Ustica: Il nuovo Museo Civico Archeologico

24/10/2011

Sicilia

Ustica: Museo civico archeologico: catalogo Inaugurato il 17 settembre il nuovo Museo Civico Archeologico di Ustica intitolato a padre Carmelo Seminara da Ganci, primo scopritore e sostenitore dell'archeologia di Ustica.

L'esposizione comprende una selezione significativa di reperti della Media Età del Bronzo (1400-1200 a.C.): suppellettili domestiche destinate alla conservazione, alla preparazione, cottura e  consumo degli alimenti, ma anche ritrovamenti connessi alla produzione metallurgica, utensili d'ossidiana, di monili e oggetti di materiale vario (pietra, bronzo, terracotta). I materiali provengono dalle indagini effettuate dalla Soprintendenza di Palermo tra il 1974 e il 2003 nell'insediamento preistorico del Villaggio dei Faraglioni, abbandonato improvvisamente nel XII sec. a.C., per calamità naturali.

 Ustica: Materiali dall’insediamento del Villaggio dei Faraglioni, media età del Bronzo

Ustica: Materiali dall’insediamento del Villaggio dei Faraglioni, media età del Bronzo

Museo archeologico di Ustica: Pannello illustrativo della sede museale

 All'età storica è dedicata un'intera sezione del nuovo Museo, ove sono custoditi materiali di età ellenistica e romana relativi alla seconda fase di occupazione di Ustica, durata circa dieci secoli a partire dalla fine del IV sec. a.C.: particolarmente rilevanti l'abitato sulla Falconiera e le necropoli ad esso connesse e, per l'età tardoantica, le tombe ipogeiche scavate sul costone del promontorio della Falconiera.

Il nuovo Museo ha sede in un luogo di forte valenza simbolica, "Il Fosso", sul costone che domina la Cala di Santa Maria: si tratta di "cameroni" destinati a quei confinati che trasgredivano il regolamento, un luogo di sofferenze e di soprusi utilizzato fin da epoca borbonica e ancora nei primi decenni del novecento, quando i confinati comuni furono trasferiti in altre isole per far posto ai politici antifascisti. Una parentesi che durerà dal '26 al '28. Quando il 7 dicembre 1926, Antonio Gramsci giunse a Ustica, i ‘politici' presenti sull'isola erano poco più di una decina, ma nel giro di qualche mese diventarono oltre seicento, un gruppo di uomini che diedero vita anche ad attività sociali. Il confino, così, finì con l'essere anche un'esperienza costruttiva di cui l'isola conserva viva la memoria. Il recupero e il restauro di questo luogo ha rappresentato l'occasione per riappropriarsi di una memoria che affonda le sue radici in molti millenni di storia.

L'iniziativa è stata promossa dalla Regione Siciliana -  Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana - Dipartimento dei Beni Culturali e dell'identità siciliana - Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo.