Torano (RI). Necropoli di tombe a tumulo

Torano_Due dei tumuli scavati nel 2011
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Necropoli
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Rieti
Comune
Borgorose
Localizzazione specifica
Torano, loc. Pietra Ritta
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Entità finanziamento
Euro 50.000,00
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Francesca Lezzi
Responsabile scientifico
Giovanna Alvino
Datazione bene scavato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Nel comune di Borgorose (fig. 1), nella piana tra le frazioni di Sant'Anatolia e Torano, in località "

Pietra Ritta", è stata scoperta, e parzialmente indagata già nel 2005, una necropoli di tombe a tumulo. Posizionamento su base IGM

Il sito era già noto ai clandestini, come si è potuto costatare prima ancora di iniziare lo scavo, dalla presenza di scassi sulla sommità delle piccole alture disseminate sul terreno (fig. 2), che hanno restituito materiale relativo a corredi funerari, da oggetti in bronzo (fig. 3) ad elementi di ornamento personale (figg. 4-5).

Recupero sul campo

Bacile in bronzo

Elementi di ornamento

Elementi ornamentali

A seguito dello scavo, queste alture che sono risultate essere dei tumuli funerari. L'area della necropoli, caratterizzata da una serie di piccoli rialzi ben visibili ad occhio sul terreno di forma circolare ben definita (fig. 6), è molto vicina ad una vasta zona attualmente utilizzata come cava estrattiva; il substrato geologico infatti assai ben si presta alla coltivazione di ghiaia.

Tumuli prima dello scavo

Queste emergenze, riconosciute fino ad oggi in numero di 13 (fig. 7), coperte da un folto manto vegetativo, risultano essere realizzate interamente da cumuli di pietre locali di medie e piccole dimensioni, con un diametro variabile tra i 15 e i 12 m  e tra i 5 e i 7 m e si alzano dall'attuale piano di campagna per circa 50-80 cm. (figg. 8-9).

Posizionamento tumuli

Tumulo I

Tumulo VIII

Solo alcuni di questi presentano sulla sommità un accumulo recente di pietre, probabilmente a seguito di lavori agricoli, che ne aumenta l'altezza. Nel 2011 la Soprintendenza ha ripreso lo scavo della necropoli (fig. 10), che nel 2005 aveva visto lo scavo di 5 tumuli, con lo scavo di altri 5 tumuli. 

Due dei tumuli scavati nel 2011

Purtroppo per la scarsezza dei fondi non è stato possibile, nonostante si sia potuto verificare la prosecuzione dei danneggiamenti del patrimonio ad opera dei clandestini, anche in tempi molto recenti come dimostra la mancanza di crescita di vegetazione negli scassi, procedere ad uno scavo totale delle emergenze archeologiche.

La sequenza stratigrafica riconosciuta è di semplice successione e di facile interpretazione. Le sepolture scavate sono realizzate al di sopra di un esiguo strato vegetativo interpretabile come piano di campagna antico e solo in pochi casi sono scavate in esso e leggermente alloggiate nel banco. I monumenti funerari sono attualmente privi di crepidine e sono realizzati con terra compattata ricoperta da uno strato di pietre calcaree che ne proteggono il volume miste a poca terra.

Nelle testimonianze archeologiche rinvenute si possono riconoscere i resti di una necropoli estesa per quasi 3 ettari pertinente ad una o ad una serie di insediamenti siti nelle vicinanze. La necropoli si inserisce perfettamente nell'ambito del costume funerario degli Equi che usavano caratterizzare il paesaggio con la realizzazione di grandi necropoli monumentali collocate nelle zone di pianura (fig. 11).

Panorama dalla necropoli

Questo popolo usava seppellire i defunti in tombe a tumulo ad inumazione singola, poi spesso riutilizzate tanto che ciascun tumulo diviene una specie di sepolcro collettivo con più sepolture singole (fig. 12).

Planimetria tumulo IV

È possibile che i tumuli siano rimasti sempre visibili e che siano stati riutilizzati in epoche successive. Questo potrebbe anche probabilmente spiegare l'assenza delle crepidini che, con gran parte del volume dei tumuli, sono probabilmente stati asportati nel tempo e nel corso di lavori agricoli. Le sepolture nella loro struttura risultano spesso discretamente conservate, mentre i resti umani all'interno sono molto mal conservati, sia per la natura del terreno, sia per il peso delle pietre, che assestatesi nel corso dei secoli hanno spesso schiacciato e frantumato le ossa (fig. 13).

Tumulo XIII-tomba 1

Allo stato attuale della ricerca i tumuli sono ascrivibili tra l'età orientalizzante e l'età arcaica.

Una nota a parte merita il ritrovamento di frammenti ceramici in due dei tumuli scavati della necropoli. Variamente è stata infatti interpretata l'assenza di materiale ceramico nei corredi delle sepolture dell'antico popolo degli Equi. A causa dei danneggiamenti perpetrati dai clandestini non è infatti possibile stabilire se i frammenti ceramici rinvenuti nel Tumulo V, una coppa su piede (fig. 14) ed un coperchio ansato in impasto rosso (fig. 15), siano da mettere in relazione con la sepoltura o piuttosto possano ricondursi a riti funerari.

Tumulo V-tomba 1-calice su piede

Tumulo V-tomba 1-coperchio ansato

Nel caso del calice (fig. 16) rinvenuto nella tomba 2 del tumulo XIII questo è invece senza dubbio parte integrante del corredo del defunto essendo stato trovato con certezza all'interno della sepoltura, sotto la copertura tra i piedi del defunto (fig. 17).

Tumulo XIII-tomba 2-calice in impasto

Tumulo XIII-tomba 2

Giovanna Alvino

Bibliografia / Cartografia

  • G. Alvino, Sabina e Cicolano: ultime notizie, in G. Ghini (a cura di), Lazio e Sabina 4, Quarto Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina, Atti del Convegno (Roma 29-31 maggio 2006), Roma, pp. 65-75.