Vaglio Basilicata (PZ). Pianoro di Serra. Parete W della casa dei pithoi.

Vaglio Basilicata (PZ). Pianoro di Serra. Parete W della casa dei pithoi dopo il restauro.
Tipologia bene restaurato
Struttura abitativa - Abitazione
Regione
Basilicata
Provincia
Potenza
Comune
Vaglio Basilicata
Localizzazione specifica
Serra di Vaglio. Pianoro
Coordinate geografiche
I.G.M. 1:25.000, F 187, II SE, 1.050 m. s.l.m.
Istituto-Ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
Tipologia intervento
Restauro
Concessionario
Lavori pubblici
Entità finanziamento
Euro 30.000,00
Responsabile di cantiere
Ilaria Trombone
Responsabile scientifico
Sabrina Mutino
Datazione bene restaurato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene restaurato: A

Descrizione

Il pianoro di Serra di Vaglio è uno dei siti di maggiore interesse per l’archeologia magnogreca, sia dal punto di vista delle testimonianze documentarie, che per quanto concerne la tipologia degli interventi che vi hanno avuto luogo.

La ricostruzione della “casa dei pithoi” ha rappresentato il primo esempio di archeologia sperimentale portato a termine nell’Italia meridionale, la cui progettazione fu elaborata dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata su iniziativa della dott.ssa Giovanna Greco nel 1987[1]. Tra giugno ed ottobre 2012 sulla struttura sono stati effettuati interventi di restauro conservativo.

I sopralluoghi condotti sul cantiere in fase preliminare hanno consentito di valutare in maniera positiva lo stato di conservazione generale della “casa dei pithoi”, nonostante la sostanziale scarsità di manutenzione nei ventitre anni dalla sua ricostruzione. La struttura si è rivelata solida ed idonea ad assolvere le funzioni prospettate in fase di realizzazione[2]. Il pisè usato per gli elevati[3] ha attutito l’azione dei forti sbalzi termici, dovuti ai fattori climatici ed ambientali del contesto, e garantito il microclima interno ideale alla conservazione dei reperti.

Le principali problematiche riguardavano forti decoesioni delle pareti in argilla e dei muretti in pietra a secco, sia a livello superficiale che strutturale.

Vaglio Basilicata (PZ). Pianoro di Serra. Parete W della casa dei pithoi. Stato di degrado iniziale.All’esterno lo strato argilloso presentava fessurazioni generalizzate e fratture estese, in particolare sul lato W (fig. 1). Sul lato sudorientale era presente una grave erosione superficiale, dovuta alla maggior esposizione agli agenti atmosferici. La presenza di paglia nello strato più esterno delle pareti costituisce un richiamo per gli ovini che pascolano nell’area, causando gravi lacune. Un’importante crepa orizzontale interessava la parte superiore del versante settentrionale dell’edificio[4].

Sulle pareti interne della struttura si è rilevata la caduta di uno strato superficiale di paglia e argilla, circoscritta ad alcune aree, presumibilmente come esito dell’uso, in passato, di consolidanti che hanno impedito la naturale traspirazione dei muri. Inoltre, muffe ed efflorescenze saline infestano le pareti cementizie realizzate al di sopra dello scavo per sostenere un camminamento.

Sono quindi stati programmati interventi differenziati, per il recupero strutturale e per il ripristino delle funzioni d’uso a scopo conservativo, ovvero il potenziamento della copertura e della canalizzazione delle acque tramite la sostituzione della capriata nord del tetto ed il riposizionamento di alcune tegole frammentate.

Nel rispetto della tecnica di costruzione ed in piena compatibilità con i materiali utilizzati inizialmente, per il risarcimento delle pareti si è proceduto secondo distinte fasi. Dopo aver umidificato mediante nebulizzazione di acqua la parete esterna, per rendere nuovamente plastica l’argilla, sono stati integrati progressivamente strati argillosi addizionati con inclusi di paglia grossolanamente sminuzzata. Rispetto alla crepa della parete settentrionale, l’intervento di consolidamento ha previsto un graduale risarcimento, a partire dai lembi più esterni, con infiltrazioni di argilla liquida e maggiori quantitativi di paglia sminuzzata, per evitare di appesantire in maniera repentina la struttura; le aree lacunose sono state colmate mediante strati di pisè fatti aderire progressivamente tramite operazioni meccaniche di battitura con spatole lignee; sulle piccole crepe si è intervenuti con iniezioni localizzate di argilla liquida e la successiva inzeppatura di paglia più grossolana.

Assecondando l’istanza estetica e materica, il ripristino del rivestimento superficiale delle pareti esterne è stato realizzato mediante un sottile strato di argilla liquida e paglia sminuzzata, per diminuire la superficie d’attacco per gli agenti atmosferici.

Vaglio Basilicata (PZ). Pianoro di Serra. Parete W della casa dei pithoi dopo il restauro.Al termine degli interventi (fig. 2) si è evidenziata l’assoluta necessità di una manutenzione costante, annuale, con controlli stagionali della struttura, che monitorino la tenuta degli strati integrati e lo stato della coesione superficiale.

Verificati gli esiti dell’intervento sul breve termine, nel periodo primaverile, ci si riserva di valutare l’opportunità di un intervento con un aggregante superficiale igroscopico e gaspermeabile, quale ulteriore protettivo della superficie.

 

 
 
 
 
 

 Sabrina Mutino, Ilaria Trombone

 


[1]Ved. G. Greco, Serra di Vaglio. La casa dei pithoi, Modena 1991.

[2]Cfr. J. Rougetet, Il progetto di restauro, in Serra di Vaglio cit., pp. 84-89. Le scelte costruttive intraprese si prefiggevano la protezione della stratigrafia musealizzata al suo interno e la conservazione delle strutture emerse, nel rispetto della tecnica di costruzione originaria.

[3]Al di sopra delle strutture murarie conservate, furono sovrapposte assise di casseforme lignee contenenti colate di un battuto in terra argillosa e paglia.

[4]Plausibilmente, il distacco è stato causato da una rete metallica di contenimento inserita nell’ambito di un precedente intervento di manutenzione. Della rete rimossa, che ha verosimilmente appesantito la struttura provocando lo spanciamento della parete interessata, restano i chiodi di fissaggio.

Bibliografia

  • G. Greco, Serra di Vaglio. La casa dei pithoi, Modena 1991.
  • G. Greco, J. Rougetet, La casa dei pithoi a Serra di Vaglio: proposte per un restauro, Papers of IV Conference of Italian Archaeology, London 1990 (1992), pp. 3-16.