  tre diverse  pavimentazioni appartenenti alle varie ristrutturazioni dell’edificio avvenute tra il XVII e il XIX secolo; al di sotto di queste pavimentazioni è venuto in luce un pavimento  realizzato con esagonette e rombi in laterizio di età romana, appartenente alla fase romanica dell’Abbazia  (fig. 1).

Fig. 1 Casola Valsenio (RA), Pieve. Resti della pavimentazione realizzata con materiali di reimpiego di età romana

Contemporaneamente un approfondimento dell'indagine nella navata sinistra della chiesa ha inoltre consentito di scoprire le fondazioni di due possenti colonne pilastrate, il cui andamento appare disassato rispetto a quello dell'attuale edificio e che pertanto sembrano da attribuirsi ad una costruzione più antica, forse quella originale.  La realizzazione dei micropali di sostegno delle murature esterne dell’edificio ha inoltre consentito di scoprire, al di sotto dell'attuale abside realizzata in conci di pietra, un muro in laterizi con finestrella circolare, che proseguiva per una profondità di almeno 2 metri, la cui presenza faceva quindi ipotizzare l’esistenza di un ambiente sotterraneo.

La verifica dell'esistenza della cripta è stato il filo conduttore delle indagini svolte tra la seconda metà del 2010 e la prima parte del 2011. Sulla base di quanto rinvenuto esternamente si è deciso di procedere con uno scavo all’interno dell’area dell’abside. Questa risultava costipata da uno strato di circa 4 metri di macerie, al di sotto del quale era in effetti celata la cripta, di cui era ignota l'esistenza. Si tratta di un’eccezionale scoperta, che fornisce dati nuovi dell’edificio e permette di progettarne una più completa valorizzazione (fig. 2).

Fig. 2 Casola Valsenio (RA), Pieve. Veduta complessiva della cripta in corso di scavo.

La pavimentazione si presenta in lastre di pietra calcarea su cui si sono rinvenute le basi di otto colonnine che dovevano sostenere il soffitto. Lo scavo ha permesso inoltre di appurare che questa struttura ha attraversato almeno due fasi costruttive: una prima in cui l'accesso era frontale e laterale mentre l'illuminazione era garantita da finestre ad oculo, mentre la copertura era realizzata con vele sostenute da piastrini. Nella  seconda fase viene chiuso l'accesso frontale, mentre rimangono gli accessi laterali, forse  parzialmente modificati; in questa fase vennero chiuse le precedenti finestre che furono sostituite con aperture a strombo in quadrate all’interno di arcatelle cieche. L'altare maggiore, nella fase romanica della chiesa, risultava quindi sopraelevato.

La necessità di verificare alcuni aspetti non chiari della cripta ha portato ad effettuare alcuni saggi di approfondimento che hanno consentito la scoperta, al di sotto del pavimento in arenaria delle tracce di un livello più antico, nonché di alcune sepolture.

Quello che si è configurato quindi è un aspetto del tutto sconosciuto dell'abbazia che potrà essere adeguatamente valorizzato. Rimangono però da portare a termine alcuni interventi di scavo, funzionali alla valorizzazione  e alla più completa conoscenza dell'edificio.

In particolare si tratta di scavare l'ambiente posto lungo il lato occidentale dell'abside sotto il  quale è presente la scala originale di accesso alla cripta, in parte già venuta in luce, che potrebbe essere utilizzata nel percorso di valorizzazione e visita della parte interrata. Un secondo intervento che si ritiene di vitale importanza è costituito dalla verifica delle murature esterne contigue all'abside per controllare se la primitiva pianta della chiesa si presentasse con tre absidi - due laterali minori, in seguito cancellate, e quella centrale; questa ipotesi prende corpo dalla presenza di una muratura in laterizio che si legava a quella dell’abside intravista nel corso del sondaggio realizzato all’esterno. Come ultimo saggio di scavo rimarrebbe da verificare se – come pare ipotizzabile  con buona probabilità – esistano al di sotto della pavimentazione della cripta le tracce di una primitiva e più piccola abbazia a cui sono legate le sepolture rinvenute. 

Chiara Guarnieri