Parma (PR), strada Guidorossi. Abitato eneolitico

Parma, strada Guidorossi_Foto dall’alto di un edificio con uno dei lati lunghi definito da trincea di fondazione
Tipologia bene scavato
Insediamento - Villaggio
Regione / Stato estero
Emilia-Romagna
Provincia
Parma
Comune
Parma
Localizzazione specifica
Strada Guidorossi
Coordinate geografiche
44°46’54’’ 10°17’50’’
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Tipologia finanziamento
Finanziato dal committente
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Lorenza Bronzoni (Soc. Coop. AR/S Archeosistemi di Reggio Emilia)
Responsabile scientifico
Maria Bernabò Brea
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel corso del 2011 è stato effettuato lo scavo preventivo di uno dei numerosi cantieri privati all’interno della lottizzazione di Strada Guidorossi, alla periferia S-O di Parma, nella quale negli anni scorsi erano emersi significativi rinvenimenti inquadrabili tra il pieno Neolitico della facies dei “Vasi a Bocca Quadrata” e il tardo Eneolitico di facies “Campaniforme”. Tra tali rinvenimenti rientrava anche un gruppo di una decina di case (soprattutto nel cantiere Conad) pertinenti alla facies eneolitica della “ceramica a squame”, per le quali si dispone di due datazioni radiometriche (edificio 9: 4390±40 BP, ovvero 3310-2900 cal. BC; edificio 2: 4265 ± 45 BP, ovvero 3020-2690 cal. BC).

Fig. 1 – Parma, strada Guidorossi. Planimetria del primo gruppo di edifici eneolitici venuto in luce (cantiere Conad)

Le planimetrie definite da allineamenti di buche di palo e da trincee di fondazione, perfettamente leggibili ed orientati E-O oppure ESE-ONO, consentivano di ricostruire edifici rettangolari allungati con una estremità absidata, che sono larghi tra 4,5 e 6,5 m e lunghi tra 11 e 50 m. Alcune grandi buche di palo lungo la mezzeria, distanziate di 2-4 metri una dall’altra, sono la testimonianza di strutture a due navate con tetto a doppio spiovente.  All’interno si riconoscono alcuni ambienti diversificati per dimensioni e probabili funzioni, separati da transetti paralleli ai lati corti; in relazione agli ambienti posti all’estremità absidata o più raramente all’estremità opposta si notavano alla sommità del suolo le tracce arrossate di focolari a terra, che ne denunciavano la probabile funzione abitativa, mentre in tutti gli edifici più grandi ricorrevano anche aree soppalcate, probabilmente adibite a granaio.

Fig. 2 - Parma, strada Guidorossi. Foto dall’alto di un edificio con uno dei lati lunghi definito da trincea di fondazione

Nel cantiere indagato nel 2011 sono venute in luce le tracce di almeno 6 ulteriori edifici appartenenti alla medesima facies culturale, che appaiono anch’essi definiti sul terreno da file regolari di buche di palo, inserite in qualche caso entro trincee di fondazione. Come nelle case già note, l’’asse centrale degli edifici è marcato da una fila di buche più distanziate rispetto agli allineamenti perimetrali, mentre sul fronte si notano spesso due buche antistanti alla parete, formanti una struttura “in antis”. Le nuove case, benché quasi tutte incomplete nel senso della lunghezza, rientrano dunque perfettamente nella tipologia già individuata. Almeno in due casi si leggono sovrapposizioni di due edifici disossati tra loro, che dimostrano almeno un episodio di rifacimento delle strutture, indicativo di una durata prolungata dell’insediamento. Numerose altre buche di palo potrebbero inoltre riferirsi ad altri edifici meno conservati oppure a tipi differenti di strutture, eventualmente a servizio delle case.

Fig. 3 - Parma, strada Guidorossi. Foto dall’alto di due edifici sovrapposti e disassati

Il suolo di pertinenza degli edifici è purtroppo mal conservato nel cantiere indagato, probabilmente a causa di fenomeni erosivi antichi, e a questa causa va imputata l’assenza di focolari a terra, che erano stati invece identificati nel primo gruppo di case riconosciute. Per lo stesso motivo sono estremamente scarsi gli elementi di cultura materiale, sufficienti tuttavia a consentire l’inquadramento nella già citata facies di tradizione peninsulare della ceramica a squame e nella fase cronologica tra gli ultimi secoli del IV e i primi del III millennio a.C.  

Gli edifici di via Guidorossi a Parma, che rappresentano un complesso di eccezionale interesse per lo studio delle comunità eneolitiche padane, si avvicinano ad altre strutture abitative grosso modo coeve  messe in luce in varie regioni della Penisola solo per tipologia costruttiva (ambienti absidati con fondazioni costituite sia da pali singoli, sia da trincee di fondazioni), ma se ne differenziano marcatamente per forma e dimensioni, richiamando piuttosto i modelli delle case lunghe della tradizione delle culture danubiane.

Questo intreccio di elementi culturali che paiono pertinenti ad aree geografiche differenziate (cultura materiale di tradizione peninsulare, strutture abitative di tradizione danubiana) sembra essere un tratto caratteristico dell’area centrale della pianura padana a S del Po e ricorrente in diversi momenti storici, tra cui appunto il pieno Eneolitico. 

Maria Bernabò Brea

Bibliografia / Cartografia

  • Bernabò Brea M., Bianchi P., Bronzoni L., Mazzieri P., 2011, Abitati dell’età del Rame nel Parmense, in Atti della XLIII Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, L’età del Rame in Italia, Bologna, 26-29 novembre 2008, pp. 233-240
  • Bronzoni L., Alfieri M., Bernabò Brea M., Mazzieri P., 2011, L’insediamento eneolitico di via Guidorossi a Parma, in Atti della XLIII Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, L’età del Rame in Italia, Bologna, 26-29 novembre 2008, pp. 593-598.
  • Bronzoni L., Alfieri M., Bernabò Brea M., Mazzieri P., 2011, Via Guidorossi a Parma: i due edifici maggiori, in Atti della XLIII Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, L’età del Rame in Italia, Bologna, 26-29 novembre 2008, pp. 599-604.