La danza cosmica nel pensiero sapienziale indiano

Roma, Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico "Luigi Pigorini" - Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico "Luigi Pigorini"

27 settembre 2014 - Conferenza spettacolo

La danza cosmica

"LA DANZA COSMICA" nel pensiero sapienziale indiano 
conferenza-spettacolo 

Conferenza a cura del prof. Mauro Bergonzi (Università L'Orientale di Napoli)

Dimostrazione di danza classica indiana Bharata Natyam 
a cura di Lucrezia Maniscotti (Member of the International Dance Council CID –Unesco and ABHAI Association of Bharata Natyam Artist of India)

La "danza cosmica" nel pensiero sapienziale indiano
a cura del prof. Mauro Bergonzi

Mauro Bergonzi è docente di Religioni e Filosofie dell'India presso l'Università degli Studi di Napoli - L'Orientale- e socio analista del Centro Italiano di Psicologia analitica. A partire dagli anni 70 ha approfondito i percorsi meditativi di varie tradizioni orientali con uno spirito libero da dogmi e adesioni confessionali. Determinante è stato il suo incontro con gli insegnamenti di Nisargadatta Maharaj, J. Krishnamurti e T. Parsons. Da diversi anni conduce gruppi di -condivisione dell'essere- (sta-sang) a Roma e a Bologna. Tra le sue opere ricordiamo: Il sorriso segreto dell’essere, edito da Mondadori.

LA DANZA COSMICA
Dimostrazione a cura di Lucrezia Maniscotti


“Śiva è Kāla, il Nero, il Tempo, (..) l’Eternità. Nelle vesti di Naţarāja, Re dei danzatori, i suoi gesti selvaggi e pieni di grazia, danno impulso all’illusione cosmica; le sue gambe e le sue braccia fluttuanti e l’oscillazione producono –anzi sono – la continua creazione distruzione dell’universo, dove la morte controbilancia esattamente la nascita e l’annientamento è la fine di ogni divenire. La coreografia è la ruota del tempo.” Heinrich Zimmer


Il teatro danza classico indiano trova nella figura di Naţarāja e della sua danza cosmica, l’icona rappresentativa degli elementi che compongono quest’arte scenica: un incessante turbine di movimenti ritmici e pose che si alternano a racconti di miti e storie dove i temi morte/nascita e meravigliosa contemplazione di essi sono centrali.
Lo stile Bhārata Nāţyamha origini molto antiche, ma si delinea nella forma attuale solo nei primi decenni del Novecento attraverso un’opera di codificazione e sistematizzazione attuata da alcuni studiosi e intellettuali dell’epoca insieme ai maestri sopravvissuti al declino della tradizione.
Caratterizzata da un controllo di tutta la muscolatura che inserisce il corpo in forme geometriche precise e stilizzate, Bhārata Nāţyamè conosciuta per gli intricati giochi ritmici e per la capacità di farsi teatro di narrazione dove il danzatore diventa a sua volta i personaggi che interpreta, così come i luoghi che descrive o i sentimenti che incarna.
Il punto di vista è quello del devoto che si meraviglia davanti alle imprese delle divinità o degli eroi espressi, o più semplicemente gioisce della forza della danza e cerca di portare con sé lo spettatore al godimento del rasa, l’esperienza estetica, finalità delle arti indiane.
Lo spettacolo, come tradizione, inizierà con un’invocazione a Ganeşa, il dio dalla testa d’elefante, Signore dei buoni inizi, per proseguire con la visualizzazione della magnificenza della danza cosmica di Śiva.
Le liriche dicono che la sua forma è senza inizio e senza fine, dunque eterna, ecco così la descrizione del suo corpo: i capelli ondeggianti al vento, il terzo occhio spalancato che incenerisce, il corpo coperto di cenere, la Ganga che sgorga dai capelli, i serpenti che adornano il suo corpo, la pelle di tigre come abito e quella d’elefante come mantello. La stanza successiva descrive lo splendore della sua immagine danzante, dei suoi campanelli sonanti, della sua gola blu ed infine di come tutto l’universo, compreso le sue ghirlande di teschi, saltano e tremano alla sua danza.

Concluderemo con un momento di danza pura, astratta, molto ritmica, per terminare e lasciare negli spettatori qualche attimo di gioia e bellezza.


Lucrezia Maniscotti. Laureata in Indologia presso l’Università degli Studi di Milano. Diplomata in Bharata Natyam presso la scuola Bharata Choodamani di Chennai diretta dal guru Padmashri Adyar K. Lakshman. In India studia canto carnatico e solfeggio ritmico con Seetharama Sharma e espressività con Indira Kadambi. Debutta al tempio Kapalishwara di Chennai nel 2009 e da allora, si esibisce regolarmente sia in India che in Italia. Fondatrice dell’associazione Sagome Teatro per la promozione delle arti sceniche indiane, è danzatrice e coreografa del gruppo DuniaTrio e della compagnia Mallika. Nel 2008 vince la borsa di studio eccellenze internazionali (Unimi e Cariplo), nel 2010 la borsa di Milapfest.

Organizzazione: Roberta Parravano e Luigi Capano

  

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