Castel di Sangro (AQ). Domus di Piazza Castello

Castel di Sangro. Balneum della domus di Piazza Castello a Castel di Sangro
Tipologia bene scavato
Insediamento - Area urbana
Regione / Stato estero
Abruzzo
Provincia
L'Aquila
Comune
Castel di Sangro
Localizzazione specifica
Piazza Castello in località Civita
Nome antico del sito
Aufidena
Coordinate geografiche
41° 47’ 16.25’’ N; 14° 06’ 34.15’’ E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi ordinari
Entità finanziamento
Euro 50.000,00
Anno campagna di scavo
2011
Responsabile di cantiere
Orietta Pizzoferrato, Camilla Carnevale
Responsabile scientifico
Rosanna Tuteri
Datazione bene scavato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

L’intervento di scavo condotto nel 2011 in piazza Castello di Castel di Sangro costituisce una tappa delle ricerche condotte da anni nel sito del municipium pentro di Aufidena (Tuteri 2010). Le fonti archeologiche attestano come la sommità del colle roccioso che sovrasta la cittadina moderna fosse frequentata come parte di un sistema difensivo territoriale in uso durante le guerre sannitiche. Il circuito delle mura poligonali conserva probabili tracce delle porte con la viabilità di accesso ed è riconoscibile ancora per alcuni tratti sotto la fitta vegetazione e in parte nell’allineamento del perimetro murario di età medievale, che ha inglobato sulle pendici orientali le mura preesistenti e murature di sostruzione in opera reticolata (fig. 1).

Castel di Sangro. Muro sostruzione in opera quasi reticolata inglobato nelle mura di epoca medievale che cingevano il colle di Castel di Sangro.

Fig. 1 -  Castel di Sangro: muro sostruzione in opera quasi reticolata inglobato nelle mura di epoca medievale che cingevano il colle di Castel di Sangro.

Il ripido pendio è caratterizzato dalla presenza di ulteriori tratti di murature poligonali, forse riconoscibili come sostruzioni di strade e come terrazzamenti per la costruzione di edifici. Tale funzione è stata accertata da indagini archeologiche in località La Civita, dove le abitazioni sono disposte, a partire almeno dalla metà del II sec. a.C., su terrazzamenti artificiali proprio al di sotto del centro fortificato sul versante occidentale del colle. Nel caso della domus di piazza Castello (fig. 2), gli scavi 1993-1995 (fig. 3) e quelli da poco conclusi del 2011 (fig. 4) hanno permesso di riconoscere le strutture relative alla parte settentrionale dell’edificio che Antonio De Nino aveva indagato nel 1898 e che risulta articolata su livelli diversi, secondo il pendio: gli ambienti di servizio nella zona a Nord/Est, recentemente identificati come piccola culina (fig. 5) e balneum (fig. 6), a diretto contatto con le murature in opera poligonale di terrazzamento, sono pavimentati in opus spicatum e in cementizio a base fittile (fig. 7), conservano vaschette allineate, il piano di un focolare, il sostegno in muratura di un labrum, nicchie a parete con fistulae plumbee, impronte di fontana, foro di scarico con tracce di ancoraggio di una grata.

Castel di Sangro. Vista dall'alto di Piazza Castello in località Civita.

Fig. 2 - Castel di Sangro: vista dall'alto di Piazza Castello in località Civita.

Castel di Sangro. Planimetria culina.

Fig. 3 - Castel di Sangro: planimetria culina.

Castel di Sangro. resti della domus di Piazza Castello. In rosso la zona scavata nel 2005, in azzurro gli ambienti balneum di età romana

Fig. 4 - Castel di Sangro: resti della domus di Piazza Castello. In rosso la zona scavata nel 2005, in azzurro gli ambienti balneum di età romana

Castel di Sangro. Culina.

Fig. 5 - Castel di Sangro: la culina.

Castel di Sangro. Balneum della domus di Piazza Castello a Castel di Sangro

Fig. 6 - Castel di Sangro. Balneum della domus di Piazza Castello a Castel di Sangro

Castel di Sangro. Pavimento in cementizio a base fittile di un ambiente del balneum

Fig. 7 - Castel di Sangro. Pavimento in cementizio a base fittile di un ambiente del balneum

Ad un livello leggermente inferiore, verso la parte occidentale dell’abitazione, separata dai locali di servizio da un lungo e stretto corridoio, si aprivano gli ambienti residenziali: lo scavo ha finora documentato la presenza di pavimentazioni in opus tessellatum (tessere bianche e fascia perimetrale nera), di alcune murature che sulla fondazione in pietra hanno alzati in argilla, di decorazione pittorica parietale con specchiature policrome (campi in rosso, nero, giallo, celeste) disposte su almeno due fasce secondo gli schemi del I Stile (fig. 8). Conservati per una buona parte in alzato, gli intonaci restituiscono una notevolissima qualità decorativa, inedita per questa fase nell’area, con modanature e cornici a dentelli in stucco.

Castel di Sangro. Intonaci policromi di I stile che decoravano le pareti della zona sud della domus di Piazza Castello

Fig. 8a - Castel di Sangro. Intonaci policromi di I stile che decoravano le pareti della zona sud della domus di Piazza Castello

Castel di Sangro. Particolare degli intonaci policromi

Fig. 8b - Castel di Sangro. Particolare degli intonaci policromi

I materiali finora rinvenuti delimitano l’ambito cronologico di vita dell’edificio di età romana tra il II sec. a.C. e il I sec. d.C., con varie fasi di distruzioni e di ricostruzioni e quindi di abbandono, preceduto da crolli e incendi. Fasi successive, documentate da murature sovrapposte a quelle precedenti e da buche di palo di capanne, attestano la frequentazione dell’area in epoca tardoantica e altomedievale, con strutture temporanee e di servizio alla mutata destinazione dei luoghi.

Le indagini più recenti contribuiscono dunque a documentare una intensa fase di vita della città, la cui struttura architettonica e sociale appare già evoluta nel II sec. a.C., come del resto attestano con evidenza le iscrizioni in lingua osca. Tra queste, si segnala un nuovo documento epigrafico (La Regina 2010; 2011) (fig. 9) posto su un monumento funerario fatto costruire da Ovia per i liberti di C. Ne[ratius?]: il suo rinvenimento lungo la via meridionale indica la presenza di sepolcri monumentali che costeggiavano la strada già nella fase premunicipale.

Castel di Sangro. Iscrizione osca da Castel di Sangro

Fig. 9 - Castel di Sangro. Iscrizione osca da Castel di Sangro

Rosanna Tuteri

Bibliografia / Cartografia

  • Tuteri R. 2010, Le radici nella terra: Scavi e scoperte a Castel di Sangro, in E. Mattiocco (a cura di), Frammenti del passato. Archeologia e archivistica tra Castel di Sangro e Sulmona, Lanciano, pp. 63-88.
  • La Regina A. 2010, Iscrizione osca rinvenuta a Castel di Sangro, in E. Mattiocco (a cura di), Frammenti del passato. Archeologia e archivistica tra Castel di Sangro e Sulmona, Lanciano, pp. 45-58.
  • La Regina A. 2011, Iscrizione osca rinvenuta a Castel di Sangro, in StEtr 74, pp. 436-442.