Ancona, Museo Nazionale delle Marche: prima sala della Sezione Romana, la fase ellenistico-romana.

29/12/2011

Marche

Diadema a foglie d’oro con rosetta centrale

È oramai una realtà la prima nuova sala del Museo Nazionale delle Marche, incentrata sulla fase ellenistico-romana di Ankon (Αγκών), nome antico del capoluogo marchigiano, con i corredi provenienti dalle necropoli urbane della città, accompagnati da altri reperti coevi, di carattere monumentale (stele e sfingi, pure funerarie). Si tratta per la maggior parte dei materiali che già sono stati oggetto della mostra "Ori, argenti e avori. Corredi d'élite nell'Ancona ellenistico-repubblicana", inaugurata in occasione della XII Settimana della Cultura (catalogo edito dalla Roberto Scocco Edizioni, Macerata 2010).

Questa nuova sala, dedicata alla memoria di Nereo Alfieri, uno dei massimi studiosi delle Marche antiche e di Ancona in particolare, costituisce una prima risposta all'aspettativa di molti studiosi e appassionati di vedere finalmente aprirsi, sia pure per tappe, la Sezione Romana del Museo.

Come evidenziato dal Soprintendente Giuliano De Marinis, benché gran parte dei materiali fosse già nota dalle pubblicazioni, la loro esposizione al pubblico mancava fin dalla chiusura del Museo stesso per le vicende sismiche del 1972.

Ciò ha richiesto in primo luogo un aggiornamento degli studi, anche alla luce dei nuovi scavi nell'area della Caserma Villarey effettuati pochi anni fa, dei quali per ora si espone una sola ma prestigiosa sepoltura in cui sono presenti tre significative statuette fittili ("Tanagrine") che costituiscono un unicum in questo territorio. È stata inoltre necessaria anche una revisione dei vecchi restauri e l'effettuazione di nuovi interventi.

L'interesse storico-scientifico di questa nuova esposizione museale è molto forte; è il caso di sottolineare come il tipo dei corredi funebri anconetani, in una città già pienamente romanizzata, costituisca, insieme ai segnacoli delle tombe, un vero e proprio unicum non solo nelle Marche, ma in quasi tutta la costa adriatica, almeno a nord della Magna Grecia, e mostri con evidenza gli stretti rapporti della città con il bacino orientale del Mediterraneo, e la sua eccezionale, seppur tardiva, aderenza alle ideologie ed agli stili propri dell'Ellenismo più puro, che, al di là dei singoli reperti, si esprime nel ricercato sfarzo dei corredi stessi, quasi sempre estraneo agli usi romani.

Coppa in vetro a nastri policromi  Medaglione in osso con gorgoneion
 Culmine di fulcrum in osso da un letto funerario Skyphos e brocchetta in argento

Accanto ad oggetti di indiscutibile pregio, come monili in oro di raffinatissima fattura, preziosissimi servizi in argento, decorazioni in osso ispirate ad analoghi modelli in avorio destinate ad ornare letti funerari, raffinate suppellettili in bronzo e ferro e coppe in vetro a mosaico e bande d'oro, sono presenti gli straordinari monumenti funerari cui già si accennava, che segnalavano all'interno della necropoli le sepolture eminenti, come le stele funerarie a edicola e due ipnotiche sfingi.