Alla scoperta del TIBET. Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani

Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'

5 dicembre 2014 - 8 marzo 2015 - Mostra

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Mostra

Alla scoperta del TIBET

Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani

Apertura al pubblico: 5 dicembre 2014 - 8 marzo 2015

La cultura tibetana e la sua tradizione artistica erano virtualmente sconosciute in Occidente fino alle otto importanti spedizioni che vi condusse Giuseppe Tucci, fondatore della moderna Tibetologia, tra il 1926 e il 1948. Le sue ardite spedizioni sul “ Tetto del Mondo”, grazie anche alla sua profonda conoscenza della lingua e della cultura locale possono essere considerate un lascito scientifico che ancora oggi è il fondamento delle ricerche su questo lontano Paese. I materiali che egli selezionò con grande acume scientifico e raccolse con amorevole cura, furono portati in Italia, grazie alla benevolenza del Governo locale, oggi accessibili al Pubblico e agli Studiosi nel Museo che porta il suo nome.

La mostra, organizzata in collaborazione con University of Vienna CIRDIS, Center for Research and Documentation of Inner and South Asia, Austrian Academy of Sciences Institut für Kultur- und Geistesgeschichte Asiens, e FWF: Der Wissenschaftfonds, Vienna, presenta due filoni di indagine: da un lato la storia delle esplorazioni di Giuseppe Tucci, così come la raccontano le fotografie d’epoca, dall’altro quella che narrano i capolavori pittorici tibetani databili tra XI e il XVIII secolo, documenti di vita religiosa, interpretati alla luce della prospettiva storica. La mostra si sviluppa attraverso tre sezioni:

Le spedizioni Tucci [1926-1948]: presenta quaranta fotografie scelte tra le oltre ventimila che compongono l’Archivio Tucci, eseguite da diversi fotografi che lo accompagnarono, tra i quali ricordiamo Eugenio Ghersi (Tibet occidentale [1933], Nepal [1935]), Fosco Maraini (spedizione nel Gyantse [1937]) e Felice Boffa (Tibet centrale [1939]). Le fotografie guideranno il visitatore in un viaggio nel Tibet tradizionale, preziosa testimonianza dei monumenti e dei monasteri oggi in parte scomparsi o in rovina.

Capolavori di pittura tibetana: comprende una scelta dalla collezione di thangka tibetane, portate da Giuseppe Tucci ed oggi facenti parte delle raccolte del Museo che porta il suo nome. Tale collezione è considerata la più importante raccolta di dipinti su stoffa, conservata in un Museo statale. Per la mostra sono stati scelti 59 esemplari databili tra il XIV e il XVIII secolo, due manoscritti illustrati dell’XI secolo e due dipinti murali del XV secolo, in rappresentanza dei più importanti stili artistici e regionali del Paese. Molti dei dipinti, provenienti dal Tibet Centrale ed Occidentale sono di ispirazione buddhista, ma sono anche presenti dipinti Bön. I dipinti scelti si riferiscono a due grandi temi: da un lato il mondo del Divino e dall’altro i ritratti di personaggi storici, quali i maestri spirituali e i committenti. I dipinti, esposti in due sub-sezioni (Il Sentiero dei Sutra e Il Sentiero dei Tantra) comprenderanno rappresentazioni del Buddha, di altre divinità e di importanti Lama, venerati da tutti i Buddhisti, immagini dei mandala e delle divinità protettive, connesse alle pratiche esoteriche e utilizzate solo dagli iniziati.

Conservazione dei dipinti e delle cornici tessili: sarà riservata al lungo e certosino lavoro di restauro, condotto dal Laboratorio di Restauro e Conservazione del Museo da M. Eclisse coadiuvato da L. Iacuitti e D. Queloz e di analisi non distruttive, condotte dall’ICCROM, dall’ENEA e dall’Istituto Superiore di Conservazione e Restauro di Roma. Il restauro delle cornici tessili è stato condotto invece presso il Laboratorio di Restauro dei Tessuti di Palazzo Pitti a Firenze. I dipinti tibetani esposti per centinaia di anni all’adorazione o alla meditazione dei fedeli infatti presentavano sia la superficie dipinta, sia le cornici tessili ed i veli rovinati dalla polvere e dalla fuliggine prodotta dalle lampade a combustione di burro.

mn-ao.direzione@beniculturali.it

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