Montecchio (TR). Necropoli di San Lorenzo. Coperture

Montecchio (TR). Necropoli di San Lorenzo. Coperture: disegno tecnico
Tipologia bene restaurato
Area funeraria - Necropoli
Regione
Umbria
Provincia
Terni
Comune
Montecchio
Localizzazione specifica
Necropoli del Vallone di San Lorenzo
Coordinate geografiche
Y=N 4727944 X=E 766588
Istituto-Ufficio competente
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria
Tipologia intervento
Manutenzione
Tipologia finanziamento
Fondi Unione Europea
Entità finanziamento
Euro 180.000,00
Anno/i campagna/e di restauro
2006
Responsabile di cantiere
Arch. Spartaco Capannelli
Responsabile scientifico
Paolo Bruschetti
Datazione bene restaurato: DA
899 a.C. - 200 a.C.
Datazione bene restaurato: A

Descrizione

Il progetto di valorizzazione della necropoli del Vallone di S. Lorenzo di Montecchio si basa su pochi ma ben definiti elementi di partenza: il contesto ambientale, la scelta tipologica e costruttiva, i materiali. L’architettura non prescinde dalla lettura del luogo, dalla forza archetipica delle vestigia antiche. Il progetto discretizza la struttura della necropoli, pilastri lignei e lastre curvate a significare tridimensionalmente le camere voltate escavate. L’interpretazione tipologica del sito archeologico suggerisce due precisi temi compositivi: modularità e serialità. Il modulo segnato dalle sepolture viene portato in superficie e ripetuto fino a costruire idealmente la serie degli ambienti voltati, in accordo con la morfologia del terreno, laddove si rileva anche la necessità di coprire il salto di quota trasversale limitando al necessario la consistenza fuori terra delle strutture di copertura. Il progetto non propone solo un insieme di elementi accessori, funzionali alla protezione degli scavi dagli agenti atmosferici, ma dispone un’architettura riconoscibile nella sua semplicità, estranea alla logica riduzionistica della tettoia, posta in stretto rapporto dialettico con le preesistenze fortemente storicizzate figurate dagli scavi. La necropoli riemerge dal terreno, i valori tettonici ipogei diventano schema guida assonometrico per un disegno non gratuito, tale da rendere il pre-testo costruttivo simile ad una trama omologa che si sovrappone in maniera discreta alle preesistenze. La serialità delle strutture leggere, la ripetizione del modulo della camera voltata, la moltiplicazione dei punti d’appoggio, conferiscono all’intervento i caratteri di una reversibilità e di una invasività controllate. La rilevante qualità ambientale dei luoghi si caratterizza per le notevoli presenze vegetazionali che interagiscono con i segni degli scavi fino a comporre un quadro paesaggistico singolare, dove si contemperano natura e storia, facilmente riconducibile allo stereotipo visuale del pittoresco. Il progetto delle coperture diviene sistema di mediazione tra l’epidermide del terreno, caratterizzata dalla morfologia e dalla copertura a verde, la fascia escavata e in via di sistemazione della zona archeologica, secondo un criterio di contestualizzazione che si appoggia a precise scelte materiche e cromatiche.

Il legno per i pilastrini e il manto di copertura in rame garantiscono notevoli livelli di inserimento ambientale, in quanto si tratta di materiali capaci di assorbire i segni del tempo e di migliorare la resa cromatica. Nel contempo si tratta di materiali non troppo denunciati, che fanno riferimento ad un sistema costruttivo apparentemente povero, tenuto insieme nei tratti nodali da elementi strutturali in acciaio zincato e verniciato.

Paolo Bruschetti

Nota: il disegno tecnico è disponibile nell'immagine in alto a destra della scheda, ed è espandibile.

Fig. 1 - La necropoli prima dell’intervento di copertura

Montecchio (TR). Necropoli di San Lorenzo. Coperture: copertura precedente del sito

Fig. 2 - Sistemazione definitiva della necropoli

Montecchio (TR). Necropoli di San Lorenzo. Coperture: sito dopo l'intervento

Bibliografia

G. Palmerio - A. Di Muzio, Le strutture protettive in archeologia, in Trattato di restauro architettonico. Primo aggiornamento. Grandi temi di restauro, diretto da Giovanni Carbonara  [Torino], [2007], pp. 401- 430.