Anzola: Una mostra e un museo per raccontare la Terramara di Anzola

17/12/2011

Emilia-Romagna

Sabato 17 dicembre 2011 sarà presentata ad Anzola (BO) la nuova sede espositiva del Museo Archeologico Ambientale dell'Emilia; a seguire sarà inaugurata la mostra "Anzola al tempo delle Terramare", esposizione dedicata alla storia del villaggio emiliano risalente all'età del Bronzo.

Tra il XVI e il XII secolo a.C. il territorio emiliano era uno dei più densamente popolati d'Europa; i resti del più antico insediamento umano rinvenuto nel territorio di Anzola presentano però caratteristiche di assoluta eccezionalità, soprattutto per l'area compresa fra Reno e Panaro: la notevole estensione (oltre 13 ettari), la breve vita (circoscrivibile al XIII sec. a.C., prima fase del Bronzo Recente), la complessità della sua attività produttiva registrano una diversificata industria metallurgica e la più antica attestazione di lavorazione in loco della pasta vitrea. Gli studi sulla"terramara", particolare tipo di insediamento di forma quadrangolare circondato da un profondo fossato, hanno permesso di ricostruire vicende e caratteristiche di un nucleo insediativo che aveva raggiunto una certa prosperità grazie alla fertilità del suolo e a una nuova forma di organizzazione sociale ed economica. Le indagini archeologiche su Anzola restituiscono, difatti, l'immagine di una comunità ben organizzata, aperta a traffici e commerci (come dimostrano in modo evidente e suggestivo le perle d'ambra di provenienza baltica rinvenute nel sito), in cui rivestiva particolare importanza l'artigianato (è stata difatti recuperata molta ceramica prodotta in loco mentre ritrovamento di una matrice di fusione attesta a lavorazione del bronzo); un villaggio terramaricolo la cui sussistenza sembra essere legata principalmente alle risorse agricole e all'allevamento (gli studi archeobotanici confermano l'ipotesi di un villaggio circondato da un'ampia area deforestata destinata a pascoli e coltivazioni). Inoltre, all'interno dell'area circoscritta dal fossato sono state trovate tracce di strutture abitative, diversi pozzi, canalette per il drenaggio e la distribuzione dell'acqua e buche di discarica; ma è di assoluta eccezionalità il ritrovamento di uno strumento quasi certamente legato alla lavorazione delle perle di vetro che costituisce la più antica attestazione di lavorazione in loco dell'Italia settentrionale e del Nord Europa.

L'insediamento anzolese è una finestra privilegiata per studiare le dinamiche del popolamento terramaricolo nella sua fase di massima espansione, cui seguirà, nel secolo successivo (XII a.C.), un repentino abbandono. La mostra "Anzola al tempo delle Terramare" illustra così i materiali rinvenuti nella terramara durante le numerose ricerche, condotte nel territorio a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, e apre una serie di finestre su un lontano passato, svelando le testimonianze di un villaggio dell'età del Bronzo celato da una spessa coltre di fango generata dalle alluvioni dei torrenti (Lavino, Ghironda e Martignone).
Altro elemento fondamentale da segnalare nella fortunata vicenda dell'indagine è stato l'interesse degli amministratori locali e della popolazione cittadina, che ha appoggiato nel tempo il progetto di studio e valorizzazione per rendere visibili le testimonianze della vita operosa.

La mostra è promossa da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali, Provincia di Bologna, Comune di Anzola dell'Emilia, Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto e Associazione Centro Agricoltura Ambiente, con il contributo di G.D. e Cogei Costruzioni s.p.a.