Mostra itinerante: "Aquae". La gestione dell'acqua oltre l'Unità d'Italia nella pianura emiliana. Cavamento Foscaglia 1487-2012

18/11/2011

Emilia-Romagna

Aquae. La gestione dell’acqua oltre l’Unità d’Italia nella pianura emiliana.  Cavamento Foscaglia 1487-2012: copertina della guida L'uomo e la storia del controllo e del governo delle acque nel paesaggio padano nella mostra itinerante nata per celebrare il 525° anniversario dello scavo del grande Canale Collettore delle Acque Alte voluto dagli Estensi di Ferrara e dai Bentivoglio di Bologna. Una rilettura dell'evoluzione dei processi di regolamentazione dei regimi idrici si accompagna a un viaggio nel tempo, dall'Età del Bronzo alle grandi ristrutturazioni agrarie di Etruschi e Romani, dunque con l'archeologia a rivestire un ruolo da protagonista.

La mostra ripercorre le trasformazioni di una parte del paesaggio padano, documentando attraverso reperti, mappe, carteggi e materiale iconografico la gestione e tutela delle acque, dalla preistoria ai giorni nostri, nei territori oggi di pertinenza del Consorzio di Bonifica. Particolare attenzione è rivolta alla romanizzazione della pianura, con una finestra sulla centuriazione, tipica forma di governo del territorio che in vaste zone della pianura padana si è mantenuta fino ad oggi. Con la caduta dell'impero romano, muta completamente l'assetto paesaggistico del territorio: vaste zone sottratte al controllo dell'uomo subiscono un progressivo impaludamento. Nascono così insediamenti fortificati (castra), circondati da canali e fossati. Solamente con la fine del Medioevo riprendono le attività di bonifica e riordino della pianura, che interessano anche una vasta area localizzata ai lati del Panaro: all'interno di questa fase ricade il trattato stipulato nel 1487 fra Giovanni II Bentivoglio e Ercole I d'Este per la realizzazione della prima imponente opera di bonifica idraulica, il Cavamento Foscaglia, meglio noto come Collettore delle Acque Alte.

Scavi sul Cavamento Foscaglia
Scavi sul Cavamento Foscaglia 

L'esposizione passa in rassegna anche i territori dei Pico e dei Gonzaga che adottavano il sistema dei "serragli" per arginare l'invasione delle acque.

Tutto questo anticipa una vera e propria politica nazionale di miglioramento fondiario che approda in età moderna alle opere di bonifica e alle istituzioni consorziali nate dal confronto fra interesse pubblico e privato e giunte, con i necessari aggiornamenti e ammodernamenti, sino a oggi.

 

L’allestimento espositivo della prima tappa nella Chiesa di Sant’Apollinare a San Giovanni in Persiceto (BO)
L'allestimento espositivo della prima tappa nella
Chiesa di Sant'Apollinare a San Giovanni in Persiceto (BO)

Nella seconda tappa (Nonantola - MO, Chiesa di Santa Maria fuori le mura, Via Vittorio Veneto, 13 novembre 2011-26 febbraio 2012), il percorso espositivo è integrato da pannelli dedicati alla gestione delle acque nel territorio nonantolano e alla Partecipanza agraria di Nonantola. Uno degli approfondimenti più interessanti fa riferimento al primo documento relativo all'attuale Canal Torbido, un discusso diploma risalente al 752, con cui il re longobardo Astolfo concede a S. Anselmo, fondatore della chiesa e del monastero di Nonantola, la Selva Gena, attraversata dall'omonimo corso d'acqua indicato nella cartografia antica con il nome di Gena o Zena, che prenderà in seguito il nome di Canale di Nonantola e infine di Canal Torbido.

Il Canal Torbido oggi
Il Canal Torbido oggi

La rivisitazione di un sistema così complesso ha richiesto un'ampia convergenza di ricerca, approfondimenti e condivisione delle informazioni in cui l'archeologia ha portato il contributo di scienza che indaga e ricostruisce la storia del paesaggio nella sua interezza.

La mostra Aquae è quindi frutto della collaborazione non solo di più soggetti istituzionali ma anche di diverse competenze professionali.

Archeologi, archivisti, storici, esperti di tutela del patrimonio culturale e salvaguardia del territorio hanno ridato sostanza e compattezza conoscitiva a una trama di rimandi e relazioni sul tema dell'acqua, realizzando un percorso versatile che sarà riallestito con lievi modifiche presso le altre sedi del Consorzio di Bonifica Burana: dopo San Giovanni in Persiceto e Nonantola, la mostra proseguirà a Sant'Agata Bolognese e Crevalcore, nella bassa modenese (Finale Emilia, Mirandola), ferrarese (Bondeno) e mantovana per approdare a Modena e in seguito ai comuni della montagna (Pavullo nel Frignano, Sestola, ecc.), arricchendo il proprio percorso con approfondimenti mirati. Una vera e propria mostra itinerante che attraversa come un corso d'acqua tutte le sue realtà.