Tell Afis (Siria settentrionale). Tempio AI e Quartiere H

Tipologia bene scavato
Insediamento - Acropoli
Regione / Stato estero
Siria
Provincia
Idlib
Comune
Nome antico del sito
Hazrek
Istituto-ufficio competente
Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'
Tipologia scavo
Concessione
Concessionario
Università di Firenze
Anno campagna di scavo
2010
Responsabile di cantiere
Paola D’Amore
Responsabile scientifico
Stefania Mazzoni ( Università di Firenze)
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

L'Area A sull’acropoli di Tell Afis (Siria settentrionale) (fig. 1) è stata oggetto di brevi sondaggi condotti da P. Matthiae (Università “ La Sapienza” di Roma) nel  1970 e nel 1978 (fig. 2). Appena sotto il livello di campagna fu portato alla luce un ampio ambiente rettangolare, caratterizzato da un pavimento in conglomerato calcareo identificato in via ipotetica  come una sala di rappresentanza di una fabbrica palatina o come ambiente di tipo cultuale.  Gli scavi dell’Area A, ripresi a partire dal 2000 e continuati senza interruzione fino al 2010, hanno portato alla luce un articolato complesso cultuale in uso dal XII al VII secolo a.C. composto da tre edifici di culto, una terrazza sacra e corti aperte nelle quali si svolgevano i riti di offerta. Nell’area AI è stata portata alla luce un’imponente struttura cultuale (m. 32 x 22), conservata in gran parte nelle sole fondazioni, l’ampia corte che si estendeva a sud e ad ovest della struttura e un quartiere artigianale a sud, databili all’VIII-VII secolo a.C. (fig.3)

L’edificio cultuale è riconducibile ad un tempio in antis  a pianta tripartita (ingresso, vestibolo, lunga cella con stretto ambiente posteriore) completata da alcuni vani sui lati lunghi e da due torri aggettanti in facciata. L’edificio ha sofferto di una sistematica spoliazione nella tarda antichità che lo ha trasformato in una cava di pietre.

La tipologia in antis è utilizzata nel Levante fin dal III millennio a.C. e il modello continuò ad essere in uso fino al VII secolo a.C. I templi di tale tipologia si caratterizzano per il rigoroso isolamento, per l’assialità degli ingressi, per l’ingresso segnato da ante  o torri aggettanti e per il notevole spessore dei muri perimetrali (nel nostro caso m. 2,60). Nel Tempio AI singolare si presenta la sequenza di vani laterali edificati nel peribolo che si sviluppa intorno alla cella (fig.4), noto nel Tempio di Gerusalemme, conosciuto attraverso le dettagliate descrizioni bibliche. La fabbrica sacra di Tell Afis deve essere stata eretta dopo la conquista di Hazrek ad opera del re assiro Tighlathpileser III (738 a.C.). Divenuta con il nome di Hatarikka sede del governatore assiro, la città conobbe  una forte crescita economica e un rinnovato sviluppo urbano: l’Acropoli fu nuovamente pianificata e il grande Tempio AI fu eretto in un’area già individuata come consacrata per la presenza di edifici di culto più antichi.

L’area dell’ingresso e del vestibolo fortemente  sconvolta dalle trincee di spoliazione  persiane e bizantine, che avevano asportato parte delle pietre di fondazione dei muri perimetrali, presentava uno strato archeologico composto da terra e scaglie di basalto a testimonianza della violenta distruzione perpetrata prima dagli Assiri e poi dai Bizantini sugli arredi  del Tempio.  I frammenti recuperati appartengono a stele  figurate o iscritte in lingua aramaica e a vasellame (fig.5).

Davanti al tempio di apriva una ampia corte aperta  intonacata. con istallazioni cultuali fisse (altare bacini a due vasche) e mobili (incensieri  a vasca) (fig.6) conservate  in strato grazie al crollo della facciata meridionale in mattoni crudi.  All’interno di tale crollo sono stati rinvenuti numerosi “ tubi” in ceramica in parte invetriata, che decoravano a varie altezze la facciata stessa (fig.7).

Nel corso della campagna 2010 a sud del Tempio AI, è stato portato alla luce un quartiere artigianale (Quartiere H) composto da due ambienti quadrati e  da un grande silo di circa m. 3,30 di diametro (fig. 8). Il silo, conservato per una altezza di m. 1,70, è stato interpretato come un bothros per la presenza all’interno di  figurine cultuali, ex voto, sigilli, pesi da telaio, e spilloni probabili offerte al tempio, oltre a numerosissima ceramica da mensa (piatti, coppe, bottiglie), utilizzata per le funzioni sacre.

P. D'Amore

Bibliografia / Cartografia

  • S. MAZZONI, Santuari a Tell Afis nell’età del Ferro (I mill. a.C.) e l’architettura templare del Levante in Tiro, Cartagine, Lixus: nuove acquisizioni  (Atti del Convegno Internazionale in onore di Maria Giulia Amadasi Guzzo a cura di G. Bartoloni, P. Matthiae, L. Nigro e L. Romano (Roma 24-25 novembre 2008), Roma 2010, pp. 143-161
  • S. SOLDI, Aramaeans and Assyrians in North-Western Syria: Material Evidence from Tell Afis, Syria 86 (2009), pp. 97-118
  • P. D’AMORE, Area A1: il settore centrale in Tell Afis, Siria 2002-2004 (a cura di S. Mazzoni), Egitto e Vicino Oriente 28 (2005), pp. 17-21
  • P. D’AMORE, Area A, Siria 2000-2001: Egitto e Vicino Oriente 25 (2002), pp. 9-12