Archeologia in terra di lavoro. Strategie e prospettive tra tutela e comunicazione. Presentazione del libro “La terra nera degli antichi Campani” di Stefano De Caro e del laboratorio “Dei ritratti”, un'ipotesi di allestimento.

Santa Maria Capua Vetere (CE) - Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta

2012 - Inaugurazione mostra: presentazione libri

Museo dell'Antica Capua, 'Terra di Lavoro', Testa di Ercole

Venerdì 5 ottobre 2012 alle ore 17.00 al Museo Archeologico dell’Antica Capua a Santa Maria Capua Vetere, Gregorio Angelini, Adele Campanelli, Adriano La Regina, Giuliana Tocco e Fausto Zevi presenteranno il volume “La terra nera degli antichi Campani” di Stefano De Caro, edito da arte’m. Sarà presente l’autore. Interverranno per salutare il pubblico il sindaco di Santa Maria Capua Vetere e il presidente della Camera di Commercio di Caserta.

A seguire Luigi Malnati, Direttore Generale per le Antichità, illustrerà il “work in progress” della carta archeologica dell’Antica Capua, a cura di Valeria Sampaolo e Francesco Sirano, e il laboratorio “Dei ritratti”, a cura di Adele Campanelli e Francesco Sirano, una proposta di allestimento della sezione romana del Museo Archeologico dell’Antica Capua.

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Il racconto storico del Museo dell’Antica Capua si interrompe al momento corrispondente alla punizione inferta da Roma a seguito del sostegno ad Annibale da parte dei Campani. Se l’aristocrazia capuana fu decimata, a partire dal II  secolo a.C. la città fiorì tanto da giustificare la definizione ciceroniana di altera Roma. Centinaia di sculture, iscrizioni, mosaici, affreschi, ceramiche, monete, materiale fittile sono conservati nei depositi in attesa di contribuire a ricostruire ed illustrare l’affascinante racconto storico di Capua romana. La mostra propone una scelta minima, ma significativa, di alcune sculture di divinità ed eroi datate dal I secolo a.C. al II d.C. per la prima volta presentate al pubblico. Sebbene le circostanze di ritrovamento non siano state registrate per tutti i reperti, la scelta esemplifica statue originarie tanto da edifici pubblici, quanto da contesti domestici.

Nella inusuale e stimolante cornice di un deposito di materiale archeologico per l’occasione riportato alla sua più genuina funzione di laboratorio, il pubblico incontra marmi di dimensioni colossali e di eccezionale qualità artistica, come le teste di Ercole a riposo e dell’eroe ateniese del tipo cosiddetto del Re di Monaco; statuette di piccolo formato, arredo di lussuosi ambienti e di giardino, come l’Attis parte di un trapezoforo e il Dioniso arcaizzante tipo Braschi; sculture ideali che ripropongono con intonazione di rara eleganza il tipo dell’Afrodite pudica e la testa di un Apollo citaredo. Infine, in un ambiente contiguo ma distaccato dai precedenti, in un’atmosfera di intima partecipazione, il visitatore è posto a confronto con una splendida quanto enigmatica statua di giovane assiso recuperata nel corso di uno scavo di emergenza (2009), ispirata allo stile in voga tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., e che sembrerebbe essere stata scolpita ancora nel I secolo a.C..

Museo dell'Antica Capua, 'Terra di Lavoro', Testa di Eroe atenieseLo scopo della mostra è consentire al pubblico di partecipare e ri-costruire, secondo le proprie inclinazioni, il processo di formazione della conoscenza critica di un monumento antico dal suo ritrovamento all’esposizione. Si tratta di un laboratorio il cui solo allestimento ha già raggiunto il primo ragguardevole risultato sul personale interno a vario titolo implicato, creando un gruppo di lavoro che ha messo in comune un metodo. Su questa base si offrono ipotesi di esposizione, multipli stimoli didattici, visuali, suggestioni dal contesto ambientale, dati scientifici, spunti di studio e riflessioni poetiche sui soggetti presentati. Non si tratta di esporre i risultati sia pure parziali di una ricerca, ma piuttosto di invitare il pubblico a ripercorrere anche fisicamente alcuni spazi e ad accompagnare alcune delle numerose operazioni necessarie per giungere dal ritrovamento di un reperto archeologico a proposte di allestimento meditate, sedimentate, per quanto possibile condivise e, soprattutto, in grado di comunicare e di ottenere una reazione anche emozionale da parte dei fruitori.

Francesco Sirano

sba-sa.smariacapua@beniculturali.it; sba-sa.promozione@beniculturali.it; press@arte-m.net

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