Presentazione del catalogo della mostra "IL PRINCIPE E LA SUA OMBRA. Burattini e marionette tra Oriente e Occidente dalla collezione di Maria Signorelli"

Roma, Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'

13 marzo 2014 - Presentazione libri

Giovedi 13 marzo ore 17,00

Presentazione del catalogo della mostra

"IL PRINCIPE E LA SUA OMBRA. Burattini e marionette tra Oriente e Occidente dalla collezione di Maria Signorelli"

Roma, Palazzo Brancaccio

17 dicembre 2013-21 aprile 2014

GANGEMI EDITORE

Il catalogo dedicato alla esposizione di marionette e burattini della Collezione Signorelli che il Museo Nazionale d’Arte Orientale ospiterà fino al 21 aprile prossimo, si propone di introdurre il visitatore alla conoscenza delle maggiori forme del teatro di figura orientale e, nello stesso tempo, di evidenziare  le sorprendenti le analogie  tra diverse culture;  l’artigianato che sottende alla costruzione dei personaggi, le tecniche per manovrarli, i canovacci dei testi e perfino  i singoli personaggi si ritrovano, al di là delle comprensibili differenze regionali, in Oriente come in Occidente

Entrambi i contributi di apertura, rispettivamente del Soprintendente del MNAO, Francesco di Gennaro e di Gabriella Manna, curatrice della mostra, sottolineano l’importanza dell’opera di Maria Signorelli che ha saputo raccogliere numerosissime testimonianze di tradizioni occidentali ed orientali, contribuendo così alla salvaguardia e alla diffusione di un’ importante forma d’arte considerata spesso, con superficialità, intrattenimento per i più piccoli.

I saggi che seguono sono dedicati alle varie sezioni di cui si compone la mostra.

Una panoramica del teatro del Sud est asiatico è esposta nell’articolato testo di Giusy Criscione che aiuta ad orientarsi nel complesso mondo di una produzione molto variata: dalle marionette yokthe-pwe birmane, ai caratteristici burattini wayang golek, ai diversi tipi di sagome, le wayang kulit (sagome in pelle da Giava e Bali), le wayang klitik (sagome in legno giavanesi), le ombre malesi (wayang kulit siam o kelantan) e quelle thailandesi (nang talung e nang yai).

Al teatro delle ombre dell’India Meridionale, che risale alla fine del I millennio, è rivolto il contributo di Serena Autiero. Oltre all’identificazione delle figure in mostra, l’autrice si sofferma anche sui complessi rituali che accompagnano  “la nascita” e “il ritiro dalle scene” dei vari personaggi.

Il kathputli, una delle più note forme di teatro dell’India, è illustrato da Irene Salerno. Di questa tradizione, propria dei membri della comunità dei Bhatt che provengono da villaggi della regione del Rajasthan, nell’India nord-occidentale, vengono descritti i personaggi, i repertori, le tecniche di rappresentazione.

Il saggio di Filippo Comisi è dedicato al teatro di figura in Cina, ed illustra con numerosi rimandi alle fonti, sia il teatro delle ombre di pelle, già in voga durante la dinastia Tang (618-907), sia quello delle marionette e dei burattini che raggiunse una grande popolarità durante le dinastie Song (960-1279) e Yuan (1280-1368) quando era molto apprezzato sia a corte che presso il popolo.

Conclude il catalogo il testo di Giulia Castello sul personaggio di Karagöz, il briccone turco che dal XIV secolo si diffuse nell’Impero Ottomano assumendo tratti diversi a seconda delle regioni, divenendo Karakuz in Tunisia, Karacouche in Algeria, Arağūz in Egitto, Caraghios nei Balcani e Karagiozis in Grecia.

Proprio Karagöz, che per il suo carattere furbo, a volte volgare, e per le battute con cui si prende gioco dell’autorità può essere considerato parente di Giufà e di Pulcinella, è uno dei personaggi ponte che permettono di affermare come tradizioni simili si ritrovano anche a distanza di tempo e di spazio.

Intervengono:

Il Soprintendente del MNAO Francesco di Gennaro

Gli autori Gabriella Manna, Serena Autiero, Giulia Castello, Filippo Comisi, Giusy Criscione, Irene Salerno

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