Ercolano, area archeologica: progetti per la fruizione, primo bilancio del 2011

Ercolano

- Campania

Ercolano, panoramica degli scavi, con la città moderna alle spalle.In questo scorcio iniziale del 2012 è possibile tentare un primo bilancio su quanto avvenuto nel sito di Ercolano nell’anno da poco trascorso.

Il 2011 ha visto una serie di interventi sull’area archeologica, iniziati da anni nell’ambito di un ampio piano di recupero, culminare nella riapertura del Decumano Massimo, la strada principale dell’antica città, il 19 aprile in occasione del primo decennale di attività dell'Herculaneum Conservation Project (HCP), il progetto di collaborazione in atto fra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, il Packard Humanities Institute e la British School at Rome per la salvaguardia dell'antica città. Si tratta di una cooperazione pubblico-privata senza precedenti che, grazie all’impegno nel lungo periodo, è riuscita ad affrontare con un piano organico il grave degrado in cui versava il sito archeologico alla fine del XX secolo.

La riapertura del Decumano Massimo, come conclusione di quella serie di imponenti lavori realizzati negli ultimi anni con fondi europei nell’ambito del POR Campania 2000-2006 e quindi con gli interventi dell’HCP, finanziati dal Packard Humanities Institute ed attuati dalla British School at Rome, ha segnato l'ultima tappa nel processo di progressiva restituzione al pubblico godimento del sistema viario urbano, eliminando le barriere ed i divieti degli ultimi decenni. Per la prima volta dagli anni ‘80, infatti, le strade dell’antica Ercolano sono ora tutte aperte al pubblico. Il progetto Ri-aprire Ercolano continuerà nei prossimi anni con la riapertura di ulteriori aree di visita, tra cui la Casa del Rilievo di Telefo e l’Antica Spiaggia con il suo percorso che condurrà fino alla Villa dei Papiri. Pannello ligneo del controsoffitto del tetto del Salone dei marmi della Casa del Rilievo di TelefoMolte delle iniziative avviate nell'ultimo decennio grazie all'Herculaneum Conservation Project sono potenzialmente applicabili ad altri siti archeologici: la messa in sicurezza di un sito a rischio, il miglioramento dell’accesso, un sistematico drenaggio delle acque, l’ottimizzazione delle risorse finanziarie e professionali e l’approccio conservativo verso i restauri precedenti, il rilancio di un criterio sistematico nella manutenzione programmata dopo un’interruzione di quasi cinquanta anni sono infatti solamente alcuni esempi di quanto realizzato in dieci anni ‘sul campo’ a Ercolano.

L’evento della riapertura ha avuto ampia risonanza sulla stampa nazionale, oltre che locale, con un’attenzione che è continuata nei mesi successivi, estendendosi anche a testate internazionali sino a luglio, momento della messa in onda da parte della RAI di un ampio servizio televisivo dal taglio scientifico-divulgativo.

Il mese di luglio, con quello di agosto, hanno anche offerto dati incoraggianti, con un incremento di visitatori superiore al 15%, nonostante l’annunciarsi della grave crisi economica internazionale.
L’intervento è stato infine ulteriormente migliorato con l’apertura, il 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, del percorso multi-sensoriale per ipovedenti, la cui guida è scaricabile gratuitamente dal sito della Soprintendenza in formato testuale e presto lo
sarà anche in formato audio, e dei nuovi percorsi per persone con disabilità motoria, realizzati con un intervento di colmatura degli avvallamenti ed eliminazione dei dislivelli:
un primo itinerario consente ai visitatori di entrare nella zona degli edifici pubblici della città romana, dove si trovano la Basilica Noniana e la Sede degli Augustali, e di proseguire poi lungo il Decumano Massimo, mentre un altro è un percorso “domestico”, che offre la possibilità di affacciarsi nelle case antiche, visitare la Casa del Tramezzo di Legno e assistere ai lavori di conservazione attualmente in corso.
Anche questa iniziativa ha trovato larga eco sui mezzi di informazione, a cominciare ovviamente da quelli più vicini al mondo della disabilità, culminata con la puntata della trasmissione radiofonica “Conversazioni d’arte” del 30 novembre 2011 sulla web radio dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Ercolano, veduta del Decumano Massimo dopo la riapertura

Riassumendo, il 2011 ha presentato per Ercolano diversi aspetti positivi:
    la visibilità concreta del decennale lavoro dell'Herculaneum Conservation Project;
    l’inversione di tendenza nello stato di manutenzione del sito;
    la continuità progettuale volta alla fruizione da parte di ogni tipo di pubblico;
    la presenza qualificata sui mezzi di comunicazione di massa;
    l’incremento di visitatori.


Herculaneum Conservation Project

L’Herculaneum Conservation Project (‘HCP’)ha preso vita nel 2001 per iniziativa di David W. Packard, Presidente del Packard Humanities Institute, una fondazione statunitense senza scopo di lucro, con l’intento di sostenere lo Stato Italiano, tramite la Soprintendenza Archeologica di Pompei (dal 1 Aprile 2008 Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei), nella conservazione di un sito archeologico di inestimabile valore ma di grande fragilità. Dal 2004 il progetto è stato portato avanti con il contributo della British School at Rome, grazie a un contratto di sponsorizzazione stipulato con la Soprintendenza. L’HCP è composto da un gruppo interdisciplinare di numerosi specialisti e imprese, prevalentemente italiani. La supervisione delle sue attività è curata da un Comitato Scientifico, guidato dalla Soprintendenza e costituito da esperti italiani ed internazionali nel campo dell’archeologia e della conservazione. Il progetto è diretto da Andrew Wallace-Hadrill, ex Direttore della British School at Rome, e attualmente Rettore del Sidney Sussex College di Cambridge. La programmazione, la realizzazione degli interventi e l’attività di monitoraggio del team sono  coordinate da un “gruppo operativo” costituito da funzionari della Soprintendenza (Maria Paola Guidobaldi, Direttrice degli Scavi di Ercolano e Responsabile del Contratto di sponsorizzazione; Valerio Papaccio, Architetto Capo del Servizio e dell’Ufficio Tecnico  della sede pompeiana della  Soprintendenza; Giuseppe Zolfo, Restauratore Conservatore degli Scavi di Ercolano) e dal Project Manager dell’HCP, l’architetto Jane Thompson.
L’HCP ha gestito le più urgenti minacce alla sopravvivenza del Sito focalizzando l’attenzione sulla soluzione di problemi infrastrutturali come il ripristino delle coperture e il drenaggio delle acque. Ha cercato di individuare in maniera scientifica quali siano i rischi critici per la conservazione e quali siano le migliori metodologie per eliminarli o ridurli. L’HCP ha posto l’accento sull’importanza della manutenzione programmata attraverso lo sviluppo di programmi sostenibili anche nel futuro. Nel corso dei lavori sono state inoltre compiute molte scoperte archeologiche che hanno gettato nuova luce sulla storia del Sito.
Il Contratto di sponsorizzazione, rinnovato il 6 Agosto 2009, con rilevanti approfondimenti rispetto alla prima stesura del 2004, affinché l’azione congiunta del partner pubblico e di quello privato per la manutenzione del sito sia sempre più efficace, prevede, fra l’altro, che la BSR at Rome si impegni non solo a realizzare direttamente opere di conservazione, ma anche a eseguire progettazioni per conto della Soprintendenza che, sempre sulla base di quanto stabilito dal contratto, appalterà le opere così progettate. In questo ambito di applicazione, 4 progetti di manutenzione straordinaria su mosaici, strutture, coperture e apparati decorativi parietali sono stati predisposti dallo sponsor e consegnati nel 2010 alla Soprintendenza per i relativi appalti, ora conclusi, e per l’imminente apertura dei cantieri, mentre sono stati appena consegnati altri 3 progetti esecutivi cantierabili che la Soprintendenza appalterà tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012: fra questi un imponente lavoro per  la completa valorizzazione dell’antica spiaggia con  ricongiungimento alla visita della Villa dei Papiri attraverso il tunnel posto al di sotto di Vico Mare.