Ferrara: “Mettiamo insieme i cocci. Un mosaico per amico”. Esposizione di lacerti musivi realizzati dai disabili psichici del Centro Diurno “Il Convento” di San Bartolo.

02/12/2011

Emilia-Romagna

Ferrara: riproduzione di mosaico

Esposti al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara i mosaici realizzati da un gruppo di pazienti psichiatrici del Centro Diurno "Il Convento" sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.

La piccola mostra, promossa da Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, Gruppo Archeologico Ferrarese e Servizio di Salute mentale dell'Azienda USL di Ferrara con il sostegno di Fratelli Zucchini, è nata nel laboratorio di archeoterapia di "Mettiamo insieme i cocci" che i volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese conducono da tre anni con un gruppo di disabili psichici del Centro Diurno di San Bartolo, con il coordinamento scientifico di Caterina Cornelio, direttrice del Museo.

Collocata al piano terra, al termine del percorso di visita al museo, la mostra espone al pubblico alcune riproduzioni di mosaici pavimentali di epoca romana, realizzate dai pazienti anche con l'utilizzo di tessere recuperate dal GAF durante le campagne di scavo nei comuni di Ro e Copparo, autorizzate e condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna. Sono esposti anche gli "strumenti di lavoro", dal terriccio di scavo ai setacci, dagli attrezzi alle tessere vere o riprodotte dai pazienti, e sarà anche documentato il procedimento complessivo che porta alla ricostruzione del mosaico stesso.

Ferrara: tessere musive

Le decorazioni geometriche sono ispirate ai pavimenti musivi di epoca romana rinvenuti nelle ville di Claterna e di Russi mentre per le tecniche di composizione i volontari del GAF si sono basati sulle informazioni acquisite durante il viaggio compiuto nel 2010 a Madaba, in Giordania, durante il quale hanno potuto visitare la Scuola di Mosaico fondata dal Padre francescano Michele Piccirillo, insigne archeologo prematuramente scomparso, dove lavorano decine di giovani, molti dei quali con disabilità.

Inaugurata il 2 dicembre, alla vigilia della "Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità" celebrata in tutti il mondo per diffondere i temi legati alla disabilità e sensibilizzare l'opinione pubblica ai concetti di dignità, diritti e benessere delle persone disabili, accrescendo la consapevolezza dei benefici che possono derivare dall'integrazione delle disabilità in ogni aspetto della vita sociale, la mostra resterà allestita fino a domenica 8 gennaio 2012. 

Il laboratorio di "Mettiamo insieme i cocci"

Da giugno a settembre 2011 si è tenuto, per il terzo anno consecutivo, il laboratorio di archeo-terapia per gli ospiti della comunità terapeutica "Il convento" a San Bartolo. Ancora una volta i promotori dell'iniziativa sono stati la Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, per conto della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, il Gruppo Archeologico Ferrarese e dirigenti e operatori del Servizio di Salute mentale dell'Azienda USL di Ferrara.

Grande impegno, nuove energie e nuove aspettative sono le caratteristiche di un progetto che, nonostante l'assenza di ogni forma di sostegno economico, i promotori hanno particolarmente a cuore.

Dopo due anni di esperienza di setacciatura di terra di scavo, quest'anno volontari, pazienti e operatori si sono misurati con nuove e impegnative proposte di lavoro, proposte dalla direzione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, che segue scientificamente il progetto, e accolte con grande interesse dagli esperti del servizio di salute mentale.

Sono stati individuati tre ambiti di attività. La setacciatura del terriccio proveniente da una necropoli scavata in provincia di Bologna, con il recupero di semi e pollini per le successive analisi archeobotaniche nel laboratorio di San Giovanni In Persicelo. Il lavaggio e la catalogazione di tessere di mosaico recuperate nella campagna di scavo a Ro ferrarese. La riproduzione di diversi tipi di mosaici di epoca romana con l'utilizzo di tessere realizzate direttamente dai pazienti

Per favorire il buon funzionamento di ciascuna di queste attività si è suddiviso il gruppo di 12 pazienti in tre sottogruppi, in base al livello di concentrazione e abilità, nonché di interesse personale, dimostrati in questi anni di lavoro con i volontari nel laboratorio di archeologia. Quest'anno il Gruppo Archeologico Ferrarese ha inserito a San Bartolo alcuni nuovi volontari dotati di competenze specifiche, quali disegno e restauro.

http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/fe_mostradisabili.htm