Guidonia Montecelio (RM). Tratto della Via Tiburtina Cornicolana con annessa necropoli

Guidonia Montecelio_Il mausoleo di II sec. d.C.
Tipologia bene scavato
Area ad uso funerario - Necropoli
Regione / Stato estero
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Guidonia Montecelio
Localizzazione specifica
Parco dell’Inviolata
Nome antico del sito
Corniculum
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
Tipologia scavo
Conduzione diretta in applicazione L.163/2006 e procedure analoghe
Anno campagna di scavo
2009-2011
Responsabile di cantiere
Filippo Avilia
Responsabile scientifico
Stefania Panella
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

Dal 2009 la Soprintendenza per i Beni Archeologici per il Lazio conduce una campagna di scavo archeologico nell’ambito del parco dell’Inviolata, adiacente alla discarica di Guidonia Montecelio.[1]

Lo scavo ha portato alla scoperta del percorso stradale (fig. 1) della Tiburtino-Cornicolana perfettamente conservato, che sostanzialmente taglia a mezza costa la collina dell’Inviolata.

Struttura viaria

Affianco alla strada si sono rinvenuti (ad ora) quattro mausolei, un recinto funerario (fig. 2), 30 sepolture (a cappuccina e in anfora ed incinerazione), resti di un sarcofago in marmo bianco.

Il mausoleo di II sec. d.C.

I mausolei sono indubbiamente afferenti alla strada, così come anche le sepolture, anche se sono diacronici fra loro.

Fra i rinvenimenti si segnala un’ara di marmo bianco con iscrizione[2] e delfini guizzanti con corona di quercia nel frontone, in ottimo stato di conservazione, ma non in giacitura primaria bensì abbandonata sulla strada. Il rinvenimento è da ricollegarsi probabilmente al crollo del muro di recinzione del recinto che ha trascinato con se la pesante ara.

Ad una calcara che si stabilì nel recinto funerario, durante una fase tarda di abbandono, e da riferirsi probabilmente una gran quantità di materiale lapideo frantumato e calcinato rinvenuto all’interno del recinto, in strati di combustione.

MAUSOLEI E RECINTO FUNERARIO

I mausolei individuati, dei quali tre sono a N della strada e uno a S si conservano tutti in fondazione e sono in malta cementizia e scapoli di calcare (in fase di scavo). Il recinto funerario, in opera laterizia invece, che pure gravita a N della strada, conserva ancora parte dell’alzato.

Consta di un grande ambiente rettangolare, con colombario absidato lungo il lato NW, costruito in perfetta orditura in laterizio con letti di malta regolari. Il muro presenta il nucleo in cementizio di ottima malta con scapoli di tufo o di calcare. Nel colombario, si sono rinvenuti due livelli di nicchie con olle per incinerazione (12 in tutto), incluse nella struttura muraria, con resti di decorazione rossa nello zoccolo.

Nell’ambito di questo recinto è incluso, sul versante SW, un piccolo mausoleo a pianta quadrata, in laterizio di perfetta orditura, con tracce di decorazione pittorica rossa a destra dell’ingresso. Presenta soglia in travertino con cardini e resti di pavimentazione in “spicatum” all’esterno dell’ingresso[3]. L’interno, ove si è rinvenuta una sepoltura con due scheletri, è rifinito con un pavimento in signino con inserti marmorei disposti in diagonale e resti della decorazione parietale conservata all’altezza dello zoccolo, dipinto in rosso. Questo piccolo monumento è interessante in quanto rappresenta un po’ la storia interna del recinto. Un saggio profondo vicino alla soglia ha evidenziato una prima fase del mausoleo (collocabile agli inizi del I d.C., in fase con il pavimento) con l’ingresso elevato rispetto al piano del recinto. In un secondo momento, ascrivibile ad una fase avanzata di vita del recinto, quando l’area era occupata totalmente dalle sepolture, ad un rialzamento del piano e messa in opera all’ingresso di pezzi di spicatum prelevati forse da altra sede.

Stefania Panella


[1] Lo scavo è reso possibile grazie ai finanziamenti della società ECOITALIA, gestore della discarica, che ha sempre messo a disposizione finanziamenti, uomini e mezzi per qualsiasi esigenza che lo scavo richiedesse. Un particolare  ringraziamento  all’architetto Paolo Magrini, della società ECOITALIA, per il costante incoraggiamento e supporto alle operazioni di scavo. 

[2] L’iscrizione riporta: “D M / Q. ATILIO Q.F. / PROBO / CESTIA C.F. / PROBA / FILIO / PIENTISSIMI”

[3] Un confronto per questa tipologia di monumenti si trova in Liverani-Spinola 2010.