Palestrina (RM), Museo Archeologico Nazionale: primo bilancio della mostra ""La fondazione di Praeneste e Tusculum e lo sguardo del viaggiatore del Grand Tour"

Palestrina - Sistema Museale Territoriale dei Castelli Romani e Prenestini — Museumgrandtour / Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio

2012 - Lazio

Palestrina - "Grand tour" - ferma trecce d’oro dalla tomba del Vivaro

Il 25 marzo si è chiusa la mostra, ospitata nel Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, "La fondazione di Praeneste e Tusculum e lo sguardo del viaggiatore del Grand Tour", sezione della mostra diffusa “Oltre Roma: nei Colli Albani e Prenestini al tempo del Grand Tour” organizzata nel periodo dal 21 gennaio al 25 marzo dal Sistema Museale Territoriale dei Castelli Romani e Prenestini – Museumgrandtour con la partecipazione fondamentale della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio e importanti prestiti da altri Musei. Tale mostra si è articolata in dieci sedi museali situate nei Comuni che fanno parte del circuito del sistema.

Palestrina - Fig. 1 - La sezione storico-artistica della mostra

Palestrina - Fig. 2 - La sezione archeologica della mostra

Filo conduttore è stato il “Grand Tour”, il lungo viaggio di studio e di svago che i giovani aristocratici europei intraprendevano in Italia a partire dal XVII secolo. I Castelli Romani e Prenestini ne rappresentavano una delle tappe più interessanti e dense di storia: la vicinanza con Roma, la storia dei popoli che li hanno abitati, le architetture rinascimentali e barocche, rendevano questi luoghi ambite mete di studio, di villeggiatura o di curiosità per i viaggiatori. Le suggestioni colte dai visitatori del passato nel corso del viaggio sono dunque state riproposte dalla mostra.

Palestrina -     Palestrina -     Palestrina -

Figg. 3-5 - La Fibula Prenestina (Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”); Patera d’argento dalla tomba Castellani (Musei Capitolini); Fiasca di Capodanno dalla Collezione Castellani (Musei Capitolini)


La mostra allestita a Palestrina ha voluto ricostruire questo sguardo dei viaggiatori del tempo del Grand Tour sulle due importanti città latine, accomunate dalla figura del mitico fondatore Telegono, figlio di Ulisse e Circe. Come documenta già la brochure breve, lo ha fatto raccogliendo immagini e documenti di quel periodo (Fig. 1), che rappresentano significative testimonianze sui due centri e sui miti delle loro origini. Inoltre quel punto di vista è stato messo a confronto con i dati di cui si dispone oggi, a seguito di campagne di scavo e di ritrovamenti fortuiti (Fig. 2).

Palestrina - Sono stati esposti anche importanti reperti archeologici, che documentano l’esistenza di Praeneste e Tusculum fin dalle prime fasi laziali e la straordinaria fioritura dei Colli Albani e Prenestini nel periodo orientalizzante, come le preziose oreficerie ed i corredi della tomba del Vivaro (Figg. 6-7) e della tomba Castellani.

                   Fig. 6 - Corredo della Tomba del Vivaro di Rocca di Papa (Museo delle Navi Romane di Nemi)

Terminato il periodo espositivo, è possibile tirare un primo bilancio per quanto riguarda questa sezione predestina.

I visitatori dal 21 gennaio al 25 marzo sono stati in tutto 3.483, di cui: paganti 787, ridotti 126 e gratuiti 2.570. L'incremento medio è più del 20% rispetto agli anni precedenti nello stesso periodo; e va considerato che si tratta di un periodo sostanzialmente invernale, peraltro solitamente interessato solo in misura ridotta dal turismo scolastico. Ma va inoltre considerato che i primi giorni di apertura della mostra hanno coinciso con l’inizio del massimo rigore meteorologico, culminato con la ben nota “emergenza neve” che, tra i molti disagi generali e particolari in Palestrina, ha indotto una chiusura del Museo Archeologico Nazionale per ben dieci giorni e, in generale, ha rallentato i flussi potenziali di visitatori.Palestrina -

                                Fig. 7 - Ferma trecce d’oro dalla tomba del Vivaro (Museo delle Navi Romane di Nemi)

Ciò nonostante, resta l’eco di una mostra che ha consentito l’esposizione di alcuni reperti, come la Fibula Prenestina (Fig. 3), che sono tornati a Palestrina per la prima volta dopo la loro scoperta avvenuta nel XIX secolo, mentre altri, ancora inediti, hanno rappresentato una vera anteprima.

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