Il restauro valorizza il patrimonio artistico. Inaugurazione del restauro della Rocca di Pietracassa a Lajatico (PI)

Lajatico, Teatro comunale

17 maggio 2014 - Inaugurazione

Con l’evento del 17 maggio si conclude un ciclo di lavori, iniziato nel 2011 nella fase esecutiva dopo anni di progettazione e preparazione, che ha portato al restauro estensivo e al recupero alla fruizione della Rocca di Pietracassa, un monumento straordinario per la sua storia e per il fascino del paesaggio che domina, dall’Appennino sino a Volterra e al mare dell’Elba.

Voluto dall’Amministrazione Comunale di Lajatico, con il contributo della Regione Toscana e della Banca Popolare di Lajatico, il progetto – firmato dall’architetto Nicola Gallo, che ha anche diretto i lavori – ha previsto, sin dalle fasi iniziali, l’indagine archeologica dell’area interessata daille attività di restauro, quale elemento di conoscenza essenziale per la concreta attuazione di un restauro filologico. La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ha assicurato la direzione scientifica, mentre l’attività sul campo è stata curata da Renato Guerrucci e Lorenzo Bacci.

Lo scavo ha confermato le complesse vicende del monumento, dalle prime fasi di vita nel XII secolo sino ai rinnovamenti tra Due- e Trecento, legati alla consorteria gentilizia pisana dei Gaetani, che ne fecero un punto di riferimento essenziale nella loro ambigua politica degli ultimi anni del Trecento, oscillante fra la lealtà a Pisa e l’opportunistica adesione a Firenze, fino alla conquista di Pisa da parte di Firenze nel 1406 che rese superato il ruolo strategico di un ‘castello di confine’, quale era stato per più di tre secoli Pietracassa, fra Pisa, Volterra, infine Firenze.

L’acquisizione più emozionante dell’indagine di scavo è stata tuttavia offerta dalla possibilità di incrociare l’evidenza stratigrafica e delle strutture con i dati delle fonti documentarie relative all’ultima fase di vita di Pietracassa, durante la ‘guerra di Pisa’ che trasformò di nuovo il Valdarno e la Valdera in un teatro di feroci scontri fra gli insorti di Pisa e Firenze, dal 1494 alla definitiva riconquista di Pisa nel 1509.

Se indagini d’archivio potranno offrire dati ancor più puntuali sul ruolo svolto da Pietracassa in quel conflitto, due lettere di Piero Capponi del 1495 dimostrano che i Fiorentini  vi individuarono un perno nella loro strategia di riconquista della Valdera; ma anche nelle ultime fasi della guerra, quando ormai il territorio pisano era stato quasi interamente riconquistato, il presidio della Rocca rimase un fattore irrinunciabile nella strategia fiorentina.

L’epistolario dei congiunti di Michelangelo Buonarroti, disponibile anche in rete (http://www.memofonte.it/autori/carteggio-indiretto-michelangelo-buonarroti-1475-1564.html), conserva infatti lettere inviate da Marsilio Uguccioni, ‘castellano di Pietracassa’ nel 1507 a Giansimone Buonarroti, la prima delle quali concede un’impressionante immagine della rocca, posta «su un poggio che se ne va alle stelle» in un paesaggio di selve popolato solo da cinghiali e caprioli: un vero e proprio ‘Forte Bastiani’ di una guerra ormai alla fine.

Lo scavo, con l’evidenza di uno strato con materiali ben databili negli anni intorno al 1500, ha consentito di ‘entrare’ negli acquartieramenti del presidio fiorentino, disposti in un ambiente realizzato a ridosso delle mura, in cui le due torri (poligonale e rettangolare) d’impianto medievale erano state adeguate con lavori alle feritoie per l’impiego delle armi da fuoco; il forno da pane emerso dallo scavo e restaurato è una dotazione essenziale di questa rinnovata struttura.

Pietracassa_area caserma rinascimentale e fornoPietracassa_feritoie torre rettangolare
Pietracassa: caserma rinascimentale e fornoPietracassa: feritoie torre rettangolare
Pietracassa_torre poligonalePietracassa_graffita
Pietracassa: torre poligonalePietracassa: graffita

È impegno condiviso tra Soprintentendenza e Amministrazione Comunale far rivivere questa pagina della storia di Pietracssa, e le molte altre della ‘storia archeologica’ del territorio di Lajatico – dalla celeberrima stele arcaica di tipo volterrano alle tombe d’età ellenistica, fino alle vicende in età medievale raccontate dai lavori nella Rocca – in una mostra che darà conto dei metodi e dei risultati di un esemplare intervento di sinergia nel restauro architettonico.

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