L’Aquila, Campo di Pile. Difese di Mammuthus meridionalis

L'Aquila_Campo di Pile 2009. Le difese durante la fase di scavo e recupero.
Tipologia bene scavato
Area di materiale mobile - Resti paleontologici
Regione / Stato estero
Abruzzo
Provincia
L'Aquila
Comune
L'Aquila
Localizzazione specifica
Campo di Pile
Coordinate geografiche
42°21’9.5”N - 13°20’21”E
Istituto-ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo
Tipologia scavo
Conduzione diretta
Tipologia finanziamento
Fondi ordinari
Entità finanziamento
Euro 1.000,00
Anno campagna di scavo
2009, 2011
Responsabile di cantiere
S. Agostini (2009), M.A. Rossi (2011)
Responsabile scientifico
S. Agostini (2009), M.A. Rossi (2011)
Datazione bene scavato: DA
Fino al 900 a.C.
Datazione bene scavato: A

Descrizione campagne

La località di Campo di Pile è situata nell’area industriale che si sviluppa ad Ovest di L’Aquila.

Posizionamento sito

Il rinvenimento fortuito di un frammento di difesa di elefante, nel giugno 2009, ha permesso la scoperta di un giacimento paleontologico con i resti, per quanto parziali, di due diversi individui di Mammuthus meridionalis (Agostini et al. 2010b; 2011; c.s.a; c.s.b.). Al primo individuo, recuperato con uno scavo di emergenza nel 2009, appartengono due difese (fig. 1) e quattro molari (fig. 2).

fig. 1 – Campo di Pile 2009. Le difese durante la fase di scavo e recupero.

fig. 2 – Campo di Pile 2009. Uno dei due molari superiori durante lo scavo.

I resti appartengono ad un esemplare di circa 30 anni di età. Le difese, non particolarmente sviluppate e mancanti della parte distale, risultavano in cattivo stato di conservazione a causa di intensi processi di alterazione geochimica che ne avevano condizionato la fossilizzazione (fig. 3).

fig. 3 - Le difese del primo individuo di Mammuthus meridionalis durante l’intervento di restauro.

La difesa sinistra, la più completa, ha una lunghezza 148 cm lungo la curva esterna ed una corda di 116 cm; la sezione alveolare ha una forma ellissoidale fortemente schiacciata. La curvatura e la torsione delle due difese corrispondono a quelle tipiche della specie (fig. 4).

fig. 4 – La difesa sinistra del primo individuo di Mammuthus meridionalis dopo l’intervento di restauro.

I quattro molari rinvenuti corrispondono a due M2 superiori e a due M3 ancora non fuoriusciti dall’alveolo; i primi, di cui uno completo di radici, si trovano in buono stato di conservazione. I molari M3 non sono completamente formati: uno presenta solo parte delle lamine parzialmente cementate alla base ed il cemento di accoppiamento tra le lamine era sostituito da sedimento, sabbia e ghiaietto, mentre nell’altro le lamine non erano ancora saldate tra loro e pertanto sono state rinvenute scomposte nel terreno.

Il secondo individuo di Mammuthus  meridionalis, al momento rappresentato da una sola difesa, è stato rinvenuto ad una distanza di circa 50 m dall’altro. Il suo recupero è avvenuto nell’ottobre del 2011 in occasione di sbancamenti del terreno per la costruzione di un capannone industriale. La difesa del secondo individuo, anche se mancante della metà prossimale, presenta gli stessi caratteri di quelle precedentemente descritte.

Nell’area sono stati rinvenuti anche scarsi resti appartenenti ad altri taxa: denti di cervidi di grande taglia, un metatarso di equide ed un corno di bisonte.

Le analisi sedimentologiche e di facies dell’unità geologica in cui sono stati rinvenuti i resti fossili testimoniano la presenza di un ambiente di rotta e sponda fluviale. L’unita geologica che contiene il giacimento è costituita da una alternanza di sabbie gialle e silt grigio, al cui interno è presente un livello di ghiaietto fine cementato su cui poggiavano i reperti. Nella parte alta dell’unità geologica, la presenza di uno strato fortemente ossidato (paleosuolo ferruginoso legato ad una particolare fase climatica) ha condizionato i processi di fossilizzazione nelle tre difese. L’avorio originario, infatti, è stato pervaso da ossido di ferro e manganese ed ha assunto un colore bruno-rosso più o meno intenso. Inoltre una crosta concrezionata ferruginosa rivestiva le difese del primo individuo, mentre attorno alla difesa del secondo individuo il concrezionamento presentava uno spessore maggiore di aspetto massivo (Agostini et al. 2010a).

Anche se i reperti afferenti ai due individui sono stati recuperati alla stessa quota, la giacitura degli strati – con direzione 70° Ovest, immersione a Sud/Ovest con pendenza di 24° – suggerisce per i reperti recuperati nel 2011 una deposizione ed un’età di poco più antica rispetto al rinvenimento del 2009. I resti fossili rinvenuti nei due siti possono essere riferiti entrambi alla parte finale del Pleistocene inferiore, e probabilmente sono cronologicamente più recenti rispetto a quelli rinvenuti nel sito storico di Madonna della Strada (Fornace Santarelli, Scoppito) dove fu rinvenuto, nel 1954, un analogo esemplare quasi completo di Mammuthus meridionalis tuttora conservato in uno dei bastioni della Fortezza Spagnola a L’Aquila (Maccagno 1958;1962). Quest’ultimo giacimento è stato di recente riferito, sulla base di analisi palinologiche, a circa 1.300.000-1.200.000 anni fa (Magri et al. 2009).       

Silvano Agostini, Maria Adelaide Rossi

Bibliografia / Cartografia

  • Agostini et al. 2010a: Agostini S., Caramiello S., Di Canzio E., Rossi M.A., Berardinelli A., Letta S., Problematiche di recupero e restauro dei resti fossili di Mammuthus meridionalis rinvenuti a L’Aquila località Campo di Pile, in Giornate di Paleontologia X (Università della Calabria, 27-28 Maggio 2010), Riassunti.
  • Agostini et al. 2010b: Agostini S., Di Canzio E., Palombo M.R., Rossi M.A., New data from L’Aquila basin, in Giornate di Paleontologia X (Università della Calabria, 27-28 Maggio 2010), Riassunti.
  • Agostini et al. 2011: Agostini S., Caramiello S., Di Canzio E., Rossi M.A., Recenti interventi di emergenza paleontologica nel territorio aquilano, in “Quaderni di Archeologia d’Abruzzo” 1 [2009], pp. 157-160.
  • Agostini et al. c.s.a.: Agostini S., Palombo M.R., Rossi M. A., Di Canzio E., Tallini M., Mammuthus meridionalis (Nesti, 1825) from Campo di Pile (L’Aquila, Abruzzo, Central Italy), in Proceedings of the Vth International Conference on Mammoths and their relatives (Le Puy-en-Velay, 30 August-4 September 2010), Quaternary International.
  • Agostini et al. c.s.b.: Agostini S., Rossi M. A., Tallini M., Geologia e paleontologia del Quaternario nel territorio aquilano, in Nei dintorni di L’Aquila. Ricerche archeologiche nel territorio dei Vestini Cismontani prima e dopo il terremoto del 6 aprile 2009, Atti del convegno (Roma, 12-13 febbraio 2010).
  • Maccagno A.M. 1958, Relazione sulla tecnica di scavo, restauro e montaggio dell’elefante fossile rinvenuto presso l’Aquila, in “Annuario delle Istituzioni d’Alta Cultura dell’Aquila” 2, pp. 1-14.
  • Maccagno A.M. 1962. L’Elephas meridionalis Nesti di Contrada “Madonna della Strada”, Scoppito (L’Aquila), in “Atti dell’Accademia di Scienze Fisiche e Naturali, Napoli” 4, pp. 1-129.
  • Magri et al. 2010: Magri D., Di Rita F., & Palombo M.R., An Early Pleistocene interglacial record from an intermontane basin of central Italy (Scoppito, L’Aquila), in “Quaternary International” 225, pp. 106-113.