Pula (CA). Città fenicio-punico-romana di Nora. Restauro del Teatro, del foro romano e dei mosaici di epoca imperiale (interventi 2011-2012)

Pula (CA) - Scavi della città di Nora - veduta aerea 2
Tipologia bene restaurato
Teatro romano e mosaico dell'orchestra; Mosaico del corridoio del Peristilio orientale nell'isolato delle Terme centrali
Regione
Sardegna
Provincia
Cagliari
Comune
Pula
Localizzazione specifica
Penisola di Nora, capo di Pula, capo del Coltellazzo
Coordinate geografiche
Lat. 38°59,067; Long. 9°0,987 (Teatro)
Istituto-Ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Cagliari e Oristano
Tipologia intervento
Restauro
Tipologia finanziamento
Parco archeologico di Nora Sant’Efisio e dei Quattro Mari. Fondi PIA 2004 - 2007 assegnati al Comune di Pula
Entità finanziamento
Euro 500.000,00
Anno/i campagna/e di restauro
2011-2012
Responsabile scientifico
Maurizia Canepa, Elena Romoli, Mariella Maxia
Datazione bene restaurato: DA
199 a.C. - 476 d.C.
Datazione bene restaurato: A
199 a.C. - 476 d.C.

Descrizione

L’insediamento di Nora, noto dalle fonti come la più antica città della Sardegna fondata dai Fenici tra la fine del IX e l’VIII sec. a.C. su un promontorio che separa due golfi, e dal 238 a.C. florido municipio romano avviato ad una lenta decadenza a partire dal V sec. d.C., viene riportato alla luce nel corso di una imponente campagna di scavo mirata al settore urbano condotta tra il 1952 e il 1960 dal Soprintendente alle Antichità Gennaro Pesce.

Il sito, già individuato nel Capo di Pula dal Fara nel XVI secolo, era stato sottratto all’oblio dalle prime esplorazioni archeologiche del 1889-1892 ad opera del Delegato Regionale Ing. Filippo Vivanet e dell’ispettore agli scavi Filippo Nissardi coadiuvato dallo storico Ettore Pais, e successivamente da Giovanni Patroni nel 1901.

La massiccia opera di scavo fu avviata nel 1952 con un cantiere-scuola di cinquanta sterratori finanziato dall’Assessorato al Lavoro e Artigianato della Regione Autonoma della Sardegna ed integrato dall’ESIT per la fornitura di materiali e attrezzi, e per le opere di protezione e restauro. La direzione tecnico-scientifica di Gennaro Pesce metterà in luce circa tre ettari di ruderi pertinenti in massima parte alla città romana tardo-imperiale. Risale infatti al III sec. d.C. la fase di grande sviluppo architettonico e urbanistico a cui si ascrivono le decorazioni musive pavimentali rinvenute in diversi settori dell’abitato, in edifici pubblici (templi, porticati, terme e teatro) e privati, che raggiungono livelli notevoli di esecuzione e di espressione.

Contestualmente agli scavi verrà eseguito il consolidamento degli edifici, riconnettendo le lacune di parti portanti con l’inserimento di strutture in calcestruzzo armato di sostegno o di completamento, rafforzando al piede le murature con cordoli perimetrali di malta cementizia e ricomponendo diverse strutture murarie purtroppo non puntualmente documentate. Tutti questi interventi hanno consentito alle antiche murature di resistere, in buona parte, fino ad oggi, benché il degrado sia ormai tanto avanzato da averne eroso in profondità le superfici causando importanti dissesti.

Il vasto complesso di pavimenti a mosaico policromi rimessi in luce è stato interamente fatto oggetto di restauro a metà degli anni Sessanta ad opera principalmente dell’Istituto per il Mosaico di Ravenna, eseguito con una modalità di intervento traumatico e radicale: il loro distacco. Suddivisi in grandi quadrati di un metro di lato, furono integrati di parti cospicue del tessellato, ricostruito lo spessore della malta di allettamento in cemento armato con una maglia di tondini incrociati, e infine vennero riposizionati in situ su solette pure in cemento armato appositamente predisposte. Nel tempo però le condizioni climatiche salmastre, provocando la formazione di ossidazione e rigonfiamenti del ferro che era stato protetto da un ridotto spessore di malta, hanno portato alla disgregazione dei tessuti musivi, con sollevamenti e/o depressioni che hanno accelerato il distacco dai supporti e la perdita di aderenza tra le tessere.

Al termine degli anni Settanta la Soprintendenza, grazie all’opera di Carlo Tronchetti, riprende l’attività nel sito con lo scavo delle Terme a Mare (1977-1979) e con i primi interventi di restauro dei mosaici che si presentavano in stato di maggior degrado, procedendo allo sfilamento dei ferri di armatura e al ripristino del tessellato dissestato. Negli anni Novanta l’attività istituzionale viene affiancata dalle campagne di scavo delle Università di Pisa, Genova, Viterbo, Padova e poi Milano, che danno vita, ancora fino ad oggi, ad un laboratorio di ricerca che ha approfondito e riletto settori già scavati, aperto nuovi fronti, riscritto e dettagliato la storia nota di Nora, arrivando a predisporre anche la messa in sicurezza e la presentazione finale delle rispettive aree di studio.

L’emergenza dei mosaici. Per far fronte all'avanzare rapido del degrado dei mosaici, alle soglie del Duemila viene affidato al restauratore Roberto Nardi l’incarico per condurre uno studio specialistico finalizzato alla redazione di un progetto globale che individuasse metodologie, priorità e costi degli interventi conservativi sul patrimonio musivo, che si rivelò indispensabile per consentire alla Soprintendenza di chiedere ed ottenere dei finanziamenti finalizzati al restauro.

L’intervento di restauro. Nel progetto complessivo predisposto in seguito dalla Soprintendenza sono state indicate tre categorie di degrado che identificano lo stato di consistenza di tutti pavimenti musivi presenti nel sito archeologico, per ciascuna delle quali si è approntata una specifica modalità d’intervento:

a) pavimenti ancora su strati di allettamento originali; b) pavimenti restaurati negli anni precedenti con l’asportazione parziale o totale dei ferri di armatura dal massetto di posa; c) pavimenti staccati e riapplicati su cemento armato, che manifestavano dissesti gravi del tessellato.

Per i primi (a, b,) si prevedeva la pulitura e il consolidamento della superficie mosaicata e la revisione delle lacune da eseguirsi direttamente in situ, attività che ha preso avvio con i mosaici del Teatro, della cella del Tempio romano e del Peristilio orientale, ma che vede ancora molti interventi in progetto da attuare. Più traumatiche sono le operazioni eseguite sui mosaici del gruppo c), tutti quelli che ancora presentavano il letto di posa in cemento armato, consistente nello stacco in blocchi delle superfici musive, il loro restauro in laboratorio con l’asportazione dei ferri, la demolizione dei massetti di posa in cemento armato e il rifacimento in malta di calce idraulica, infine la ricollocazione in situ. La ricollocazione su pannelli di supporto in alveolam con la successiva esposizione al museo di Pula si è resa necessaria per il solo pavimento del Peristilio sud, dove l’eccessiva frammentarietà ed esiguità di opera musiva recuperata. In questi interventi, vista la necessaria asportazione dei pavimenti, si è potuto operare verifiche archeologiche puntuali o scavi completi degli strati sottostanti, con notevoli acquisizioni di dati funzionali a far luce sull'evoluzione dell'antica città.

Il restauro del Teatro Romano. L’aggravarsi delle condizioni dei blocchi in andesite delle gradinate della cavea del Teatro e i gravi dissesti riscontrati sulle strutture in opus caementicium sovrastanti le murature perimetrali esterne hanno richiesto nel 2011 l’affidamento dei lavori per la messa in sicurezza con procedura di somma urgenza. Terminato nel 2012, con questo intervento si è riusciti a restaurare tutte le strutture e le superfici del monumento, permettendo contestualmente la ripresa della manifestazione estiva “La notte dei poeti”, grazie anche alla predisposizione di un nuovo allestimento removibile, compatibile con la struttura antica, che il Comune di Pula ha finanziato con fondi europei.

Maurizia Canepa – Elena Romoli - Mariella Maxia

N.B.

Per gli interventi 2007-2008 vd. scheda Città fenicio-punico-romana di Nora - Pula (CA). Restauro del Teatro, del foro romano e dei mosaici di epoca imperiale (interventi 2007-2008)

Per gli interventi 2009-2010 vd. scheda Città fenicio-punico-romana di Nora - Pula (CA). Restauro del Teatro, del foro romano e dei mosaici di epoca imperiale (interventi 2009-2010)